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Rischi legali sexting

18 Aprile 2019 | Autore:
Rischi legali sexting

Sexting: è reato? È lecito il sexting con minorenne? I selfie erotici che ritraggono minori costituiscono materiale pedopornografico? Cos’è il revenge porn?

Ogni cosa si evolve insieme alla tecnologia: dal modo di comunicare a quello di lavorare, passando perfino per quello di corteggiarsi e di manifestare i propri sentimenti. Un tempo ci si incontrava per cenare in un ristorante, mentre oggi ci si dà appuntamento nella piazza di facebook. Lo scambio di messaggi è istantaneo e guai se qualcuno non risponde nel giro di pochi minuti. Anche il modo di esprimere le proprie emozioni più intime è cambiato: oggi, partner e amanti si scambiano effusioni virtuali attraverso smartphone e computer. Le chat dei fidanzati sono piene di riferimenti piccanti e di frasi che farebbero arrossire. Nulla di sbagliato, sia chiaro: ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, purché la conversazione sia riservata (“Solo per i tuoi occhi”, citando un noto film) e non offensiva. Questo modo di fare tra gli amanti appassionati viene definito sexting, termine che deriva dall’unione di due parole diverse: sex e texting, che individua la pratica di scambiarsi messaggi scritti attraverso i moderni mezzi tecnologici. Ti sei mai chiesto quali siano i rischi legali del sexting? Ogni nuova moda nasconde delle insidie, e il texting non fa eccezione: chi invia o riceve foto compromettenti oppure aventi contenuto similare, può incorrere in spiacevoli conseguenze. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti invito a proseguire nella lettura del presente articolo: vedremo insieme quali sono i rischi legali del sexting.

Sexting: cos’è?

Repetita iuvant, dicevano i latini: anche se abbiamo già spiegato cosa sia il sexting, è bene tornarci sopra prima di analizzarne i rischi legali. Il sexting è quella pratica, nata grazie alla diffusione di internet e degli strumenti che consentono di avvalersene, di scambiarsi messaggi avente contenuto erotico.

Il sexting si può esprimere sia attraverso l’invio di messaggi di testo (quindi, mediante una comunicazione scritta, ad esempio attraverso sms, mms, email o sistemi di messaggistica istantanea, tipo Whatsapp) che per mezzo di foto o immagini a sfondo sessuale.

Pertanto, costituisce sexting sia lo scambio reciproco di messaggi ad alto tasso erotico, sia foto o immagini dello stesso tipo.

Sexting: può essere reato?

La nozione stessa di sexting contiene in sé l’elemento della consensualità: il sexting, infatti, consiste nello scambio reciproco di messaggi erotici. Se l’invio fosse unilaterale, non potremmo parlare, almeno non in senso stretto, di sexting. Chi si presta a questa “pratica”, quindi, lo fa volontariamente,

Possiamo pertanto escludere che il sexting possa integrare ipotesi delittuose quali lo stalking, visto che l’invio di messaggi a sfondo sessuale è reciproco. Tuttavia, vi sono altri casi in cui il sexting può essere reato. Hai mai pensato a cosa accade se un minorenne invia delle proprie foto osé? Può integrarsi il reato di pedopornografia? Ecco allora che il sexting può essere reato. Vediamo in quali circostanze.

Sexting con minorenne: è reato?

Si può fare sexting con un minorenne? Tizio e Caia sono fidanzati e si scambiano messaggi di carattere erotico; il problema è che Caia non ha ancora compiuto i diciotto anni. Considerato che la legge punisce anche la semplice detenzione di materiale pedopornografico [1], cioè di materiale che ritrae minorenni, cosa accade se la polizia dovesse trovarti alcune foto compromettenti di una ragazza?

Ebbene, chi conserva, nella memoria del proprio computer o in quella dello smartphone, foto a sfondo sessuale ritraenti minori di diciotto anni, non commette alcun reato se l’immagine gli è stata inviata spontaneamente. Ciò significa che un selfie osè, inviato spontaneamente ad un’altra persona, non fa incorrere nessuno in reato, né chi lo invia né tantomeno chi lo riceve.

Le norme poste a tutela dei minori e, nello specifico, quelle che puniscono la pedopornografia, sanzionano il materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto: in parole povere, affinché si integri il delitto di cui parliamo è necessario che una persona sfrutti un minorenne per produrre contenuti hard.

Selfie a luci rosse: quando è reato?

Possiamo quindi dire che, nel caso del minore che invia un selfie a luci rosse ad un’altra persona, non si ravvisa alcuna ipotesi di reato. Le cose cambiano se la foto viene fatta (magari anche sotto forma di selfie, cioè di autoscatto) su pressione o insistenza di altro individuo: in questa ipotesi, in assenza di consenso del minore, sicuramente si tratterà di materiale pedopornografico punibile per legge.

A parere della giurisprudenza [2], la condotta resta illecita anche se il minore ha prestato il proprio consenso acché gli venisse scattata una foto erotica, secondo il seguente schema:

  • per i minori di quattordici anni si presume che il consenso non sia valido. Ciò significa che si tratterà sempre di materiale pedopornografico;
  • per i minori tra i quattordici e i sedici anni si presume il dissenso, a meno che non si dimostri che il minore, in ragione della sua maturità, potesse validamente disporre della propria libertà sessuale e che, di conseguenza, c’è stato un consenso libero e pieno a farsi ritrarre;
  • per i minori tra sedici e diciotto anni si presume che il consenso sia valido salvo che si provi l’assenza di una sufficiente maturità (o che il consenso non fosse libero).

Sexting: quando può essere stalking?

Solo nel caso in cui l’invio di foto, immagini o scritti erotici sia unilaterale e ripetuto, si può integrare il delitto di atti persecutori (meglio conosciuto come stalking) [3]. In un’ipotesi del genere, però, non si potrebbe parlare di sexting in senso stretto poiché, come anticipato nei paragrafi precedenti, il sexting presuppone la volontà comune di entrambe le parti di voler scambiare materiale osé.

Sexting e revenge porn

Il sexting è strettamente collegato al revenge porn, nuova fattispecie di reato che punisce la pratica, sempre più diffusa, di vendicarsi dell’ex partner diffondendo, soprattutto via internet, materiale pornografico che lo ritrae.

Ebbene, nonostante siano due fenomeni differenti, è ovvio che il revenge porn sfrutta il materiale erotico che è stato inviato mediante il precedente sexting. Ciò che accade, infatti, è questo: una coppia si scambia effusioni telematiche, anche per mezzo di invio di foto particolarmente audaci. Finito l’amore, i partner si separano, ma quello dei due che non ci sta per vendicarsi spiattella in rete tutto il materiale proveniente dal sexting.

Con la legge che verrà approvata, la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti verrà punita con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da cinquemila a quindicimila euro [4].

GUARDA IL VIDEO


note

[1] Art. 600-quater cod. pen.

[2] Corte App. Milano, sentenza del 12 marzo 2014.

[3] Art. 612-bis cod. pen.

[4] D.d.l. n. S. 1200, approvato dalla Camera il 3 aprile 2019, che introduce l’art. 612-ter cod. pen., “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”.

Autore immagine: Unsplash.com


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