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Acque bianche e acque nere: quali differenze?

17 Aprile 2019 | Autore:
Acque bianche e acque nere: quali differenze?

Dove vanno a finire gli scarichi del wc e quelli della cucina o della lavatrice? Come vengono separati e trattati per non danneggiare l’ambiente?

Acqua azzurra, acqua chiara, acqua bianca, acqua nera, acqua reflua, acqua bionda (c’è anche quella), acqua grigia. Naturale o frizzante. L’acqua dovrebbe essere sempre la stessa e invece non lo è: vien giù dalla sorgente altissima e purissima, una sola, e tu guarda in quante declinazioni ce la troviamo quando giunge a valle. Subisce un processo infinito alla fine del quale ce la troviamo in due sole tipologie: acque bianche e acque nere: quali differenze? La risposta sarebbe fin troppo semplice, a prima vista: una la si può bere, l’altra meglio di no. Anzi, proprio no. E nemmeno la risposta è così semplice. È bianca quando la si usa per cucinare ma diventa nera quando finisce nel lavandino dopo avere scolato la pasta? È bianca quando la si usa per lavarsi i denti ma diventa nera quando mescolata con il dentifricio? È bianca mentre mi arriva in testa nella doccia ma diventa nera quando mi arriva sui piedi insieme al bagnoschiuma o allo shampoo? Non mi disturbo a porre la domanda per quanto riguarda un’altra zona del bagno: che siano bianche o nere, poco interesseranno le differenze. «Acqua che non devi bere, lasciala scorrere», si diceva dalle mie parti. Ovvero: non avere a che fare con chi non devi. Saggezza castigliana.

Acqua bianche o acque nere: interessano anche il portafoglio? Bella domanda: per le une si paga al Comune come per le altre? C’è un costo di depurazione che comprende entrambe? Se andiamo avanti a porre delle domande, non arriveremo mai alle risposte. Che sono quelle che ti interessano.

Acque bianche: che cosa sono?

Per acque bianche si intendono quelle che provengono dalla natura o usate allo stato naturale (vogliamo essere ottimisti e pensare che ancora esistono delle acque allo stato naturale).

Nello specifico, sono quelle:

  • quelle che provengono da impianti industriali come, ad esempio, quella che compri in bottiglia al supermercato, quella che ti servono al bar o al ristorante, ma anche quella della fontana della piazza, purché non rechi il cartello di non potabilità e che ha subìto un processo di depurazione;
  • quelle che si usano per lavare le strade;
  • quelle che vengono giù dal cielo, come la pioggia, per utilizzare la parola giusta. Più naturale di così non esiste.

Acque nere: che cosa sono?

Esattamente l’opposto. Le acque nere, o acque reflue, sono quelle che sono passate da un processo domestico, agricolo o industriale e che, pertanto, sono contaminate (continuiamo ad essere ottimisti e a pensare che non esistono delle acque contaminate). Sono acque che, grazie alle fognature e agli impianti che le trattano, non finiscono nei fiumi, nei laghi o nel mare (qui l’ottimismo va un po’ a farsi benedire, ma in teoria è così).

In pratica, le acque nere sono quelle:

  • di scarico industriale;
  • di scarico dal wc, cioè le acque fecali;
  • di scarichi come doccia, vasca, lavandino del bagno o bidet, cioè le acque bionde (ecco che cosa sono);
  • di scarichi di cucina o lavanderia, cioè le acque grigie;
  • saponate grasse, con olio e detersivi scaricati dalle cucine.

Acque bianche e nere: come vengono trattate?

Acqua bianche e acque nere vengono separate da un apposito impianto di fognatura, cioè da tubazioni che portano il liquido elemento verso una struttura dedicata al trattamento delle une e delle altre. In nessun caso queste acque vengono reimmesse in natura senza la dovuta depurazione poiché hanno subìto una trasformazione organica, poca o tanta che sia.

Vengono prima tolte le particelle impure attraverso un processo chimico, fisico e biologico. Si elimina ogni sostanza galleggiante o disciolta. Quello che rimane si trasforma in materia biodegradabile. Quindi, il processo si conclude con la disinfezione e con lo smaltimento di liquami e fanghi. Solo dopo possono essere versate nei corsi d’acqua (fiume, lago, mare) in modo da non recare un danno all’ambiente.

Acque bianche o nere: come funziona la fognatura?

La fognatura è l’insieme delle canalizzazioni che raccolgono le acque bianche e nere.

Ne esistono di due tipi:

  • quelle miste, che le raccolgono insieme;
  • quelle separate, che prevedono una rete per le acque bianche e una per le acque nere.

La fognatura ha diversi tratti, ossia:

  • il fognolo o canalizzazione elementare che porta le acque in uscita dalle utenze fino all’allaccio della fogna;
  • la fogna vera e propria, dove finiscono le acque delle utenze e dagli scoli stradali;
  • il collettore, dove arrivano le acque provenienti dalla fogna e vengono portate all’impianto di depurazione o all’emissario;
  • l’emissario, appunto, che è la parte finale della fognatura in cui finisce l’acqua del depuratore (se c’è). Parliamo del canale, del fiume, del lago, ecc.

Cosa non può finire nella fognatura?

Acque bianche o acque nere è già un bel classificare. Non vorremmo trovarci con una terza specie di acque che dovremmo denominare «ultranera». Per evitare di arrivare a tanto, è vietato versare nella fognatura:

  • sostanze infiammabili come olio combustibile, benzina, benzolo, ecc.;
  • sostanze in grado di sviluppare gas o vapore tossico;
  • sostanze in grado di danneggiare o interferire con processi di depurazione naturale o artificiale dei liquami urbani o costituire un pericolo per uomini o animali, creare disagio o pregiudicare le acque del recapito finale;
  • sostanze radioattive;
  • scarichi di acque di raffreddamento o provenienti da lavorazioni con temperatura superiore ai 35 gradi;
  • sostanze solide o viscose che possano ostruire le tubazioni.

note

Immagine: Impianto di depurazione d’acqua, autore LightField Studios


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