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Prestito personale: quali garanzie?

9 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Maggio 2019



Le possibili richieste della banca per concedere un finanziamento non legato direttamente all’acquisto di un bene. Che succede se non si paga una rata?

Ottenere un prestito personale significa ricevere una somma stabilita tra te e la banca o la finanziaria ed impegnarti a restituire entro un certo tempo il capitale avuto più gli interessi maturati secondo un tasso fisso. Per chiedere questo prodotto di credito non hai bisogno di giustificare il suo utilizzo: si tratta, infatti, di un prestito non finalizzato, cioè non legato direttamente all’acquisto di un bene o di un servizio, come può essere invece il mutuo per la prima casa. Ma per il prestito personale, quali garanzie vengono richieste? Quando si chiede un mutuo per comprare una casa, infatti, la banca di solito mette un’ipoteca sull’immobile che si tiene e mette in vendita nel caso in cui il mutuatario non paghi le rate. Un modo, dunque, per poter recuperare il capitale erogato. Dato che il prestito personale non è collegato direttamente ad un bene, come si tutela il creditore? Quali garanzie vengono richieste? Se nella maggior parte dei casi non viene richiesto di mettere sul tavolo la casa o un diritto di pegno, raramente una banca o una finanziaria ti concederà un prestito alla cieca, senza sapere se sarai in grado di restituire i soldi. Vorrà avere in mano qualcosa o qualcuno a cui appoggiarsi: la tua busta paga, ad esempio, oppure una terza persona che paghi le rate per te nel momento in cui tu non sei in grado di farlo. Vediamo quali garanzie vengono maggiormente richieste per concedere un prestito personale.

Prestito personale: cosa dice il contratto?

Nel momento in cui ti viene concesso il prestito personale che hai richiesto, firmi un contratto con la banca o con la finanziaria a cui ti sei rivolto in virtù del quale ti si concede una somma di denaro in cambio del tuo impegno a restituirla a rate con gli interessi.

Questo contratto deve riportare in modo esatto e chiaro le condizioni del prestito. Questo per far sì che il cliente capisca perfettamente l’impegno che si è assunto e a quali condizioni.

In particolare, la legge impone che il contratto del prestito personale riporti:

  • il tipo di finanziamento erogato;
  • la somma concessa in prestito;
  • le modalità del finanziamento;
  • i dettagli delle singole rate (importo, numero e scadenza);
  • il Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale che comprende gli interessi e le spese accessorie;
  • il modo il cui il Taeg può essere modificato;
  • le garanzie richieste (se ci sono);
  • il calcolo delle spese non comprese nel Taeg;
  • le coperture assicurative richieste non comprese nel Taeg (se ci sono).

Se manca una sola di queste informazioni, il contratto deve ritenersi nullo.

Prestito personale: quali garanzie vengono richieste?

Come abbiamo visto, il contratto del prestito personale deve riportare, tra le varie cose, le eventuali garanzie richieste a tutela del creditore nel caso in cui il debitore non pagasse quanto dovuto ed entro i termini indicati. Non essendoci un bene legato al prestito, quali possono essere queste garanzie?

La cessione del quinto e il Tfr

Una delle più comuni per chi ha un contratto a tempo indeterminato è quella che riguarda il suo reddito da lavoratore dipendente. In genere viene richiesto dalla banca o dalla finanziaria un documento che certifichi tale reddito. Serve a capire se il cliente è in grado a priori di pagare le rate senza troppi problemi. Se la situazione è sul filo di lana, può essere richiesta la cessione del quinto dello stipendio oppure si può mettere le mani sul Tfr, cioè sul trattamento di fine rapporto che il dipendente accumula mese dopo mese.

Il garante

Altra possibile garanzia sul prestito personale è quella del cosiddetto coobbligato o terzo fideiussore, cioè il garante. Una persona che interviene quando il beneficiario del prestito non è in grado di pagare le rate. Di solito, questa figura viene richiesta nel caso in cui a chiedere il prestito sia una persona con un lavoro a tempo determinato oppure con delle entrate poco costanti, o che lavora da poco e, per questo, ha un Tfr ancora esiguo. Ma anche nel caso in cui l’importo del prestito sia piuttosto elevato.

Le cambiali

In qualche caso si opta per la cambializzazione delle rate oppure per una cambiale unica. Una scelta, però, poco raccomandabile per chi sa di essere in difficoltà: il creditore, infatti, può procedere subito al pignoramento dei beni in caso di mancato pagamento di una cambiale. Si finisce per essere un debitore protestato e si può dire addio ad un altro futuro finanziamento.

La polizza assicurativa

Più abituale, come garanzia per il prestito personale, l’offerta di una polizza assicurativa a tutela del rischio di insolvenza. La scelta più logica e più opportuna è quella della polizza che copra l’eventuale mancanza di fare reddito e, quindi, di guadagnare il necessario per restituire il debito, oltre che per vivere.

Questo può succedere in due casi: quando si perde il lavoro e quando si perde la capacità di lavorare. Nel primo caso, si parla di licenziamento o del mancato rinnovo di un contratto. Nel secondo, si tratta di inabilità, l’invalidità o il decesso. Pertanto, le polizze da valutare sono quelle sul rischio morte, rischio invalidità o inabilità e rischio perdita di impiego. Se dovesse verificarsi una di queste situazioni, la compagnia con cui hai sottoscritto l’assicurazione si farebbe carico delle tue rate finché non sarai in grado di riprendere la situazione in mano perché hai trovato un nuovo lavoro o sei fisicamente pronto a riprenderlo.

Devi tenere presente che non sei obbligato ad accettare la polizza che ti propone la banca o la finanziaria. Puoi, certo, valutarla ma hai il diritto di confrontarti con altre compagnie e di scegliere quella che ti risulta più conveniente. Quindi, l’erogazione del prestito personale non può essere vincolata alla polizza che ti propone chi ti concede il finanziamento.

Prestito personale: che succede se non pago una rata?

Le garanzie sopra elencate servono ad evitare gli effetti del mancato pagamento delle rate di un prestito personale. Quali sarebbero questi effetti? Potrebbe capitare che:

  • vengano aumentati gli interessi per l’applicazione della mora;
  • si finisca nella lista dei cattivi pagatori;
  • si venga segnalati alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia, alla quale hanno accesso tutti gli istituti di credito e ci si giochi la possibilità di ottenere un nuovo finanziamento;
  • il contratto venga risolto in modo unilaterale da parte del finanziatore e, di conseguenza, si debba pagare tutte le spese bancarie e di protesto, gli oneri per il recupero dei soldi e l’eventuale penale.

note

Immagine: Prestito di denaro, autore LightField Studios


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