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Bolletta dell’acqua troppo cara: come contestarla

25 Maggio 2019
Bolletta dell’acqua troppo cara: come contestarla

Ho una abitazione di mia proprietà, dove non risiedo né sono domiciliato), affittata dal 2006 al 2009 con regolare contratto di locazione, successivamente chiusa per 10 anni. Ho intenzione di venderla e dovendola ristrutturare ho richiesto alla società fornitrice dell’acqua un nuovo allaccio idrico in quanto il vecchio contatore aveva la saracinesca bloccata(chiusa). Dopo il sopralluogo del tecnico procedo con il pagamento per nuovo allaccio (€128,00), sostituiscono il contatore il 01/02/2019 e mi arriva una bolletta da €3.600,00 dal periodo 2014 al gennaio 2019. Telefonicamente mi rispondono che non risultava esistente negli archivi della società nè la matricola del vecchio contatore nè una vecchia utenza. Ho l’originale del contratto di locazione, f24, e bolletta acqua. Cosa posso fare? 

Purtroppo la prescrizione delle bollette dell’acqua continua ad essere di cinque anni: essa sarà ridotta a due solamente a partire dal primo gennaio 2020 (cfr. comma 10 della legge di bilancio del 2018). Pertanto, non si potrà opporre tale eccezione. Tuttavia, ciò non significa che non ci si possa difendere. 

Innanzitutto, un importo così elevato, seppur riferibile ad un quinquennio, fa pensare ad una perdita o, comunque ad un malfunzionamento. Da tanto deriva la possibilità di contestare i consumi fatturati, in quanto: 

– se meramente presunti, cioè non riferibili ad un rilevamento effettivo (mediante cosiddetta “lettura” del contatore), la contestazione obbligherà la società a dimostrare i consumi reali; 

– se l’importo corrisponde a consumi dimostrati, la contestazione del malfunzionamento onera la società a dimostrare il contrario, e cioè che i consumi, oltre che effettivi, non sono dipesi da una guasto o da una perdita. 

Il lettore deve dimostrare che l’eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo, eventualmente provando di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non fossero in grado di alterare il normale funzionamento del contatore o determinare un incremento dei consumi (cfr. Corte di Cassazione, sentenza del 19.07.2018 nr 19154). Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, questi potrà dimostrare che l’immobile era stato locato in precedenza (sebbene la locazione si riferisca ad un periodo diverso e antecedente a quello addebitato). 

La prova della locazione, tra l’altro, aiuterebbe il lettore a dimostrare l’esistenza della vecchia utenza degli inquilini, evidentemente non registrata per un errore della società idrica stessa. Tra l’altro, il fatto che la gestione dei servizi idrici (passaggio da una società all’altra) sia mutata nel 2014, anno iniziale della contestazione che gli è stata mossa, induce a pensare che possa esserci stato qualche omissione nei corretti adempimenti da parte degli enti. 

In sintesi, il consiglio al lettore è di opporsi energicamente al pagamento, dapprima in via bonaria, mediante lettera raccomandata e pec e, successivamente, nel caso in cui la società volesse andare oltre (ad esempio notificandogli un decreto ingiuntivo), in tribunale. Nello specifico, il lettore dovrà contestare: 

– la presunzione dei consumi, non corrispondenti a quelli reali; 

– il malfunzionamento del contatore; 

– in subordine, qualora la società riuscisse a dimostrare che i consumi sono effettivi, nel senso che sono frutto di un reale rilevamento, e che il contatore fosse perfettamente funzionante, che i consumi non sono  imputabili al lettore, ma sono riferibili a fattori estranei alla sua volontà (ad esempio, la manomissione ad opera di un terzo, l’allaccio abusivo di altra persona, una perdita, guasto dovuto al maltempo, ecc.); 

– eventualmente, chiedere alla società di dimostrare che la sostituzione del contatore da loro effettuata è stata la causa della registrazione anomala dei consumi. 

Quanto appena scritto è stato confermato dalla Corte di Appello di Bari (sentenza n. 1722/2018 del 09 ottobre 2018), che ha accolto le ragioni del cittadino che si era visto addebitato un consumo sproporzionato di acqua, consumo che non era dipeso da proprie colpe, bensì da una errata sostituzione del misuratore da parte della società. 

A proposito della presunzione dei consumi, l’Autorità Garante per l’Energia Elettrica e Gas, con la delibera n. 218 del 2016 ha stabilito che all’utente deve essere garantita la possibilità di effettuare l’autolettura del contatore e di comunicarla con elasticità; in assenza di autolettura, devono essere comunque effettuate almeno due letture l’anno dall’ente gestore. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 


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