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Calcolo pensione di vecchiaia e quota 100

25 Maggio 2019
Calcolo pensione di vecchiaia e quota 100

In una precedente consulenza richiesta nel 2016 chiesi il calcolo della mia futura pensione di vecchiaia che avrei maturato nel luglio 2023. Ora dal 1/4/2019 dovrei percepire “quota 100”. Quel conteggio minimo prudenziale con le quote A e B + la quota C, opportunamente rivalutata al 2019 anzichè 2023 e applicando il nuovo diminuito coefficente di trasformazione (4,932 circa), posso usarlo come valore di confronto con la valutazione che mi farà l’INPS ? 

Purtroppo, non si ha la possibilità di visionare lo studio previdenziale effettuato nel 2016 dalla scrivente, in quanto a seguito dell’entrata in vigore del nuovo regolamento privacy si è dovuto provvedere alla cancellazione dei dati. 

Ad ogni modo, il precedente calcolo della pensione sarebbe da riprendere in maniera quasi completa. 

Innanzitutto, variano le quote A e B, in quanto: 

– gli ultimi 5 e 10 anni di lavoro da considerare non partono, a ritroso, dal 2016, ma dal 2019; 

– sono cambiati i coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni, sia per la quota A che per la quota B; 

– sono altresì cambiati i coefficienti di rendimento. 

Per quanto riguarda la quota C: 

– sono da aggiungere le annualità di contributi sino al 2019; 

– sono variati i coefficienti di trasformazione (si allegano, per comodità, gli importi con i relativi confronti); 

– sono anche variati i coefficienti di rivalutazione della contribuzione accreditata. 

È comunque probabile che l’importo precedentemente conteggiato non si discosti troppo dall’importo reale, visto che si trattava di una proiezione prudenziale. Bisogna comunque tener presente che un conto è un calcolo previsionale della pensione, un conto è il calcolo del trattamento nell’imminenza del pensionamento: solo quest’ultimo calcolo è attendibile e può essere certificato, ed eventualmente utilizzato per ricorrere contro l’Inps, qualora l’importo calcolato dall’Istituto si discosti in maniera significativa dal calcolo certificato (salvo variazioni della retribuzione o contribuzione, oppure variazioni dovute a un cambiamento normativo, verificatesi in tempi molto brevi e non prevedibili). Il calcolo della pensione effettuato non nell’imminenza del pensionamento, invece, ha un valore esclusivamente orientativo, e in alcun modo può essere utilizzato con valore certificativo. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci 



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