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Prescrizione bollette gas

17 Aprile 2019
Prescrizione bollette gas

Riscaldamento e servizi del gas: quando il debito scade, come far valere la prescrizione e annullare il debito.

Chi non paga il gas può subire un pignoramento per la bolletta non pagata. Ma il danno principale potrebbe non essere questo: prima ancora c’è la sospensione della fornitura che, di solito, mette alle strette l’utente e lo costringe a trovare un compromesso. Compromesso che comunque si muove solo tra due scelte: o l’azione giudiziale (quando si ritiene che il calcolo dei consumi sia errato) o il versamento del dovuto (magari con una rateizzazione). Chi invece ha già cambiato compagnia fornitrice e non teme di rimanere al freddo, può avvalersi della prescrizione bollette gas per non pagare: il decorso del tempo, infatti, gioca a suo favore e, dopo alcuni anni, lo libera definitivamente dal debito. A condizione però che, nel frattempo, non abbia ricevuto raccomandate con solleciti. Tali comunicazioni, infatti, interrompono i termini e li fanno decorrere nuovamente da capo. 

Funziona pressappoco così la prescrizione della bolletta del gas per la quale, tuttavia, la legge ha voluto dettare (come già fatto per acqua e luce) un apposito termine, diverso da quello di tutte le altre forniture periodiche (come, ad esempio, la pay-tv o la bolletta del telefono). 

Di tanto parleremo in questo articolo. Dopo aver detto qual è la prescrizione delle bolletta gas, ti spiegheremo per quanto tempo la società fornitrice può chiederti il pagamento, fino a quando puoi temere una fattura di conguaglio per annualità precedenti e come fare a liberarti da pretese illegittime. Procediamo dunque con ordine.

Prescrizione: cos’è?

Un debito non dura in eterno. Se il creditore non reclama il proprio diritto per un periodo di tempo prefissato dalla legge – detto appunto “termine di prescrizione” – non può poi rivolgersi a un giudice per ottenere giustizia e magari farti causa o notificarti un decreto ingiuntivo. Peggio per lui che è rimasto inerte per molto tempo. Questo significa che nessuno potrà bussare alla tua porta per chiederti il pagamento di una fattura emessa oltre 10 anni fa se, all’epoca, ti sei dimenticato di onorarla e non ti è stato mai ricordato il debito.

La prescrizione è dunque quel periodo di tempo oltre il quale il credito “scade”, ossia non può più essere fatto valere in tribunale contro il debitore e quest’ultimo è automaticamente libero. “Automaticamente” perché la prescrizione si compie da sola, con il semplice decorso degli anni: non richiede cioè l’intervento di un giudice, al quale ci si potrà appellare eventualmente se il creditore, nonostante il suo diritto sia prescritto, agisca ugualmente per il recupero dei soldi.

Prescrizione significa anche che la richiesta di un conguaglio non può spingersi oltre un certo limite di annualità. 

Volendo usare una terminologia più tecnica, per termine di prescrizione si intende quindi il periodo di tempo predeterminato dalla legge durante il quale il titolare non usa il proprio diritto e che, una volta trascorso, provoca l’estinzione del diritto. 

Quali sono i termini di prescrizione?

I diritti di credito, in generale, si prescrivono in 10 anni. Di solito si applica questo termine per tutti i rapporti che nascono da contratti, salvo quelli in cui i pagamenti devono essere fatti almeno una volta all’anno (o per frazioni di tempo più brevi: ogni mese, ogni tre mesi, ogni sei mesi, ecc.) per i quali la prescrizione è di 5 anni. Se la prestazione contrattuale è però resa da un professionista la prescrizione è di soli 3 anni (così per la parcella dell’avvocato, del dentista, ecc.).

Se hai un debito che deriva da un illecito che hai commesso o dal danneggiamento (anche involontario) dell’altrui proprietà il termine di prescrizione è di 5 anni. Pensa al danno procurato all’appartamento del vicino per tubature rotte o al cancello del confinante che hai distrutto facendo retromarcia.

Qual è il termine di prescrizione delle bollette del gas?

Il termine di prescrizione delle bollette del gas è stato di recente modificato dalla legge [1]. Dal 2 gennaio 2019 infatti, tutte le bollette si prescrivono in 2 anni soltanto. Ciò vale sia per le bollette dei consumi ordinari che per i conguagli. Questo significa che, se non paghi una bolletta del gas e per 2 anni la società fornitrice non ti sollecita il versamento degli importi o non agisce contro di te, sei libero dal debito. Significa anche che un conguaglio può riferirsi solo agli ultimi due anni e non a periodi anteriori.

Per le bollette precedenti al 2 gennaio 2019, invece la prescrizione è di 5 anni. Quindi ad esse si applica la vecchia disciplina. 

In pratica, una bolletta di dicembre 2018 si prescrive a gennaio 2024, mentre quella del gennaio 2019 si prescrive a febbraio 2022. Potrebbe sembrare paradossale visto che, in tal modo, un debito vecchio si prescrive dopo uno più recente, ma le norme che hanno disposto la modifica della prescrizione delle bollette del gas non hanno valore retroattivo e si applicano solo per il periodo successivo alla loro entrata in vigore.

Quindi, in sintesi, per quanto attiene alle fatture del gas:

  • per tutte le bollette emesse fino al 2 gennaio 2019 continua a valere il vecchio termine di prescrizione di 5 anni;
  • per tutte le bollette emesse dopo il 2 gennaio 2019 vale il nuovo termine di prescrizione di 2 anni.

Come si calcola la prescrizione della bolletta gas?

I termini di prescrizione si calcolano a partire dal giorno successivo a quello in cui il credito è scaduto (la data è indicata nella bolletta). Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell’ultimo istante del giorno finale.

Se il termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Gli atti che interrompono la prescrizione

Il termine di prescrizione viene interrotto da ogni richiesta formale di pagamento. “Formale” vuol dire che deve essere inoltrata con raccomandata a.r. o pec. Solo infatti l’attestazione di ricevimento consente al creditore di dimostrare, in un eventuale giudizio, di aver esercitato il proprio credito. In caso di interruzione della prescrizione, il termine inizia a decorrere nuovamente da capo dal giorno dopo il ricevimento del sollecito e la prescrizione si forma al compimento di un altro periodo di tempo uguale al primo (2 anni per le bollette dopo il 2 gennaio 2019; 5 per quelle anteriori).

Anche la notifica di un decreto ingiuntivo o l’avvio di un pignoramento interrompono la prescrizione. 

Come far annullare la bolletta prescritta

Se la compagnia del gas con la quale hai firmato un contratto di fornitura dovesse chiederti il pagamento di una bolletta prescritta, hai due diverse possibilità per difenderti:

  • puoi rivolgerti subito al giudice per far dichiarare illegittima la pretesa del presunto creditore, con quella che viene detta «azione di accertamento negativo del credito». Il giudice accerterà l’inesistenza del credito stesso. In questo modo il magistrato (di solito il giudice di pace, per importi bassi) decreterà il divieto alla società di continuare a seccarti;
  • puoi far finta di nulla, attendendo che sia eventualmente la società del gas a farti causa (ma non è detto che lo faccia, specie se rispondi alle sue diffide facendo rilevare l’intervenuta prescrizione). In quel caso, potrai difenderti contestando la prescrizione.

note

[1] Art. 1 c. 4-11 L. 205/2017.

Autore immagine: salvadanaio su termosifone. Di Andrey_Popov


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