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Prescrizione prestito tra privati

14 Maggio 2019 | Autore:
Prescrizione prestito tra privati

Entro quando il creditore deve riavere indietro i suoi soldi? Conviene fare una scrittura anche tra parenti?

Fare un prestito non è una cosa riservata alle banche o alle finanziarie. Anche tu puoi fare un prestito ad un privato, che si tratti di un parente, di un amico o di una persona che conosci appena. Il prestito tra privati è assolutamente legale, purché rispetti certe regole e non oltrepassi la soglia dell’usura. Certo, se si tratta di un familiare o di qualcuno di fiducia, sarai più sicuro di ricedere il tuo denaro. Se, invece, si tratta del solito opportunista, come puoi tutelarti? Esiste una prescrizione per il prestito tra privati, cioè un termine entro il quale il beneficiario è tenuto a restituirti i soldi avuti da te? Per rispondere a questa domanda, bisogna partire da un presupposto. Un prestito tra privati è un contratto e, come tale, contiene tutte le regole dei rapporti contrattuali, compresa la prescrizione. Si tratta di un termine entro il quale deve essere rispettato l’impegno sottoscritto, in questo caso quello di saldare il debito che si ha con chi ha prestato una somma di denaro.

Appare ovvio che, a questo punto, è altamente consigliabile fare un prestito tra privati con una formula scritta e non solo a parole, altrimenti sarà difficile per il creditore dimostrare che i soldi non li ha dati a titolo di donazione. Insomma, che li ha prestati e non regalati.

Vediamo come funziona la prescrizione del prestito tra privati, vale a dire entro quando il debitore è tenuto a restituire la somma ricevuta.

Prestito tra privati: come funziona?

Un prestito tra privati si perfeziona nel momento in cui una somma di denaro passa da una persona ad un’altra, sia che la consegna avvenga a mano sia che si opti per un bonifico bancario o postale. Il prestito, dunque, diventa efficace in quell’istante, anche in assenza di un contratto scritto (che, per le ragioni a cui abbiamo fatto cenno prima e che vedremo meglio dopo, è sempre auspicabile). Vuol dire che il prestito ha lo stesso valore legale con o senza una scrittura privata. Solo che, se non c’è nulla nero su bianco ed il beneficiario sparisce, il creditore dovrà dimostrare di avergli prestato e non regalato dei soldi.

Non c’è bisogno che qualcuno ti autorizzi a prestare dei soldi ad un’altra persona, purché tu non lo faccia in modo sistematico e professionale. Significa che non puoi improvvisarti la finanziaria Mario Rossi dall’oggi al domani e prestare soldi a destra e a manca ogni giorno: quest’attività professionale è riservata alle banche e alle finanziarie.

Il prestito può essere fatto:

  • in contanti, se la somma è pari o superiore a 3.000 euro;
  • con assegno bancario (on trasferibile quando la somma è pari o superiore a 1.000 euro;
  • con bonifico bancario o postale, di qualsiasi somma si tratti.

Prestito tra privati: si devono pagare degli interessi?

Ci sono due opzioni per fare un prestito tra privati: la prima, il prestito infruttifero o a titolo gratuito, che non prevede il pagamento di interessi. È il caso, per esempio, di chi vuole prestare dei soldi al figlio per aiutarlo ad acquistare una parte dei mobili della casa, l’auto, l’università dei nipoti, ecc. e, trattandosi di un parente così stretto, vuole riavere dietro soltanto l’importo erogato.

La seconda opzione è quella del prestito fruttifero o a titolo oneroso che, invece, prevede il calcolo degli interessi sui soldi prestati.

Prestito tra privati: perché è consigliabile un contratto scritto?

Che si tratti di prestito infruttifero tra privati o di prestito a titolo oneroso, mettere le cose nero su bianco su un contratto di mutuo (ed il prestito tra privati a tutti gli effetti lo è) è sempre consigliabile e conveniente. Per diversi motivi.

Il primo: su quel contratto è possibile stabilire se il prestito è a titolo gratuito oppure se sono dovuti degli interessi ed in quale misura. Ovviamente, bisogna stare al di sotto della soglia di usura per non rischiare dei guai penali. Ad ogni modo, con una scrittura in mano il creditore non potrà mai sentirsi dire dal beneficiario che ha applicato degli interessi illegali.

Secondo motivo: il contratto – purché venga precisata – dimostra la vera natura del prestito. In questo modo, il creditore è nuovamente tutelato, questa volta dalla minaccia del Fisco. Non ci saranno dubbi, infatti, che sono stati trasferiti dei soldi in qualità di prestito e non di donazione e, quindi, l’Agenzia delle Entrate potrà tassare soltanto la parte di plusvalenza originata dal prestito, cioè gli eventuali interessi riscossi. Questo perché, a differenza dal capitale che torna indietro, gli interessi fanno reddito e bisogna riportarli sul 730.

Terzo motivo, ed è quello che ci occupa in questa sede: la prescrizione. Un contratto scritto e con data certa offre più garanzie per poter pretendere la restituzione dei soldi entro un certo termine. Altrimenti, il creditore avrà l’onere di raccogliere le prove opportune per dimostrare quando è stato fatto il prestito.

Con la nostra guida al prestito tra privati puoi approfondire tutti gli aspetti relativi al contratto di mutuo tra privati, oltre a trovare una formula di scrittura privata.

Prestito tra privati: come funziona la prescrizione?

Parliamo, dunque, di un vero e proprio contratto e non di un accordo preso in qualche modo al bar. Per questo, il prestito tra privati deve rispettare i termini di prescrizione stabiliti per qualsiasi rapporto contrattuale. Questi termini sono di 10 anni, tranne che per i contratti con i professionisti che si prescrivono dopo 3 anni. Significa che quando fai un prestito a qualcuno, devi riavere i soldi dopo un massimo di 10 anni. Chiunque sia il debitore. Certo, se è meglio, ancora prima.

Questa è la regola generale, ma c’è un’eccezione. Si verifica nel momento in cui il creditore rinuncia a riavere i soldi. È il caso, ad esempio, del genitore che presta del denaro al figlio, inizialmente pattuisce con lui la restituzione dei soldi e poi, vedendolo in difficoltà, gli dice che sono a posto così. Anche qui, comunque, conviene mettere le cose per iscritto (questa volta per tutelare il debitore, prima che qualcuno cambi idea), attraverso una formula chiamata «remissione del debito» con tanto di data e importo del prestito. In questo modo, il creditore non potrà più ripensarci e per lui la prescrizione di 10 anni del prestito tra privati sarà un elemento assolutamente inutile.

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note

Immagine: Sacchi di denaro offerti in prestito, autore LightField Studios


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