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Ripartizione diritti tv nel calcio: per l’Antitrust va riformulata

Pubblicato il 19 aprile 2013

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> Pubblicato il 19 aprile 2013

AGCM: l’attuale ripartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi va rivista perché non valorizza il merito sportivo e penalizza i club minori.

Anche nel mondo del calcio si sente la necessità di un rinnovamento all’insegna del merito e dell’imparzialità nel giudizio. L’Antitrust, in una nota inviata a Parlamento e Governo, afferma la necessità di una ripartizione delle risorse provenienti dai diritti tv basata sul merito sportivo e decisa da un soggetto terzo, diverso dalla Lega calcio.
Secondo l’Antitrust, occorrerebbe innanzitutto eliminare, dal calcolo delle percentuali di ripartizione dei proventi, il riferimento ai risultati storici che partono dalla lontana stagione calcistica 1946/1947 e arrivano ai giorni nostri. Anche il riferimento al bacino d’utenza dei club (cioè al numero di spettatori di una società di calcio) va limitato perché non risulta direttamente riferibile al merito sportivo e sfugge a qualsiasi logica meritocratica.

In pratica si vuole modificare un meccanismo (quello attuale) che premia la storia e la notorietà di un club piuttosto che i recenti risultati sportivi. Secondo questa logica, i club più forti continueranno a  ottenere il maggior pezzo della torta, senza dare la possibilità ai club emergenti di poter migliorare ulteriormente i propri risultatati sportivi grazie agli investimenti che potrebbero, invece, avviare con una maggiore quota di diritti.

A parere dell’Autorità, una ripartizione più equa gioverebbe a tutti, anche ai grandi club. Difatti i profitti di una società dipendono dalla competitività dei concorrenti e un evento sportivo ha un maggiore appeal quando c’è equilibrio tecnico tra le squadre.
L’Antitrust ha espresso perplessità anche sul fatto che sia la stessa Lega Calcio (composta da esponenti delle singole squadre) a gestire la ripartizione. Bisognerebbe affidarsi – sempre a parere dell’Autorità – a un soggetto terzo, avulso dagli interessi economici delle società di calcio.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO


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