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Sintomi tumore al fegato

13 Maggio 2019 | Autore: Salvatore Guarro


Sintomi tumore al fegato

> Salute e benessere Pubblicato il 13 Maggio 2019



Tumore al fegato: killer silenzioso che viene spesso diagnosticato a seguito di controlli medici per malattie epatiche croniche come epatite B o C e cirrosi. Scopri quali sono i sintomi più comuni.

Ti è stato diagnosticato o conosci qualcuno affetto da tumore al fegato? Leggendo un giornale oppure ascoltando qualche servizio alla televisione o alla radio, magari ti è capitato di imbatterti in questa patologia, ma non sei riuscito a comprendere completamente quali sono i sintomi del cancro epatico. Prosegui nella lettura; ti spiegherò in cosa consiste questa condizione morbosa e come può manifestarsi. E’ opportuno precisare che il seguente articolo non intende e non può sostituire il consulto del medico, ma ha soltanto la pretesa di rendere un po’ più chiaro e comprensibile l’argomento in oggetto. Dunque, se dopo aver letto quanto segue pensi di avere qualche sintomo, ti prego di non entrare nel panico, ma di parlarne col tuo medico di famiglia, il quale, se lo riterrà necessario, ti prescriverà tutti gli accertamenti del caso e magari ti consiglierà anche una visita specialistica. Fatta questa necessaria e dovuta premessa, cominciamo a parlare di questo stato patologico.

Cenni anatomici sul fegato

Il fegato è una ghiandola dal peso di circa 1,5 Kg situata nella parte superiore destra dell’addome, sotto le costole. Presenta quattro lobi, due dei quali sono situati anteriormente (destro e sinistro) e due posteriormente (quadrato e caudato). Ciascun lobo è suddiviso in lobuli strettamente connessi tra loro con interposizione di tralci di connettivo stromale. Ciascun lobulo, che rappresenta un’unità anatomo-funzionale, presenta al suo centro la vena centrolobulare dalla quale si irradiano (verso la periferia) trabecole, ognuna delle quali è formata da epatociti (cellule del fegato) che sono disposti in un doppio strato di cordoni delimitanti uno spazio in cui decorre un canalicolo biliare.

Il fegato riceve una doppia irrorazione ematica: una nutritiva, fornita dall’arteria epatica, ed una funzionale, fornita dalla vena porta, che trasporta il sangue proveniente dagli organi addominali e, quindi, anche i prodotti dell’assorbimento intestinale (con l’eccezione di alcuni lipidi che raggiungono il fegato per via linfatica).

Il fegato è fondamentale per mantenere un buono stato di salute; le sue funzioni principali sono:

  • sintesi proteica (albumina e globulina);
  • sintesi dei fattori della coagulazione (protrombina, fibrinogeno, fattore V, VII, IX e X);
  • sintesi dei fattori del complemento;
  • ossidazioni biochimiche;
  • metabolismo dei carboidrati, degli aminoacidi, degli acidi grassi liberi, della bilirubina e degli ormoni;
  • captazione e catabolismo delle lipoproteine LDL;
  • formazione dei corpi chetonici e dell’urea;
  • coniugazione, solubilizzazione e deaminazione dei farmaci;
  • captazione di macromolecole mediante meccanismi di endocitosi mediata da recettore;
  • fagocitosi di antigeni assorbiti dalla mucosa intestinale;
  • accumulo delle vitamine solubili A, D, K e vitamina B12;
  • regolazione del metabolismo del ferro e del rame;
  • mantenimento del volume plasmatico e della concentrazione degli elettroliti in circolo.

Cenni sul tumore al fegato

Il tumore al fegato è uno dei più aggressivi poiché colpisce uno degli organi più importanti per via delle funzioni vitali che svolge: è impossibile vivere senza di esso.

Il cancro del fegato (epatocarcinoma, carcinoma epatocellulare, o HCC) è il principale tumore maligno del fegato e in Italia rappresenta la settima causa di morte per neoplasia (circa il 3% delle morti per tumore). Se ne distinguono due tipi: benigni e maligni. Questi ultimi, a seconda della loro origine, possono essere primitivi (cioè quelli nati nell’organo) o secondari (se si presenta con metastasi derivate da cellule tumorali provenienti da altra sede- in prevalenza intestino, stomaco, polmoni e mammella). Esistono almeno 3-4 tipi di tumore epatico primario: alcuni iniziano con un singolo nodulo che si sviluppa e, solo nelle fasi finali della malattia, si diffonde alle parti rimanenti del fegato. Altri, invece, originano da due o più noduli separati, come tumori multipli, tipici delle persone con cirrosi epatica, oppure in forma massiva quando l’organo è completamente invaso da noduli neoplastici.

Quello al fegato è un cancro abbastanza raro, ma molto aggressivo. L’alto tasso di mortalità è legato alla generale assenza di sintomi negli stadi iniziali (non a caso è noto come tumore silenzioso) e all’inefficacia dei trattamenti (comunque capaci di migliorare la qualità di vita).

Viene diagnosticato, generalmente, quando ormai il tumore è in fase avanzata. L’incidenza del tumore epatico varia molto a seconda delle zone geografiche: è più diffuso in Asia rispetto a Stati Uniti ed Europa. Esso è il sesto tumore più frequente a livello mondiale e la seconda causa di morte per neoplasia.

Fattori di rischio

Non è ancora noto l’esatto meccanismo con il quale si sviluppa il tumore del fegato e restano molti punti da chiarire. Alcuni elementi, tuttavia, sono dei sicuri fattori di rischio:

  • età e sesso: colpisce più gli uomini che le donne (in proporzione di circa il doppio), in particolar modo dopo i 60 anni;
  • infezioni croniche da virus dell’epatite B (HBV) o virus dell’epatite C (HCV): il cancro al fegato si può sviluppare dopo molti anni di infezione provocata da uno di questi virus che nel mondo sono la causa principale. Anche se le infezioni da HBV e HCV sono malattie contagiose, il tumore non lo è;
  • abuso di alcol: assumere più di due bevande alcoliche al giorno per molti anni aumenta il rischio di sviluppare un cancro al fegato ed anche di altri tipi di tumori. Il rischio aumenta con la quantità di alcol che una persona assume;
  • aflatossine: il tumore può essere causato dall’aflatossina, una sostanza nociva prodotta da alcuni tipi di muffe. L’aflatossina può formarsi su arachidi, mais e altre noci e cereali. In alcune parti dell’Asia e dell’Africa, i livelli di aflatossine sono elevati;
  • emocromatosi (malattia da accumulo di ferro): può svilupparsi il tumore tra le persone con una malattia che induce il corpo a immagazzinare una quantità eccessiva di ferro nel fegato e in altri organi;
  • cirrosi (una malattia grave che si sviluppa quando le cellule epatiche sono danneggiate e sostituite da tessuto cicatriziale). Molti fattori causano la cirrosi, tra cui l’infezione da HBV o HCV, l’abuso di alcol, una quantità eccessiva di ferro immagazzinato nel fegato, alcuni farmaci, e alcuni parassiti. Quasi tutti i casi di tumore al fegato negli Stati Uniti si verificano in persone che hanno contratto precedentemente la cirrosi, di solito derivante dall’infezione da epatite B o C oppure dall’abuso di alcol;
  • obesità e diabete: gli studi hanno dimostrato che l’obesità e il diabete possono essere importanti fattori di rischio;
  • fumo di sigaretta;
  • fattori di rischio meno comuni includono anche l’abuso di steroidi anabolizzanti o ormoni maschili, contaminazione da arsenico nell’acqua potabile ed esposizione ad alcune sostanze chimiche industriali.

Più numerosi sono i fattori di rischio che una persona presenta, maggiore, ovviamente, è la probabilità che la neoplasia si sviluppi (anche se molte persone con fattori di rischio noti non svilupperanno mai la malattia).

Sintomi

Il tumore del fegato, come già accennato in precedenza, è stato anche chiamato tumore silenzioso perché, soprattutto nelle fasi iniziali, non dà alcun segno di sé. Via via che la malattia si diffonde, però, iniziano a comparire alcuni sintomi ed i principali sono:

  • dolore localizzato al lato destro della regione addominale superiore che può irradiarsi anche alla schiena e alle spalle;
  • malessere gastrico: indigestione, inappetenza, nausea, calo ponderale (questi sintomi si manifestano quando il tumore comprime lo stomaco e l’intestino tenue), nausea e vomito;
  • ittero (colorito giallastro della cute, delle sclere e delle mucose, con urine scure e feci di colore chiaro) che si manifesta quando nel sangue si accumulano concentrazioni rilevanti di bilirubina (ciò avviene, ad esempio, se il tumore invade una porzione cospicua del fegato oppure se il dotto biliare si ostruisce). Quando la concentrazione di bilirubina è superiore alla norma può manifestarsi anche prurito. Generalmente, si tratta di un sintomo dello stato avanzato del tumore, anche se raramente è possibile che si manifesti nelle fasi iniziali della malattia;
  • febbre (anche se quest’ultima rappresenta un potenziale segno di infezione, quando appare in assenza della stessa, si associa alcune volte al cancro del fegato);
  • gonfiore localizzato alla cavità addominale o agli arti inferiori: quando insorge una malattia epatica cronica (ossia persistente) nella cavità addominale si può formare un’ascite (termine medico che indica l’accumulo di liquido nell’addome), la quale può essere accompagnata da un gonfiore diffuso agli arti inferiori. Il gonfiore addominale e agli arti inferiori può essere causato anche da altre patologie, per esempio a carico del cuore o dei reni. Il liquido può essere rimosso temporaneamente aspirandolo con un ago attraverso una procedura che si chiama paracentesi; in alcuni casi è possibile controllarne l’accumulo con l’assunzione di farmaci diuretici. La risposta positiva del trattamento del cancro del fegato può ridurre il gonfiore all’addome e alle gambe, ma se la causa è una patologia epatica di fondo (ad esempio la cirrosi), esso può persistere;
  • dolori alle ossa: quando il tumore al fegato riesce a raggiungere le ossa causa dolore, la cui intensità può variare a seconda dei movimenti. In certi casi, è acuto e pungente e può addirittura arrivare ad irradiarsi fino alle articolazioni (in questi casi i pazienti vengono sottoposti ad interventi chirurgici atti ad asportare il tumore localizzato e calmare così il dolore);
  • problemi di concentrazione: la confusione costante e le difficoltà nel pensare e concentrarsi sono il frutto di un elevato accumulo di tossine che il fegato malato non è in grado di filtrare;
  • eccessiva perdita di peso: la mancanza di appetito e la difficoltà di assorbire in modo adeguato i nutrienti portano alla perdita rapida di peso;
  • difficoltà respiratorie: quando il tumore inizia a produrre metastasi, le cellule cancerogene entrano nel sangue o nelle vie linfatiche e migrano ad altre parti del corpo. I polmoni, di solito, sono gli organi più colpiti ed è proprio per questo che sono maggiormente soggetti alla formazione di tumori secondari. La crescita della neoplasia riduce il buon funzionamento del sistema respiratorio e causa gravi difficoltà nel trasporto dell’ossigeno verso i polmoni; ne derivano gravi problemi respiratori e frequenti attacchi di soffocamento. In questi casi così complicati, il trattamento adeguato prevede l’intervento chirurgico o la radioterapia, con lo scopo di distruggere il tumore polmonare.

Occorre, tuttavia, precisare che i sintomi citati in precedenza possono presentarsi anche in molte altre malattie, per cui essi non sono specifici per la patologia e non indicano necessariamente l’insorgenza di un tumore del fegato. In ogni caso, qualora qualcuno di essi dovesse presentarsi, è opportuno informare il proprio medico di fiducia, il quale valuterà la situazione e vi consiglierà sul da farsi. A questo punto è necessario altresì precisare che, tra i tanti tipi di tumori, quello al fegato è uno dei più difficili da debellare sia per la complessità di questo organo, sia per le difficoltà nel diagnosticare la malattia in tempo.

Questa neoplasia, infatti, viene generalmente rilevata nel corso dei controlli di routine per un pregresso tumore non localizzato al fegato oppure nel corso di accertamenti diagnostici per la presenza di cirrosi o di epatite virale di tipo B o C.

Prevenzione

Una volta capito cos’è il tumore al fegato e quali sono i sintomi con cui esso si manifesta, potremmo chiederci: è possibile prevenire l’insorgenza di questa neoplasia? La risposta al quesito, purtroppo, è negativa. L’unica cosa che possiamo fare per cercare di impedire lo sviluppo del cancro al fegato, difatti, è quella di evitare i più comuni fattori di rischio che abbiamo descritto in precedenza.

I pazienti ad alto rischio (ovvero quelli affetti da infezione cronica del fegato- epatite virale B o C-, con cirrosi o epatopatia alcolica) devono rimanere sotto controllo medico e sottoporsi ad ecografie periodiche (per individuare eventuali formazioni tumorali epatiche in fasi più precoci e quindi più curabili) e/o a dosaggio di alfa-fetoproteina (proteina che viene principalmente prodotta dal fegato del feto e dalla porzione dell’embrione in via di sviluppo la cui concentrazione aumenta nelle persone affette da  cancro epatico).

Una misura efficace di prevenzione è la vaccinazione per l’epatite B (che in Italia è obbligatoria per tutti i bambini). Per quanto riguarda l’epatite C non sono disponibili vaccini, ma farmaci in grado di azzerare la replicazione virale in oltre il 99 per cento dei casi. In caso di infezione cronica da virus dell’epatite B o C, è opportuno farsi seguire da centri con adeguata esperienza e controllare l’infezione virale con farmaci adeguati.

Terapia

Il tumore del fegato è complesso da curare e può essere affrontato in diversi modi; per questo è importante che la decisione terapeutica sia presa con un approccio multidisciplinare in centri di provata esperienza e ampia casistica e che il malato sia informato correttamente e sia parte attiva nelle decisioni che lo riguardano.

La probabilità di cura è correlata allo stadio di malattia e allo stato di salute generale del paziente: più un tumore è diagnosticato in fase precoce, maggiore è la possibilità che il paziente possa guarire. Gli approcci non chirurgici possono comunque avere un ruolo nell’evitare che la malattia si diffonda e nel mantenere una qualità di vita accettabile. Il trattamento del tumore del fegato viene scelto sulla base delle caratteristiche di ogni singolo paziente e dipende da una serie di fattori, tra i quali:

  • numero, dimensioni e localizzazione delle masse tumorali;
  • funzionalità del fegato e presenza di cirrosi;
  • diffusione del tumore al di fuori del fegato;
  • età.

Le opzioni terapeutiche per il trattamento del tumore del fegato comprendono:

  • intervento chirurgico (epatectomia): se la massa è unica o se le lesioni a livello del fegato sono poche e l’organo gode di una buona funzionalità;
  • trapianto d’organo;
  • ablazione o terapie mininvasive;
  • chemioembolizzazione (Tace);
  • radioembolizzazione (Tare o Sirt);
  • terapia farmacologica con agenti biologici.

Quando la neoplasia, invece, è diagnosticata in stadio avanzato con cirrosi che compromette del tutto la funzionalità del fegato, vengono solo adottate terapie atte a controllare i sintomi più fastidiosi, in modo da migliorare la qualità della vita del paziente.

Tumore al fegato: diritti ed agevolazioni

Dopo aver letto l’articolo potresti chiederti: esistono diritti ed agevolazioni per i pazienti malati di cancro al fegato? Fortunatamente la risposta al quesito è affermativa. L’ordinamento giuridico, infatti, predispone una serie di norme e di tutele per far fronte alle particolari esigenze del malato oncologico, con l’obiettivo principale di garantirgli un’esistenza dignitosa e consentirgli, nonostante la malattia, di svolgere tutte le attività di cui si occupava prima di ammalarsi.

Il malato oncologico, difatti, è riconosciuto come invalido civile e se la malattia o le terapie ad essa associate non consentono ai pazienti di essere autosufficienti nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (come ad esempio alimentarsi, provvedere alla propria igiene, vestirsi, ecc.) questi hanno altresì diritto ad un’indennità di accompagnamento.

Oltre alle agevolazioni economiche, sono previste anche specifiche agevolazioni fiscali ed esenzioni: chi ha un tumore al fegato, infatti, ha diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami collegati alla cura del tumore, anche in relazione a eventuali complicanze, e alla prevenzione di ulteriori aggravamenti.


Di Salvatore Guarro

note

Autore immagine: tumore al fegato di Gorodenkoff


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1 Commento

  1. Per esperienza affermo che nella selezione dei casi che necessitano di trapianto urgente salvavita , con distacco professionale e freddo sarcasmo epatologi negano il consenso quando il pz ha avuto anche solo remoti contatti con anti psicotici e psichiatria ….ma il criterio o protocollo è modificabile a richiesta se ci sono altri fattori che non dovrebbero esserci per legge…….con leggerezza decretano e con sarcasmo concorrono alla MORTE del Pz. ???????

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