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Legge 104: congedo straordinario, convivenza e pernottamento

25 Maggio 2019
Legge 104: congedo straordinario, convivenza e pernottamento

Vivo a pochi chilometri dalla città in cui abita mia madre e ho da lei la residenza temporanea. Usufruisco della legge 104 perché mia madre è invalida, per cui sto con lei, dalla mattina fino al tardo pomeriggio e poi torno a casa mia per dormire. Mia madre è assistita anche da una badante. Posso continuare a fare così o per la legge 104 devo stare con mia madre 24 ore su 24? 

A proposito della problematica riguardante il lavoratore beneficiario del congedo straordinario retribuito e la possibilità di assentarsi dall’abitazione per una parte della giornata, per interessi non legati alla cura del disabile, è necessario ricordare che la giurisprudenza di legittimità, sul punto, è piuttosto severa. La Corte di Cassazione (sent. n. 8784/2015), infatti, ha riconosciuto la legittimità del licenziamento disciplinare nei confronti del lavoratore che abbia utilizzato anche solo una parte delle ore di permesso per soddisfare interessi esclusivamente personali. 

Diverso è, invece, il ragionamento nel caso in cui il permesso venga utilizzato per perseguire una finalità mista, cioè per soddisfare contemporaneamente sia l’interesse dell’assistito sia quello del lavoratore: si pensi, ad esempio, al caso in cui il lavoratore esca per acquistare medicinali o per fare la spesa non solo per il proprio familiare ma anche per sé stesso. 

In altra sentenza (Cass. sent. 27232/2014) è stato affermato che il lavoratore che beneficia del congedo straordinario per assistere il familiare convivente può farsi aiutare da una terza persona (una badante, ad esempio), purché quest’ultima non sostituisca del tutto il lavoratore stesso. In altre parole, è possibile farsi aiutare, ma non sostituire completamente. 

Di conseguenza, non esiste una risposta univoca al quesito in esame, poiché la legge nulla prevede espressamente: ciò che dice la giurisprudenza è che ci si può allontanare, purché l’allontanamento sia motivato da esigenze inerenti all’invalido o, al limite, da esigenze “miste”, come spiegato sopra. Sono ugualmente tollerati gli allontanamenti giustificati da gravi motivi (di salute, ad esempio) oppure dal bisogno di “staccare la spina” per riposare un po’. Un allontanamento sistematico, invece, potrebbe destare sospetti e non essere visto di buon occhio. 

In definitiva, la normativa va interpretata con molto buon senso: andare a fare un viaggio di piacere è sicuramente fuori luogo durante il congedo straordinario, mentre sicuramente non lo è recarsi dal proprio medico curante, così come non lo è andare a fare spesa o qualsiasi altra commissione che rientra nelle necessità quotidiane. 

In via prudenziale, il consiglio al lettore è di cercare di pernottare presso la propria madre, se non sempre almeno la maggior parte delle volte: ed infatti, il rischio è che rientrare nel tardo pomeriggio presso la sua abitazione e pernottare lì potrebbe minare perfino il requisito della convivenza, necessario per beneficiare del congedo straordinario. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 



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