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Chi sono i parenti di primo grado

19 Aprile 2019 | Autore:
Chi sono i parenti di primo grado

Parentela: definizione, linee, gradi e conseguenze. Affinità e rapporto di coniugio.

Vuoi creare l’albero genealogico della tua famiglia. Come si calcolano i gradi di parentela? Chi sono gli affini? Quali conseguenze derivano dal vincolo di parentela?

Tra i componenti di una stessa famiglia si creano diversi legami, che si distinguono in vincoli di parentela e vincoli di affinità. Entrambi si possono differenziare in linee, rette o collaterali, ed in gradi. Pertanto, se vuoi creare l’albero genealogico della tua famiglia, devi prima imparare a calcolare in modo corretto le linee e i gradi di parentela. Devi sapere ad esempio chi sono i parenti di primo grado di tuo padre o quelli in linea collaterale di tua madre. L’albero genealogico infatti, è una rappresentazione grafica simile ad uno schema, nel quale la ramificazione identifica le relazioni e le discendenze tra le persone. In cima all’albero si trova il capostipite, colui che ha dato origine alla famiglia, le linee verticali (dall’alto verso il basso) definiscono le discendenze tra soggetti (padre, figlio, nipoti) mentre le linee orizzontali delineano la parentela collaterale (fratelli, zii, cugini). Allo stesso modo è possibile rappresentare graficamente le linee ed i gradi di affinità. Vediamo più nel dettaglio come fare.

Parentela

La parentela è il rapporto che unisce coloro che discendono da una stessa persona, denominata stipite o anche capostipite. Tali soggetti sono legati tra di loro da una consanguineità [1]. Da ciò consegue che sono parenti ad esempio il padre con il figlio o il nonno con il nipote.

Per quanto riguarda i primi grazie ad una legge del 2012 [2], la parentela non sorge solo nel caso di figli nati all’interno del matrimonio, ma anche in quello di figli nati al di fuori del matrimonio o adottati. Si tratta di un’innovazione importante in quanto prima dell’entrata in vigore di detta legge i figli nati da persone non sposate tra loro, non erano legati da alcun vincolo ai parenti né del padre né della madre (es. zii, nonni). Per gli adottati la parentela legale, che nasce dal rapporto di adozione, è equiparata alla parentela naturale: con l’adozione infatti l’adottato entra a far parte della famiglia dell’adottante a pieno titolo, assumendo il normale rapporto di parentela con i parenti dei nuovi genitori.

Esempio: Tizio e Mevia adottano Sempronio, un bambino di tre anni. Per il legislatore italiano non esiste alcuna differenza tra Sempronio, che è stato adottato, e Caio, che è nato dall’unione di Carlo e Anna. Sempronio diventa parente di Tizio e Mevia nonché di tutti i familiari del padre e della madre così come lo è Sempronio nei confronti dei suoi genitori e dei loro familiari.

Il grado di parentela non cessa in caso di separazione o divorzio dei genitori e neanche nel caso in cui il matrimonio venga annullato (ad esempio perché uno dei due coniugi era incapace di intendere e volere al momento del matrimonio) o dichiarato nullo (si pensi al caso in cui uno dei due coniugi è legato ancora da un precedente vincolo matrimoniale e nonostante ciò contrae nuove nozze).

Esempio: Mario e Antonella, dopo la nascita del figlio Antonio, si separano. Antonio rimane comunque parente dei familiari sia del padre sia della madre nonostante la separazione dei suoi genitori. Lo stesso avviene nell’ipotesi in cui il matrimonio dei suoi genitori dovesse essere annullato o dichiarato nullo per una delle cause sopra riportate.

La parentela non esiste nelle così dette famiglie allargate, ovvero non si crea alcun vincolo di parentela tra i figli di due soggetti che si uniscono tra di loro.

Esempio: Giovanni e Daniela, entrambi divorziati con figli, si sposano. Tra Andrea, figlio di Giovanni, e Elena, figlia di Daniela, non si instaura alcun legame di parentela.

Intensità della parentela: linea retta e collaterale

Quando esiste un legame di sangue tra due o più persone che hanno in comune un unico capostipite, per determinare l’intensità della parentela bisogna distinguere tra parenti in linea retta e parenti in linea collaterale.

Più precisamente, la parentela in linea retta è quella che lega le persone che discendono l’uno dall’altra (padre e figlio, nonno e nipote), mentre la parentela in linea collaterale è quella che intercorre tra persone le quali hanno uno stipite in comune ma non discendono l’uno dall’altra (i fratelli o lo zio e il nipote).

Esempio: Tizio è il padre di Caio e di Sempronio. La parentela sussistente da un lato tra Tizio e Caio e dall’altro tra Tizio e Sempronio è in linea retta poiché sia Caio sia Sempronio discendono da Tizio. Invece, il vincolo di parentela che lega Caio e Sempronio è in linea collaterale in quanto entrambi, quali fratelli, discendono da Tizio, ma non discendono l’uno dall’altro. Altra ipotesi è quella di Franca e Anna, che sono zia e nipote poiché Franca è la sorella di Pia, la madre di Anna. Entrambe discendono da uno stipite comune, che è il nonno materno, cioè il padre di Franca e di Pia, ma non discendono l’una dall’altra. Franca e Anna sono parenti in linea collaterale.

Grado di parentela

Il grado di parentela è la “distanza” esistente in termini di discendenza tra gli appartenenti ad una stessa famiglia. Il grado di parentela si calcola sia per i parenti in linea retta sia per quelli in linea collaterale ma nel calcolo si usano metodi diversi.

Nella linea retta i gradi si calcolano contando le generazioni ed escludendo dal conteggio lo stipite in comune.

Esempio: Tizio e Caio sono padre e figlio. Già sappiamo che tra questi due soggetti esiste una parentela in linea retta. Per stabilire il grado di parentela bisogna considerare che tra Tizio e Caio non esistono persone interposte nel senso che c’è una discendenza diretta. Pertanto, il grado di parentela è il primo. Il calcolo può essere fatto anche ricorrendo alla matematica. In tal caso si ha: Tizio (padre) + Caio (figlio) = 2, togliendo lo stipite in comune, cioè il padre (Tizio), si ha 2 – 1 = 1 quindi, primo grado di parentela.

Se aggiungiamo Sempronio, padre di Tizio e nonno di Caio, volendo calcolare il grado di parentela esistente tra Sempronio e Caio, bisogna considerare che tra questi due soggetti c’è una persona interposta, cioè Tizio. Quindi, si ha: Sempronio (padre) + Tizio (figlio) + Caio (nipote) = 3 – 1, cioè Sempronio, lo stipite in comune, rimane 2. La parentela tra Sempronio e Caio è dunque, di secondo grado.

Nella linea collaterale i gradi si calcolano partendo dalla persona considerata, arrivando fino allo stipite in comune, che va comunque escluso, e discendendo sino all’altra persona della quale si vuole stabilire il grado.

Esempio: Franca e Pia sono sorelle in quanto figlie di Gina. Tra di loro esiste un legame di parentela in linea collaterale. Per calcolare il grado di parentela bisogna fare così: si parte da Franca (sorella) + si sale fino a Gina (madre) + per poi, ridiscendere a Pia (sorella) = 3 – 1 (lo stipite in comune, che è Gina) = 2. Il grado di parentela tra le due sorelle è quindi, di secondo grado.

Se aggiungiamo Piera, figlia di Franca, volendo calcolare il grado di parentela esistente tra quest’ultima e Pia, il conteggio è il seguente: si parte da Piera (nipote) + si sale fino a Franca (genitore) + si continua a salire fino a Gina (nonna) + poi, si discende fino a Pia (zia) = 4 – 1 (lo stipite in comune rappresentato dalla nonna Gina) = 3. Il grado di parentela tra zia e nipote è dunque, di terzo grado.

La legge pone un limite alla parentela, la quale si calcola fino al sesto grado sia in relazione alla linea retta sia in relazione a quella collaterale.

Parentela ed adozione

Abbiamo già visto in precedenza come l’adozione crea un vincolo di parentela di primo grado tra i genitori adottanti e l’adottato uguale a quello sussistente tra genitori e figli nati in costanza di matrimonio o al di fuori del matrimonio. Con l’adozione cessa ogni legame tra il minore e la propria famiglia d’origine.

Il minore adottato assume e trasmette il cognome dei genitori adottanti. Inoltre, egli diventa parente a tutti gli effetti dei familiari sia del padre sia della madre. Sarà fratello, nipote, cugino, ecc., dei soggetti appartenenti alla famiglia paterna e materna.

Pertanto, per il calcolo dei gradi di parentela si utilizzeranno gli stessi metodi già sopra riportati. Anche per la determinazione della parentela in linea retta o in linea collaterale si dovrà considerare lo stipite in comune, rappresentato dal nonno o da un genitore, arrivando fino al sesto grado.

Dal vincolo di parentela che si instaura grazie all’adozione discende il divieto di contrarre matrimonio. Infatti, la legge vieta che possano sposarsi due persone che sono ascendenti (zia e nipote) o discendenti (padre e figlia), indipendentemente dal fatto che siano figli naturali o adottati [3]. Tale divieto si applica anche tra adottati e i parenti della famiglia d’origine.

Parentela, alimenti ed eredità

Il vincolo di parentela acquista rilievo anche per quanto attiene alcuni obblighi specifici previsti dalla legge. I parenti di una persona che versa in stato di bisogno e non riesce a provvedere a sé stesso, sono obbligate a versarle gli alimenti [4], ognuna in relazione alle proprie capacità economiche.

Il legislatore italiano ha stabilito l’ordine dei parenti tenuti al versamento degli alimenti ad iniziare da quelli più prossimi: il coniuge, i figli e in loro assenza, i nipoti, ecc. Il soggetto bisognoso deve rivolgersi innanzitutto a quelli più vicini e se questi non sono in grado di soddisfarlo, a coloro che nell’elenco vengono dopo. E’ ovvio che i parenti di primo grado occupano i primi posti nell’elenco.

Esempio: Salvatore è anziano e non riesce a vivere con la propria pensione. Non avendo più la moglie, si rivolge al figlio Carlo perché provveda la versamento degli alimenti in suo favore.

Il vincolo di parentela acquista rilievo anche quando si tratta di dividere i beni del defunto, nel caso in cui questi non abbia lasciato testamento. Infatti, l’eredità spetta innanzitutto al coniuge e ai figli, che sono i suoi eredi legittimi, mentre gli altri parenti vengono dopo.

Parentela ed affinità

Diversa dalla parentela e da non confondere con essa è l’affinità, che consiste nel legame che unisce un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge [5].

Il grado di affinità del coniuge con i parenti dell’altro coniuge è analogo a quello della parentela sia nella linea retta sia in quella collaterale. Ad esempio genero e nuora sono affini in linea retta di primo grado in quanto il grado di parentela esistente tra la moglie e la madre della moglie è di primo grado.

Il vincolo di affinità non viene meno con la morte del coniuge, ma solo a seguito della dichiarazione di nullità del matrimonio. Come per la parentela anche l’affinità è rilevante fino al sesto grado.

Il rapporto di coniugio

Tra marito e moglie non vi è rapporto di parentela né di affinità ma una relazione diretta di coniugio.


note

[1] Art. 74 cod. civ.

[2] L. 219/2012.

[3] Art. 87 co. 1 cod. civ.

[4] Art. 433 cod. civ.

[5] Art. 78 cod. civ.

Autore immagine: famiglia di Monkey Business Images


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