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Causale bonifico dipendenti

23 Aprile 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Aprile 2019



Quale codice deve inserire l’azienda nella distinta per pagare lo stipendio ad un lavoratore? E che cosa si vede sull’estratto conto?

Dal 1° luglio 2018 non è possibile pagare uno stipendio in contanti: è necessario farlo con un mezzo che lasci traccia, come un assegno o un bonifico bancario o postale. Chi non rispettasse questa norma, rischia una sanzione da 1.000 a 5.000 euro. Ma qual è la causale del bonifico dei dipendenti? Che cosa bisogna riportare sul trasferimento dei soldi da un conto all’altro per dimostrare che si tratta della retribuzione mensile? Ci sono dei codici che identificano il motivo di un bonifico, non solo per il pagamento di uno stipendio o della pensione ma anche, ad esempio, per l’acquisto di valuta estera, per un giroconto, per il pagamento delle utenze (se, per dire, hai domiciliato le bollette di luce e gas), ecc. Quindi anche la causale del bonifico ai dipendenti ha il suo codice. Lo stesso succede per la cosiddetta «sottocausale», che distingue il versamento di uno stipendio, di una pensione o di un rimborso spese.

Questo codice non lo vedrà il destinatario: sull’estratto conto dei movimenti mensili, troverà voci come «emolumenti», «cedolino», «stipendio», ecc. Allora, a che cosa serve quella causale del bonifico ai dipendenti? E dove va inserita? Vediamo di capirne di più.

Come pagare lo stipendio ai dipendenti?

La normativa entrata in vigore nel 2018 obbliga i datori di lavoro a versare gli stipendi ai loro dipendenti lasciando traccia del pagamento. Significa che non è possibile farlo direttamente in contanti, ma attraverso uno di questi canali:

  • bonifico sul conto bancario o postale del dipendente;
  • assegno consegnato al lavoratore o a un suo delegato in caso di comprovato impedimento del dipendente (coniuge, convivente o familiare in linea retta o collaterale purché abbia almeno 16 anni);
  • in contanti presso uno sportello bancario o postale in cui il datore abbia aperto un conto e dato disposizione di pagamento;
  • carta prepagata (anche non collegata ad Iban);
  • libretto di prestito, nel caso dei soci lavoratori di una cooperativa che siano anche prestatori e che ne facciano espressa richiesta per iscritto.

La firma del lavoratore sulla busta paga non è più una prova dell’avvenuto pagamento dello stipendio: ci vuole la traccia lasciata da uno dei sistemi appena elencati.

È possibile pagare la retribuzione in contanti soltanto ai lavoratori domestici che rientrano nel contratto collettivo degli addetti ai servizi familiari (badanti, colf, baby sitter).

Come accennato all’inizio, il mancato rispetto di questa norma comporta una sanzione da 1.000 a 5.000 euro, calcolata sulla base delle volte in cui lo stipendio non è stato pagato con una formula tracciabile.

Bonifico dipendenti: perché serve la causale?

Il bonifico resta il modo più diffuso per il pagamento dello stipendio ad un dipendente. Occorre, ovviamente, che il lavoratore comunichi all’azienda il proprio codice Iban affinché sia possibile versare la retribuzione sul suo conto corrente bancario o postale.

Ma l’Iban non basta. L’azienda deve anche compilare una distinta che riporti alcuni codici, tra cui quello della causale. È proprio grazie a questo codice che la banca o la posta riescono a identificare quel bonifico come l’accredito di uno stipendio.

Bonifico dipendenti: qual è la causale?

Nella distinta del bonifico che l’azienda compila per pagare uno stipendio al dipendente c’è un codice che equivale alla disposizione da dare alla banca per effettuare il pagamento. Tale codice ha la causale ABI 27. Che cosa significa?

Il codice ABI è quello che identifica la banca destinataria dei soldi. Vuol dire che grazie a quel codice, il tuo stipendio arriverà presso la tua banca.

Il 27 è, invece, il codice grazie al quale la banca (o Poste italiane, se hai un conto corrente postale) capisce che quei soldi servono per pagare lo stipendio di un dipendente.

Ci sono, poi, alcuni sottocodici che danno un’informazione in più, cioè:

  • il sottocodice 0, identifica gli emolumenti;
  • il sottocodice 10 identifica uno stipendio;
  • il sottocodice 20 identifica una pensione;
  • il sottocodice 30 identifica un rimborso spese.

L’azienda, per pagare emolumenti, pensioni, stipendi o rimborsi dovrà, quindi:

  • creare la distinta;
  • inserire le disposizioni, compresa la causale con uno dei codici che abbiamo appena visto;
  • firmare la distinta;
  • inviarla per la sua esecuzione.

Bonifico dipendenti: che cosa vedo sull’estratto conto?

Se tieni regolarmente sotto controllo l’estratto conto della tua banca o la lista dei movimenti, avrai notato che, quando ti arriva lo stipendio, non vedi una «causale bonifico 27» ma trovi la dicitura «emolumenti», piuttosto che «stipendio del mese di…» oppure «cedolino». Queste sono delle voci che la banca mette sulla tua lista di movimenti per farti capire la natura delle entrate che trovi sul conto.

In sostanza, è come se la banca o la posta avessero un sistema tale per cui arriva una disposizione dall’azienda in forma di codice e lo trasforma in una voce comprensibile ai clienti.

Nel caso in cui ci sia una contestazione sulla retribuzione tra il datore di lavoro e il dipendente e l’azienda dovesse integrare lo stipendio con qualche voce mancante (ad esempio straordinari o mensilità non pagate) può procedere a fare un bonifico specificando nella causale «saldo a totale soddisfo di ogni spettanza come da accordo del…».

note

Immagine: Donna effettua bonifico bancario, autore LightField Studios


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