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Dati personali: cancellazione dopo la chiusura del contratto

25 Maggio 2019
Dati personali: cancellazione dopo la chiusura del contratto

Ho rescisso tramite mail il contratto con un’agenzia di badanti che mi aveva fornito una badante per mia mamma. Ho ricevuto un sms da loro circa la loro volontà di rescissione ma ieri ho ricevuto un loro messaggio di pubblicità via whatsapp. Devo fare una raccomandata per richiedere la cancellazione della mia anagrafica dai loro archivi per non ricevere più niente da questa agenzia?

Alla luce del quesito posto dal lettore è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Dati personali: diritto alla cancellazione

Com’è noto, per qualsiasi attività che richieda il trattamento dei dati personali, il soggetto che li raccoglie, li elabora, li utilizza, ecc, deve necessariamente avere il consenso.

Anche lo scrivente, al momento del conferimento dell’incarico professionale, deve raccogliere l’autorizzazione al trattamento dei dati personali dal proprio cliente, affinché possa utilizzarli nell’ambito dell’attività da eseguire (ad esempio, nella redazione ed invio di eventuali atti stragiudiziali, nella redazione ed invio di eventuali atti giudiziali, ecc).

Ebbene una volta prestato il consenso, il trattamento dei nostri dati personali non potrà essere operativo all’infinito. In pratica il soggetto autorizzato non potrà utilizzarli sempre e comunque, essendo invece possibile e necessario, in alcune circostanze, il cosiddetto diritto alla cancellazione.

Tale diritto, ad esempio, sussiste se dovesse verificarsi un trattamento illecito dei dati.

Oppure il soggetto già autorizzato dovrebbe provvedere alla cancellazione delle informazioni sensibili, allorquando queste non siano più necessarie rispetto agli scopi per le quali sono state acquisite e trattate.

Si tratta di conclusioni sancite dalla normativa in materia [1], tra le quali disposizioni c’è anche quella che preveda la cancellazione dei dati personali, allorquando il titolare dei medesimi ha espressamente revocato il consenso al trattamento [2].

Dati personali: la revoca del consenso al trattamento

Analizzando il testo della normativa già citata in nota [1], appare evidente che chiunque in merito ai propri dati personali possa serenamente e senza alcuna condizione revocare il consenso al trattamento.

In particolare, la legge indicata prevede [3]:

– che si possa revocare il consenso in qualsiasi momento;

– che la revoca non rende illecito il trattamento già operato in data antecedente alla revoca;

– che la revoca possa avvenire con la stessa facilità con la quale è stato precedentemente espresso il consenso.

Inoltre la stessa norma precisa, così come si evince anche da altre disposizioni del regolamento in materia, che l’interessato, al momento della prestazione del consenso, debba essere informato sulle predette circostanze e relative alla facoltà di recesso.

CASO CONCRETO

In virtù della normativa citata in premessa il lettore ha tutto il diritto di veder cancellati i propri dati personali, già raccolti dall’agenzia nominata in quesito.

Ne avrebbe pieno diritto un pò perché essendo venuto meno ogni rapporto professionale, tali dati non sono più essenziali agli scopi per i quali sono stati raccolti e un pò perché comunque ha piena facoltà di revocare il consenso al loro trattamento.

A questo riguardo, non dovendo necessariamente ricorrere a particolari forme per esprimere la detta revoca, visto che il consenso può e deve essere revocato con la stessa semplicità con la quale è stato precedentemente concesso, una mail inviata alla detta agenzia potrebbe già risultare sufficiente per far cancellare i propri dati e per impedire il ricevimento di ulteriori messaggi pubblicitari.

Se invece il lettore preferisce avere anche prova del ricevimento della sua revoca con contestuale richiesta esplicita di cancellazione di ogni suo dato, potrebbe altresì inviare una lettera raccomandata.

Per meglio chiarire, in prima battuta il lettore potrebbe scegliere la via più facile ed economica, quale potrebbe essere la mail. Qualora, nonostante la medesima, lo stesso dovesse ancora ricevere messaggi pubblicitari, potrebbe quindi inviare una raccomandata, a seguito della quale l’agenzia non potrebbe certo sostenere di non aver ricevuto la sua richiesta.

Sta semplicemente al lettore scegliere quale delle due alternative percorrere.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Reg. Ue 679/2016

[2] Art. 17 co.1 lett. b) Reg. Ue 679/2016

[3] Art. 7 co.3 Reg. Ue 679/2016


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