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Mobbing a scuola: quando e come presentare denuncia

18 Maggio 2019
Mobbing a scuola: quando e come presentare denuncia

Sono docente di una scuola in cui da circa due anni vengo sottoposta a un mobbing sottile e indiretto da parte del dirigente scolastico per motivi personali. Avevo un incarico extra, funzione strumentale, e mi è stato revocato a detta del sindacato in modo illegittimo. Il compenso mi è stato decurtato del 50% per obiettivi parzialmente raggiunti. Il fatto è però avvenuto a fine marzo, tre mesi prima della chiusura dell’anno scolastico, data entro cui si relaziona sul lavoro svolto. Ho comunque prova di avere svolto un ottimo lavoro. La suddetta revoca non mi è stata mai notificata, ma solo fatta vedere e poi messa via. Eppure è diventata operativa; io non ho potuto contestarla direttamente in quanto il dirigente scolastico è stato assegnato all’estero per quattro anni (la scuola è in reggenza). Nonostante ciò,  questi ha continuato ad ingerirsi nelle vicende scolastiche che mi riguardano chiedendo alla sua sostituta temporanea di non concedermi il bonus di merito. Ciò è accaduto per due anni di seguito senza giustificato motivo. Inoltre non sono stata pagata senza motivazione per un incarico portato a termine nel 2017. I collaboratori inoltre ancora oggi cercano di allontanarmi dai miei incarichi scavalcandomi nei miei ruoli e provando a dare di me un quadro negativo alla sostituta di turno. Tutto ciò mi sta provocando un grave stress da mobbing con tanto di diagnosi e sedute da uno psicoterapeuta. È in corso anche la mia separazione matrimoniale. Posso fare una denuncia per mobbing? Quale documentazione in caso serve? È meglio rivolgermi al sindacato a un avvocato? Fare una denuncia anonima è possibile? 

Il codice penale non disciplina una fattispecie autonoma di reato di mobbing, per cui la regola generale è che chi subisce il mobbing (da parte del datore di lavoro o di altri colleghi) può rivolgersi alle organizzazioni sindacali o alle associazioni che tutelano i lavoratori e chiedere supporto psicologico e consigli legali. Quando, però, nella condotta (ritenuta di mobbing) ricorrono i presupposti di uno o più fattispecie penali (per esempio diffamazione, stalking, minacce e così via), la vittima può presentare una denuncia presso gli uffici delle Forze dell’Ordine. 

Affinché possa dirsi integrato il mobbing è necessario che la vittima: 

– abbia subito una molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio, posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio; 

– abbia subito un evento lesivo della salute o della personalità; 

– esista un nesso causale tra la condotta del datore o del superiore gerarchico ed il pregiudizio all’integrità psico-fisica del lavoratore. 

Il lavoratore dipendente che ha subito tali atti di mobbing può: 

– inviare una lettera di diffida al proprio datore di lavoro, dando comunicazione delle vessazioni ascrivibili alla condotta di mobbing e dei danni psicofisici che ha subito; 

– successivamente (se la situazione resta invariata) sporgere denuncia per mobbing presso uno degli sportelli mobbing, presenti in tutte le città (e rinvenibili su Internet o presso i Comuni di residenza: spesso si tratta di organizzazioni sindacali). In tal caso la denuncia per mobbing può essere fatta anche in forma anonima. 

Caso diverso è quello (già prima accennato) in cui la condotta di mobbing assume dei connotati penalmente rilevanti (quando si è in presenza di minacce, intimidazioni, molestie sessuali, atti di diffamazione e violenza); in questi casi, la vittima può recarsi direttamente in uno degli uffici delle Forze dell’ordine (Questura, Polizia, Carabinieri, Procura). 

Poiché elemento imprescindibile del mobbing è il danno psico-fisico subito dal lavoratore, esso deve essere provato in sede di giudizio attraverso perizie mediche; la vittima, infatti, può chiedere il risarcimento di tutte le spese mediche sostenute a causa delle vessazioni, dimostrando (attraverso referti, testimoni, mail, atti ufficiali e così via) che esiste un nesso causale tra il danno e la condotta di mobbing. 

Da quanto si legge nel quesito, il caso che la lettrice ha esposto sembra integrato da condotte non rilevanti penalmente, per cui il consiglio che le si offre è di rivolgersi ad uno sportello mobbing e denunciare quanto subito dal dirigente scolastico. È necessario che la lettrice documenti tutto ciò che ha raccontato, indicando (anche) i nomi di testimoni che possano confermarlo. Potrebbe presentare anche una denuncia anonima ma, in questo modo, sarebbe più difficile raggiungere la prova della verità delle sue dichiarazioni. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sabina Coppola 



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