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Fimosi: sintomi, cause e cure

15 Maggio 2019 | Autore:
Fimosi: sintomi, cause e cure

Cos’è la fimosi? In cosa consiste la diagnosi? Quando occorre sottoporsi ad un intervento chirurgico? In quali casi il medico è responsabile? Scoprilo nel mio articolo.

La fimosi consiste nell’impossibilità del prepuzio ad essere retratto sul glande. La diagnosi è clinica. E’ bene rivolgersi ad un bravo specialista che possa indicare al paziente l’iter più efficace da seguire. La fimosi può essere fisiologica (e comparire nei primi anni di vita) oppure patologica (nel caso in cui il prepuzio non è retrattile alla pubertà o qualora la fimosi è acquisita), pertanto può presentarsi anche in età adulta. Come occorre intervenire? E’ possibile curare la fimosi senza operazione chirurgica? Con molta probabilità ti stai ponendo numerose domande e vorresti saperne di più sulla fimosi: sintomi, cause e cure.

Il ministero della Salute sottolinea che, in genere, la fimosi si risolve spontaneamente entro i 3-4 anni; in caso contrario,  il trattamento consiste nell’applicazione quotidiana di creme a base di betametasone dipropionato allo 0,05-0,1% associata ad una delicata retrazione del prepuzio. Qualora la terapia non risulti efficace o risulti solo parzialmente efficace, è possibile ricorrere all’uso di creme a base di betametasone valeriato allo 0,1-0,2%, in associazione o meno a creme a base di ialuronidasi. Nell’ipotesi di insuccesso di questa terapia occorre intervenire chirurgicamente con la circoncisione o la plastica prepuziale. Quali sono gli esiti ed i benefici dell’operazione chirurgica? Quali sono le possibili complicanze? Continua a leggere il mio articolo. Ti parlerò del decreto Balduzzi e della legge Gelli-Bianco; dopodiché potrai leggere l’intervista al dr. Fabrizio Muzi, andrologo specialista in chirurgia generale.

Decreto Balduzzi: la responsabilità del personale sanitario

Il decreto Balduzzi stabilisce che colui che esercita una professione sanitaria, (può trattarsi di un medico, un infermiere, un’ostetrica, ecc.), nel caso in cui provochi un danno al paziente, non è responsabile penalmente dell’evento lesivo nei seguenti casi:

  • ha rispettato le linee guida. Si tratta di indicazioni, raccomandazioni cliniche, veri e propri parametri di riferimento, provenienti dalla comunità scientifica, a cui bisogna attenersi nello svolgimento della propria attività professionale;
  • ha messo in atto le buone pratiche. Si tratta di regole procedurali mirate ad evitare il verificarsi dell’evento lesivo per negligenza o imprudenza del professionista;
  • ha commesso il fatto con colpa lieve. Si fa riferimento all’errore scusabile che ricorre nei casi più complessi, in cui l’esito del trattamento non è certo.

Il decreto Balduzzi è stato modificato con l’emanazione della Legge Gelli-Bianco [1] che ha introdotto un nuovo articolo nel Codice penale [2], il quale stabilisce che il medico che causa la morte o la lesione personale del paziente per imperizia non risponde di omicidio colposo e lesioni personali colpose nel caso in cui abbia agito rispettando le buone pratiche assistenziali e le linee guida. Rispetto al decreto Balduzzi non si fa alcun riferimento alla colpa lieve,

Per avere maggiori informazioni sulla fimosi abbiamo intervistato il dr. Fabrizio Muzi, andrologo, urologo, specialista in chirurgia generale, ecografia internistica, carbossiterapia e ozonoterapia.

Cos’è la fimosi?

La fimosi è una patologia urologica/andrologica caratterizzata dal restringimento dell’orifizio prepuziale che determina totale o parziale impedimento alla retrazione posteriore del prepuzio sul glande. Il prepuzio è il lembo di pelle che ricopre il glande del pene.

Fimosi: quali sono le cause? 

La fimosi può essere congenita, cioè presente fin dalla nascita  o acquisita, cioè correlata a patologie dermatologiche, traumi ed irritazioni che possono verificarsi a tutte le età giovanile, adulta.

Come si fa la diagnosi? 

La diagnosi di fimosi si fa agevolmente con una semplice visita medica. L’esame obiettivo dei genitali esterni  consente di valutare le caratteristiche cutanee del prepuzio e se ne può constatare l’efficienza di apertura in condizione di pene flaccido ed in erezione.

E’ possibile diagnosticare precocemente e correggere una fimosi?

È molto importante la sorveglianza in età pediatrica nel seguire la corretta apertura e scorrimento del prepuzio sul glande che non deve mai essere forzata o cruenta, dal momento che tale apertura avviene a seguito di segnali ormonali di sviluppo molto precisi che possono arrivare fino ai 16 anni.

Un altro aspetto importante è l’attento passaggio intorno ai 13-14 anni dal pediatra al medico di famiglia che dovrà seguire il paziente nel corretto sviluppo genitale, nella cura dell’igiene genitale personale con prodotti adeguati e nel riconoscimento precoce delle eventuali patologie urologiche andrologiche di cui la fimosi è solo un esempio.

Molto importante l’educazione sessuale alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse e degli eventuali disturbi sessuali fin dai primi rapporti che una fimosi è in grado di procurare. Molto importante l’attenzione ai fattori di rischio per balaniti (le infiammazioni) e fimosi come il diabete e le patologie dermatologiche come il lichen scleroatrofico. Qualunque medico deve necessariamente dedicare attenzione alla visita dei genitali esterni a prescindere dai motivi della visita stessa.

Quali sono le difficoltà ed i fastidi per un bimbo con la fimosi?

Il restringimento del prepuzio è da considerarsi fisiologico. In età pediatrica, i due foglietti che costituiscono la plicatura del prepuzio sul glande sono pressoché saldati. Durante questa fase non ci sono rischi di infezione proprio poiché saldati. Nei bambini piccoli al di sotto dei due anni, è normale che non sia possibile retrarre il prepuzio e solitamente si risolve spontaneamente intorno ai sette anni nell’80% dei casi, mentre per il 90% intorno all’età di 16/17 anni.

Fimosi: quali sono le cure?

Esistono dei trattamenti conservativi che si possono usare in età pediatrica a base di creme cortisoniche in modo da tentare di far “maturare” questi foglietti che costituiscono il prepuzio. Tale terapia si può accompagnare a caute e mai forzate manovre di mobilizzazione. Il trattamento definitivo per la fimosi una volta diagnosticata resta nella maggior parte dei casi quello chirurgico con la circoncisione che può essere effettuata con varie tecniche (tradizionali, laser, ecc.).

Fimosi serrata e non serrata: qual è la differenza?

La fimosi serrata è l’impossibilità di scorrimento del prepuzio sul glande sia a riposo, sia  in erezione. La fimosi non serrata consente, invece, seppure con una difficoltà variabile tale scorrimento del pene a riposo, ma determina problemi di scorrimento e sintomi costrittivi quando il pene è in erezione. In quest’ultimo caso, il paziente riesce ad effettuare una meno difficoltosa igiene intima, visto che a riposo può scoprire il glande, detergerlo e rimuovere i residui di smegma, una secrezione biancastra equivalente al sebo.

Cos’è la parafimosi?

La parafimosi è la complicanza della fimosi in quanto, forzando lo scorrimento del prepuzio, il pene rimane costretto e tende a gonfiarsi. Qualora dovesse rimanere così per un tempo prolungato si può avere impossibilità  nello scorrimento della cute per ricoprire il glande. La parafimosi necessita di una manovra medica manuale di riduzione che se non effettuata tempestivamente e con perizia  può rendersi inefficace. In tale caso, occorre procedere ad una risoluzione chirurgica con varie tecniche a seconda della situazione.

Quando è necessario l’intervento e in cosa consiste?

Su vari canali d’informazione vengono proposte tecniche conservative, ma finora nessuna si è dimostrata efficace fino in fondo nel trattamento della fimosi; per tale motivo un’effettiva e definitiva risoluzione è quella chirurgica. L’intervento è la circoncisione, cioè la rimozione circonferenziale della cute del prepuzio che provoca  la chiusura o la difficoltà di scorrimento del prepuzio sul glande.

Una volta terminata questa fase dell’intervento, verranno poi posti dei piccoli punti di sutura in modo da ricollegare sempre circonferenzialmente i lembi di cute sana. I punti sono di materiale riassorbibile che nell’arco di una decina di giorni si discioglieranno dopo aver terminato in sostanza la loro funzione di coesione sulla cicatrice. Al termine della guarigione,  il glande resterà scoperto o parzialmente ricoperto con una transitoria ipersensibilità, ma con innegabili vantaggi di carattere igienico e sessuale.

Quali sono le possibili complicanze?

Ci può essere un minimo sanguinamento, un ritardo della guarigione della cicatrice, una successiva eccessiva cicatrizzazione, quest’ultima correlata maggiormente al lichen scleroatrofico. Vi può essere una maggiore sensibilità del glande che poi di solito tende a ridursi nel tempo. Tutti questi eventi sono facilmente gestibili e risolvibili.

In cosa si distinguono la fimosi congenita e quella acquisita?

La fimosi congenita è presente già dalla nascita. La fimosi acquisita è da considerarsi secondaria ad alcune condizioni patologiche: le infiammazioni sono chiamate balaniti se coinvolgono solo il solco balanoprepuziale  e balanopostiti se finiscono per coinvolgere anche la cute del prepuzio.

La fimosi può derivare da affezioni dermatologiche come il lichen scleroatrofico, a causa del quale il prepuzio assume un caratteristico colore bianco pallido ed una consistenza rigida, anelastica come una cicatrice. Altre cause di fimosi possono essere  traumi come le manovre di retrazione della cute prepuziale improprie o forzate, effettuate durante la crescita.

Come si manifesta la fimosi negli adulti?

Nella popolazione adulta, la fimosi può presentarsi a seguito di insorgenza di infiammazioni di solito gli origine fungina come la candidosi, fra le più comuni. Inoltre, è di estrema importanza ricordare che tali infezioni genitali possono avere come causa anche una patologia cronica a volte  non conosciuta o non posta in relazione dal paziente; un esempio per tutti è il diabete mellito. Infatti, l’iperglicemia prolungata predispone alle infezioni in generale.

È capitato a volte di far diagnosi di diabete mellito proprio dal riscontro di una balanite o balanopostite resistente a trattamento antibiotico e antifungino. La persistenza di tali infezioni comporta una maggiore incidenza di  fimosi. Viceversa, un migliore e accurato controllo glicemico può comportare una più agevole risoluzione della balanite e/o della fimosi in certi casi.

Quali sono le difficoltà che può riscontrare un adulto con fimosi?

Le difficoltà di un adulto sono prima di tutto quelle igieniche. Se non viene rimosso periodicamente  lo smegma  si potranno sviluppare su questo terreno dei batteri e funghi che provocheranno balaniti e balanopostiti.

Inoltre, la fimosi configura una notevole difficoltà relazionale e dei rapporti sessuali, che impediscono al paziente a volte di vivere un’esperienza sessuale appagante e gradevole. I rapporti sessuali in presenza di una fimosi aumentano il rischio di infezione di entrambi i partner e di trasmissione di malattie sessualmente trasmesse e condilomi. Oltre a tutto ciò, il paziente affetto da fimosi può incorrere in altri disturbi sessuali collaterali non necessariamente correlati con la patologia, come il deficit erettile e l’eiaculazione precoce.

Inoltre, occorre ricordare che la fimosi non trattata è  fattore di rischio dello sviluppo del carcinoma penieno, una malattia fortunatamente piuttosto rara ma molto grave nel trattamento oncologico. Tale patologia non si riscontra ad esempio nella popolazione dei circoncisi.

Come si interviene negli adulti? 

L’intervento di circoncisione sugli adulti si effettua in anestesia locale o con una blanda sedazione in caso di elevata emotività del paziente o in particolari condizioni ove sia ritenuta necessaria. Dura circa 30 minuti e può essere effettuato in regime ambulatoriale. Finito l’intervento il paziente può tranquillamente tornare a casa da solo.

Utile consigliare al paziente di tenere vicino a sé durante la prima notte una borsa del ghiaccio da utilizzare in caso di improvvisa erezione notturna o mattutina per ridurre il rischio di trazione dei punti. Questo serve solo per la prima notte. Non servono medicazioni particolari o antibiotici, poiché dal giorno dopo il paziente potrà e dovrà effettuare dei lavaggi con acqua tiepida e soluzione detergente tipo Dakin, potrà fare la doccia, nuotare in piscina, fare qualunque attività. Per quanto riguarda eventualmente i rapporti sessuali dovrà aspettare circa 30 giorni.

C’è un caso particolare che può raccontarci?

Una volta mi è capitato di operare una circoncisione per una fimosi serrata in un adulto di circa 55 anni. Nella parte interna del prepuzio vi era un’area iperemica a tratti finemente verrucoide che viene praticamente rimossa completamente con la circoncisione. Al termine dell’intervento, ho ritenuto opportuno inviare tale reperto ad esame istologico definitivo. Si trattava di una eritrodermoplasia di Queyrat, una lesione che insorge solitamente dopo la V decade di vita, ha un decorso cronico e, se non trattata, evolve verso una forma tumorale invasiva nel 10-30% dei casi. Tale lesione considerata una precancerosi può essere esito di ripetute balaniti e fimosi.

La semplice circoncisione in questo caso ha reso possibile la risoluzione di un problema prima che potesse andare incontro ad una trasformazione di carattere neoplastico che avrebbe messo in pericolo la vita stessa del paziente.

note

[1] L. n. 24/2017 del 08.03.2017.

[2] Art. 590-sexies cod. pen.

Autore immagine: visita medico paziente di uzhursky


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