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Come farsi accreditare denaro sul conto corrente dalla Francia

25 Maggio 2019
Come farsi accreditare denaro sul conto corrente dalla Francia

Mia moglie ha la doppia cittadinanza francese e italiana. Tra pochi mesi erediterà una somma di denaro dalla vendita di una casa in Francia, ereditata dopo la morte di suo padre e che sarà tassata secondo la legge francese. I figli in realtà sono quattro e divideranno in parti uguali l’importo. Tutti i figli vivono tutti in Francia tranne mia moglie. Quale è il modo corretto di farsi accreditare il denaro sul nostro conto corrente in Italia? Su questa somma si devono eventualmente pagare ulteriori tasse? Se si, in quali percentuali? Si deve dichiarare tale fatto?

Le imposte di successione, secondo il Regolamento Ue n. 650/2012, vengono regolate dalla legge dello Stato in cui risulta residente il dante causa al momento della morte.

Il Regolamento suddetto è intervenuto a sostituire la norma in vigore precedentemente, contenuta nella Legge n. 218/1995, che stabiliva che l’imposta di successione veniva regolata secondo la legge dello Stato di cui era cittadino il dante causa, al momento della morte.

Nel quesito purtroppo non è precisato quale fosse la residenza del padre della signora al momento della morte, anche se l’eredità è individuata in una abitazione esistente su territorio francese.

Invece la somma di denaro ricavata dalla vendita della casa è solo un fatto posteriore che non rientra nell’imposta di successione, in quanto la vendita di un bene ereditato è tassabile di per sé come operazione speculativa qualora la legge dello Stato in cui è sito l’immobile lo preveda, come potrebbe accadere in Francia.

Per poter fornire una risposta occorre, prima di tutto, ipotizzare che il dante causa fosse residente in Francia al momento della morte.

In questo caso, secondo la norma italiana sulle successioni e donazioni – Dlgs 346/1990 – quando, sia il bene ereditato che il dante causa sono siti e residenti all’estero, l’imposta di successione non si applica, dunque la quota dell’abitazione ereditata dalla figlia non deve essere dichiarata in Italia ai fini delle imposte sulla successione italiane, avendo già scontato per altro le imposte francesi sullo stesso bene.

Si discute soltanto sul fatto che sia obbligatorio o meno sottoporre a registrazione in Italia, a solo titolo anagrafico, la dichiarazione di successione presentata in Francia, pagando l’imposta fissa di registro di 200 euro.

A questo punto la figlia, co-erede, è entrata in possesso di una porzione di bene immobile – abitazione francese – pro-indiviso e dunque ne deve dare notizia nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi da presentare in Italia ogni anno.

Successivamente, se i co-eredi decidessero di vendere l’immobile, bisogna ricordare che la Francia tassa la eventuale plusvalenza immobiliare anche in capo ai non residenti, pertanto la figlia residente in Italia dovrà pagare, qualora dovute secondo la norma francese, le imposte sulla plusvalenza nella misura del 34,50% – 19% imposta diretta e 15,50% contribuzione previdenziale – al verificarsi di alcune condizioni.

La Francia esonera i non residenti dal pagamento delle imposte sulle plusvalenze immobiliari solo se la plusvalenza netta è inferiore a 150.000,00 euro, oppure se il bene è posseduto da più di 30 anni, o ad altre condizioni particolari, che si suggerisce di sottoporre ad ulteriore approfondimento, sia per verificarne la sussistenza, sia per verificare l’assoggettamento a tassazione delle plusvalenze immobiliari di beni ereditati.

L’Italia invece, pur avendo titolo a tassare le plusvalenze immobiliari maturate in qualsiasi parte del mondo in capo ai residenti nel territorio italiano, esclude da tassazione quelle maturate a seguito della vendita di immobili caduti in successione, dunque non vi saranno imposte da pagare in Italia.

Infine si fa presente che è necessario e non solo opportuno tenere traccia di tutti i documenti che conducono alla determinazione della somma netta da ricevere in Italia e che il trasferimento di detta somma potrà essere fatto da un conto corrente francese di un co-erede o di un terzo acquirente dell’immobile, liberamente.

I documenti a sostegno dell’operazione potranno essere mostrati come prova dell’origine delle somme e del pagamento delle imposte in Francia, qualora l’amministrazione finanziaria italiana ne chieda giustificazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Mauro Finiguerra



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