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Fornitura intestata al proprietario di casa: chi paga?

13 Maggio 2019 | Autore:
Fornitura intestata al proprietario di casa: chi paga?

Se l’utenza è intestata al proprietario, ma l’inquilino non paga le bollette, chi ne sarebbe il responsabile? In tal caso cosa potrebbe fare il proprietario?

Sei proprietario di un appartamento in un piccolo condominio nei pressi del centro cittadino. La sua posizione centrale e i servizi annessi al fabbricato lo rendono un ottimo immobile da utilizzare come rendita. D’altra parte la locazione di un bene non destinato ad abitazione principale è diventata oramai essenziale, alla luce della tassazione legata alla titolarità delle cosiddette seconde case. Ebbene, in fase di preparazione del contratto di locazione, insieme al potenziale e futuro inquilino avete concordato per il pagamento delle utenze. Quest’ultime, come è naturale che fosse, sono state poste ad integrale carico del conduttore, anche se formalmente le forniture sono rimaste intestate a te che sei il proprietario. In pratica, l’inquilino provvederà a pagare le bollette a cadenza periodica invece che versare un canone di locazione maggiorato, comprensivo dei cosiddetti consumi delle forniture. Tuttavia, dopo un primo periodo contrattuale senza alcun tipo di problematica, i rapporti tra te e il conduttore sono decisamente peggiorati. In particolare, quest’ultimo è sempre più in ritardo con il pagamento dei canoni ed inoltre non sta saldando le bollette relative ai consumi. Fornitura intestata al proprietario di casa: chi paga? Il proprietario potrebbe opporre alle società fornitrici di acqua luce e gas il contratto di locazione per non pagare le bollette morose? In caso contrario cosa dovrebbe fare per recuperare il dovuto? In un’ipotesi come quella esaminata, il proprietario potrebbe staccare le utenze all’inquilino?

Fornitura intestata al proprietario di casa: le regole

Nel caso esaminato, che vale come esempio per tutte le ipotesi analoghe, sei il proprietario che ha concordato e sottoscritto un contratto di locazione in virtù del quale l’inquilino è tenuto a pagare le bollette relative alle cosiddette forniture, in aggiunta al canone di locazione. In particolare si tratta di utenze che sono rimaste formalmente a te intestate, ma che il conduttore si è impegnato a saldare puntualmente ogniqualvolta arriverà la bolletta di turno.

Ebbene, come potrai naturalmente concludere trattasi di un contratto che ha valore ed efficacia soltanto tra le predette parti. In altri termini, se l’inquilino non paga il canone di locazione non puoi certamente andarlo a chiedere ai suoi genitori. Il principio anzidetto, in un’ipotesi come quella qui esaminata, vale anche per la fornitura. Se questa dovesse essere intestata al proprietario, egli sarebbe evidentemente l’unica controparte del contratto con la società fornitrice dell’acqua, dell’elettricità, ecc. Come tale sarebbe quindi il diretto e unico responsabile per il mancato pagamento delle bollette. Se queste non dovessero essere saldate, egli dovrebbe inevitabilmente pagarle, salvo recuperare il dovuto dall’inquilino inadempiente.

Fornitura intestata al proprietario di casa: recupero morosità

Se stai leggendo questo articolo e ti riconosci nell’ipotesi in esame, con buona probabilità hai già maledetto il momento in cui hai firmato il contratto di locazione. Il tuo inquilino, infatti, non sta pagando le utenze e questo ti espone ad un inadempimento nei riguardi delle società fornitrici. Hai quindi compreso, leggendo quanto scritto in precedenza, che sei tenuto a pagare in virtù del contratto che ti vincola con le dette società. Non ti resta, pertanto, che recuperare il dovuto dall’inquilino moroso.

Ebbene per recuperare il maltolto potresti ottenere abbastanza facilmente un decreto ingiuntivo, con il quale avresti un titolo per agire forzatamente ed esecutivamente nei confronti del conduttore debitore. Col predetto titolo esecutivo potresti ad esempio pignorargli lo stipendio, recuperando tutto quanto ti doveva. Magari potresti accompagnare questa iniziativa con l’azione legale diretta a risolvere il contratto di locazione: in fondo come proprietario non vedi l’ora di liberarti di un inquilino purtroppo dimostratosi del tutto inadempiente anche con i canoni di locazione.

Detto ciò, ti è rimasto un ultimo dubbio: in alternativa al ricorso alla giustizia, non sarebbe molto più semplice staccare le utenze a questo cretino? Se sono il proprietario di casa e la fornitura è a me intestata non potrei molto più facilmente chiudere il contratto con le società fornitrici e lasciare l’inquilino con un palmo di naso? Cosa rischierei in questo caso?

Fornitura intestata al proprietario di casa: si può staccare?

Ricapitolando, come proprietario di casa sei anche titolare delle utenze relative alla fornitura dell’acqua, del gas e della luce. In particolare ti sei fidato dell’inquilino e del suo impegno a pagare puntualmente le bollette che arrivavano. Purtroppo ciò non è accaduto e sei stato costretto a saldare gli arretrati, salvo recuperare il dovuto dal conduttore moroso. Ebbene, stando così le cose, potresti molto più semplicemente staccargli le utenze in modo da non far ripetere questa situazione, costringendo l’inquilino ad andarsene?

Ebbene, questa tua lodevole iniziativa (solo apparentemente) non è consentita dalla legge. Addirittura saresti passibile di una vera e propria responsabilità penale. Come sancito e concluso anche dalla Suprema Corte di Cassazione [1] incorreresti nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni [2]. Per questo motivo, non sarebbe proprio una buona idea la cosiddetta giustizia fai da te.

Magari, la prossima volta prima di affittare un appartamento di tua proprietà, ricordati di chiudere le forniture e lascia che sia il nuovo inquilino ad intestarsele, a provvedere al diretto pagamento delle successive bollette nonché a patire le conseguenze dell’eventuale morosità sulle stesse.

note

[1] Cass. pen. sent. n. 41675/2012

[2] Art. 392 cod. pen.


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