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Cessione del quinto: pignoramento e riduzione della rata mensile

25 Maggio 2019
Cessione del quinto: pignoramento e riduzione della rata mensile

Ho in corso una cessione del quinto dello stipendio da luglio 2014 con una trattenuta mensile di € 271,00 e con scadenza luglio 2024. Da qualche tempo si è aggiunto un pignoramento giudiziale di € 359,30. L’Amministrazione Comunale da cui dipendo, su mia istanza, ha fatto richiesta alla concessionaria della cessione del quinto di sospendere per 18 mesi la trattenuta mensile e/o ridurre la quota mensile da € 271,00 a € 120,00. Il mio stipendio, al netto delle trattenute ivi comprese la cessione ed il pignoramento, è di € 907,63. La concessionaria si rifiuta di accogliere la richiesta. Può la concessionaria del quinto rifiutarsi di accettare la proposta di sospensione e/o riduzione della quota mensile?

Alla luce del quesito posto dal lettore è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Cessione del quinto e pignoramento successivo: compatibilità e limiti

Con la cessione del quinto, il soggetto erogatore del prestito si garantisce la restituzione a cadenza costante del prestito concesso, mediante trattenuta sullo stipendio del lavoratore.

In pratica succede che il datore di lavoro paghi direttamente al creditore (ad esempio, la finanziaria di turno) il rateo concordato per la restituzione della somma oggetto della cessione.

Ebbene, la descritta quanto molto frequente situazione può essere seguita da un pignoramento giudiziale.

In altri termini, può accadere che lo stesso debitore sia tale anche nei riguardi di un altro soggetto (ad esempio un’altra banca oppure un fornitore). In tal caso, il creditore in questione, munito di un titolo esecutivo (ad esempio una sentenza che accerta definitivamente il credito) va a pignorare lo stesso stipendio già oggetto della detta cessione.

In un caso come quello appena descritto, la presenza di una cessione del quinto unitamente ad un successivo pignoramento giudiziale è assolutamente compatibile, incontrando soltanto un limite, esplicitamente previsto dalla legge:

– il pignoramento successivo, unito al rateo della somma già ceduta, non potrà mai sforare la metà dello stipendio del lavoratore [1]. Ad esempio, se lo stipendio è di mille euro ed il rateo della cessione è di 200 euro, il pignoramento giudiziale non potrà mai essere superiore i 300 euro mensili.

CASO CONCRETO

Alla luce dei dati indicati in quesito il pignoramento giudiziale subito, anche se successivo alla cessione concessa, appare legittimo e corretto, visto che sommando i due importi non si dovrebbe superare il limite della metà del suo stipendio, in piena armonia con la legge citata in nota [1].

Nel contempo, appare altresì corretto il rifiuto del creditore alla semplice richiesta del lettore, per il tramite della datrice amministrazione comunale, di ridurre la rata di restituzione del prestito.

A questo proposito, in effetti, la stessa legge citata in premessa prevede che la rata in restituzione si debba abbassare, nel caso in cui lo stipendio si riduca di oltre un 1/3 rispetto a quello originariamente dovuto al dipendente allorquando aveva concordato la cessione. In un caso come questo, la rata non dovrebbe quindi superare 1/5 del cosiddetto nuovo stipendio [2].

Tuttavia, nel caso specifico, la norma predetta non sembrerebbe invocabile per un semplice motivo.

Lo stipendio del lettore non si è ridotto, come avviene ad esempio, nel caso in cui il lavoratore a tempo pieno si veda trasformare il proprio rapporto in part-time. Lo stipendio, infatti, è rimasto formalmente e sostanzialmente immutato. È semplicemente avvenuto che il lettore sta pagando un altro creditore, peraltro nei limiti di legge.

Pertanto appare preferibile, ad esempio, contattare la finanziaria erogatrice del prestito oggetto della cessione in esame, al fine di vagliare la possibilità di una rinegoziazione/rinnovo del prestito (ciò sembrerebbe possibile, visto che le rate già maturate e pagate sono bel oltre il limite minimo di 48) ed allo scopo di “guadagnare” un rateo di restituzione più basso, in linea col pignoramento giudiziale in atto e con le sue mutate esigenze.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 68 co.2 Dpr 180/1950

[2] Art. 34 Dpr 180/1950


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