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Prestare soldi ad un parente

13 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Maggio 2019



Come aiutare un familiare in difficoltà tutelandosi dalla mancata restituzione dei soldi e dalla tassazione del Fisco. Il modello di scrittura privata.

Tuo figlio batte cassa (tanto per cambiare) e ti chiede un prestito per comprare l’auto. D’altra parte, ha appena trovato lavoro ed ha bisogno di essere autonomo per poter andare in ufficio senza chiederti sempre la macchina. La spesa non è indifferente, quindi non è che puoi andare al bancomat a prelevare 20mila euro. Oltretutto, sai che sei tenuto a lasciare traccia di quel passaggio di denaro, visto che si tratta di una somma considerevole. Quindi, ti poni il problema: come prestare soldi ad un parente? Trattandosi di tuo figlio devi, comunque, dare una spiegazione dell’operazione al Fisco? Quando si tratta di movimentare dei soldi, meglio fare le cose come si deve per evitare inutili rischi e sgradevoli sorprese. Tanto vale, quindi, fare una scrittura privata in cui si dichiara la quantità di denaro trasferita, lo scopo e la natura del prestito (se ne consegue o meno il pagamento di interessi), ed altri dettagli riportati nel facsimile che ti alleghiamo. Prestare soldi ad un familiare, insomma, non è come dare la mancia a tuo figlio perché si compri delle caramelle.

Altro aspetto da non trascurare: la certezza della restituzione dei soldi. Può capitare, infatti, che il figlio, dopo averti chiesto il denaro, ti chieda anche di avere pazienza infinita. Così va a finire che, nonostante la sua promessa di restituirti tutto, ne vedi tornare indietro nemmeno la metà, ben che ti vada. Mettere le cose per iscritto, con tanto di condizioni per il pagamento di eventuali rate, può farti stare più tranquillo. Ma vediamo come evitare dei problemi con il Fisco quando devi prestare soldi ad un parente.

Prestito ad un parente: che cos’è?

Non è una semplice mancia, dicevamo, ma un vero e proprio contratto di mutuo. Il prestito ad un parente è, a tutti gli effetti, un accordo tra due soggetti grazie al quale uno dei due presta dei soldi all’altro. Presta, non regala. E anche questo per il Fisco farà la differenza.

Che cos’è formalmente, allora, il prestito ad un familiare? È un contratto tramite il quale vengono trasferiti dei soldi da una persona ad un’altra e vengono anche fissate le condizioni per la restituzione del denaro. Significa che l’accordo stabilirà se i soldi torneranno indietro in una soluzione unica o a rate e se il beneficiario del prestito dovrà pagare o meno gli interessi.

E proprio qui ci sarà la distinzione tra:

  • il prestito infruttifero, che consiste nel restituire esattamente la cifra che è stata ricevuta dal familiare;
  • il prestito a titolo oneroso, che prevede il pagamento di interessi sulla somma traferita. Si considera tale il prestito fatto quando tra te ed il tuo parente non c’è alcun accordo in proposito.

Prestito ad un parente: devo dichiarare gli interessi al Fisco?

Ovviamente, se fai un prestito ad un parente di 50mila euro e te ne tornano indietro 60mila per effetto degli interessi versati dal familiare, hai guadagnato 10mila euro che si traducono per te in reddito. Pertanto, i 10mila euro vanno dichiarati al Fisco sul 730 e, per questo, tassati.

Significa che se c’è un accordo tra te e tuo figlio per un prestito infruttifero, cioè a titolo gratuito, conviene precisarlo sul contratto (ecco un altro valido motivo per mettere le cose per iscritto). In questo modo, l’Agenzia delle Entrate nulla potrà pretendere in termini di tassazione.

Tieni conto, comunque, del fatto che il contratto non scatta soltanto quando c’è di mezzo una scrittura privata ma anche con il solo impegno orale tra le parti. Tanto basta per pretendere la restituzione dei soldi.

Prestito ad un parente: come si deve fare?

Dicevamo prima che in certi casi, quando il prestito ad un parente è piuttosto elevato, non si può andare di corsa al bancomat per prelevare il denaro e consegnarlo al richiedente. Ci sono, insomma, dei vincoli sul modo in cui va fatto il prestito che dipendono dall’importo.

Se si tratta di pochi soldi, puoi anche farlo in contanti. Pensa, ad esempio, al caso in cui tuo figlio ti chiede 500 euro in prestito per pagare le bollette o 1.000 euro per il dentista. Finché resti sotto la soglia dei 3.000 euro non hai problemi, poiché la legge consente il passaggio di denaro senza lasciare traccia entro quella cifra.

L’importante è che tu abbia fiducia nella persona a cui presti dei soldi in contanti: in assenza di un impegno formale, dimostrare che uno ti deve del denaro è piuttosto arduo.

Ad ogni modo, che tu abbia fiducia o meno è sempre meglio mettere le cose per iscritto indicando anche il motivo del prestito. Perché? La ragione è molto semplice.

Il Fisco, attraverso l’anagrafe dei rapporti finanziari a cui ha accesso, sa quando si muovono dei soldi dal tuo conto corrente. Quindi, se prelevi 2.500 euro e poco dopo quel denaro viene versato sul conto del tuo familiare, l’Agenzia delle Entrate può presumere che tu glieli abbia dati in cambio di una prestazione in nero. Il che farebbe scattare un accertamento fiscale per l’eventuale tassazione.

L’alternativa è fare un assegno o un bonifico bancario o postale. Entrambi i metodi di pagamento si rendono necessari sopra i 3.000 euro, ma possono essere effettuati anche per una cifra inferiore. Se l’importo supera i 1.000 euro e non si vuole fare un bonifico, dovrai staccare un assegno non trasferibile. Se, invece, opti per il bonifico bancario, è importante che tu precisi la causale del bonifico stesso, cioè il motivo per cui presti i soldi ad un familiare. Ad esempio «Prestito infruttifero per acquisto salotto».

Prestito ad un parente: la scrittura privata

Come abbiamo detto, la scrittura privata ha un’importanza notevole quando si deve fare un prestito ad un parente. È l’unico documento in grado di garantire la restituzione dei soldi da parte del beneficiario e di dimostrare all’Agenzia delle Entrate il motivo per cui quel denaro è passato da una mano all’altra e l’eventuale mancanza di interessi sui soldi consegnati (il che vuol dire niente tasse).

A tale fine, puoi decidere di fare una scrittura privata con data certa: in caso di controversia con l’altra parte, potrai sempre utilizzarla come prova documentale, visto che in un’eventuale causa in tribunale per un prestito non restituito i testimoni non sono ammessi. Puoi apporre la data certa sulla scrittura presso l’Agenzia delle Entrate. Ma puoi anche inviare a te stesso la scrittura per raccomandata a/r e non aprire la busta: in questo modo, farà fede il timbro con la data di spedizione.

GUARDA IL VIDEO


Ecco un facsimile di scrittura privata per un prestito infruttifero ad un parente.

SCRITTURA PRIVATA DI PRESTITO INFRUTTIFERO TRA FAMILIARI ex art. 1813 codice civile

Da usare se lo scopo delle parti è un prestito (mutuo)

Con la presente scrittura privata, redatta in duplice originale, tra

il signor ……… nato a ……… (…) il ……… e residente in ……… in via ……… n. …, codice fiscale ………, (mutuante);

ed il signor ……… nato a ……… (…) il ……… e residente in ……… in Via ……… n. …, codice fiscale ………, (mutuatario),

premesso che tra il mutuante ed il mutuatario intercorre il seguente rapporto di parentela ………

si conviene e stipula quanto segue:

Art. 1. OGGETTO

1.1. Il mutuante dà in mutuo al mutuatario, che accetta la somma di euro ……… (in lettere ………) che versa a mezzo assegno bancario n. ……… tratto sulla Banca ……… Filiale ……… o tramite bonifico bancario con versamento dal conto n. ……… (Banca ………) di titolarità di ……… in favore del conto n. ……… (Banca ………) di titolarità di ………. Detto bonifico avviene (o avverrà) in data ……… (o all’atto della redazione della presente scrittura).

Art. 2. DURATA

2.1. Il mutuatario ritira la somma mutuata e si obbliga a restituirla entro la data del ……… al mutuante.

Art. 3. SCOPO

3.1. La somma oggetto del presente contratto di mutuo è consegnata al mutuatario affinché questi possa disporne nel seguente modo (indicare eventuali beni da acquistare o necessità di spese imminenti, di far fronte a debiti, ecc.).
Art. 4. RESTITUZIONE ANTICIPATA

4.1. È ammessa, da parte del mutuatario, la restituzione anticipata della somma mutuata.

Art. 5. INTERESSI

5.1. Il mutuante e il mutuatario, in considerazione del rapporto di parentela indicato in premessa, convengono che il presente prestito non è fruttifero di interessi neppure nella misura dell’interesse legale.

Art. 6. LUOGO DELL’ADEMPIMENTO

6.1. Il mutuatario eseguirà i pagamenti per la restituzione del capitale al domicilio del mutuante presso la sua residenza (come indicato sopra). Potrà farlo anche in rate anticipate rispetto alla scadenza.

Luogo e data

Mutuante                                                                 Mutuatario


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