Diritto e Fisco | Articoli

Resto al Sud: come fare domanda

11 gennaio 2018


Resto al Sud: come fare domanda

> Business Pubblicato il 11 gennaio 2018



Ecco la circolare che spiega il funzionamento degli incentivi in favore dei giovani che intendono fare impresa nel Mezzogiorno. Vediamo quando e come fare domanda

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Circolare attuativa della misura “Resto al Sud[1] che stabilisce tempi e modalità per la presentazione delle domande, descrive i criteri di valutazione dei progetti e le regole operative per la concessione ed erogazione dei finanziamenti ai giovani imprenditori. Vediamo, dunque, quando e come fare domanda ed in cosa consiste il progetto Resto al Sud.

Dal 15 gennaio 2018 sarà possibile presentare le domande per accedere ai finanziamenti per l’imprenditoria giovanile nel Mezzogiorno. Il finanziamento ammonta ad un massimo di 50mila euro a soggetto. Nel caso di più richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento è di 50mila euro per ciascun soggetto richiedente, per un totale di 200mila euro. Di seguito tutti i dettagli del progetto Resto al Sud.

Resto al Sud: cos’è?

Resto al Sud è un progetto a sostegno dell’imprenditoria giovanile [2]. Questo incentivo mira, quindi, a sostenere ed incoraggiare la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno (AbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaMolisePugliaSardegna e Sicilia). La somma stanziata dal Governo per Resto al Sud è di 1.250 milioni di euro; la sua gestione è stata affidata a Invitalia. Come anticipato, il finanziamento ammonta ad un massimo di 50mila euro a soggetto. Nel caso di più richiedenti, già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo del finanziamento è di 50mila euro per ciascun soggetto richiedente, per un totale di 200mila euro.

Resto al Sud: quali sono le attività finanziate?

Le attività che l’incentivo Resto al Sud mira a finanziare sono quelle di produzione di beni e servizi. Sono, invece, escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio. In particolare le spese ammissibili sono:

  • le spese per la ristrutturazione manutenzione straordinaria di beni immobili;
  • le spese per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività. 

Resto al Sud: quali sono le agevolazioni?

Il finanziamento garantito da Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
  • finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (Pmi).

Gli interessi del finanziamento sono coperti per intero da un contributo in conto interessi.

Resto al Sud: chi può usufruirne?

Possono usufruire dell’agevolazione Resto al Sud i giovani tra 18 e 35 anni in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda. Qualora la residenza sia altrove, è possibile trasferirla nelle Regioni appena ricordate entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria oppure entro 120 giorni nell’eventualità in cui il giovane risieda all’estero. Si vuole incoraggiare i ragazzi che siano fuori sede a tornare al Sud;
  • non beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità [3].

Durante tutta la durata del finanziamento i beneficiari non possono essere titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.

Resto al Sud: chi può richiedere di finanziamento?

Possono presentare domanda di finanziamento i soggetti sopra menzionati che siano già costituiti al momento della presentazione o si costituiscano, entro 60 giorni (o entro 120 giorni, in caso di residenza all’estero) dalla data di comunicazione del positivo esito dell’istruttoria nelle seguenti forme giuridiche:

  • impresa individuale;
  • società, ivi incluse le società cooperative.

I soggetti beneficiari della misura devono mantenere la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per tutta la durata del finanziamento. Le imprese e le società devono avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa nelle regioni appena ricordate [4].

Resto al Sud: come si presenta la domanda?

Le domande di finanziamento sono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 15 gennaio 2018 e devono essere compilate esclusivamente per via telematica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione nel sito internet di Invitalia, sezione Resto al Sud.

Per l’inoltro telematico della domanda è necessario essere in possesso di un sistema di identificazione digitale tramite il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) o la Carta nazionale dei servizi (Cns) o, in alternativa, essere autenticati tramite il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia. Le domande devono essere firmate digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa, o dalla persona fisica in caso di impresa da costituire, e devono essere corredate dal progetto imprenditoriale e dalla documentazione dettagliatamente indicata nella circolare. Le successive comunicazioni tra beneficiario e gestore avvengono esclusivamente a mezzo pec.

Resto al Sud: quali sono i criteri di valutazione?

Una volta accertata la presenza dei requisiti di ammissibilità viene compiuto un esame di merito delle domande. Questo, che può anche richiedere un colloquio con i proponenti, si basa su una serie di criteri di valutazione:

  • adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dai soci rispetto all’attività prevista dal progetto imprenditoriale anche con riguardo a titoli e certificazioni possedute;
  • potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing;
  • sostenibilità tecnico-economica dell’iniziativa, con particolare riferimento all’equilibrio economico, nonchè alla pertinenza e coerenza del programma di spesa;
  • verifica della sussistenza dei requisiti per la concedibilità della garanzia del Fondo centrale per le Pmi.

note

[1] Circolare n. 33 del 22.12.2017 del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, pubblicata sulla G.U. del 29.12.2017.

[2] Istituita dal D.l. 91/2017, convertito nella L. n. 123/2017.

[3] Art. 1, co II, D.l. 91/2017, convertito nella L. n. 123/2017.

[4] Art. 1, co VI, D.l. 91/2017, convertito nella L. n. 123/2017.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI