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Simulazione e accertamento

18 Maggio 2019 | Autore:
Simulazione e accertamento

Come si fa a fornire la prova della simulazione di un contratto  

La simulazione costituisce un fenomeno largamente diffuso che si contraddistingue per una divergenza tra ciò che appare all’esterno e ciò che era ed è l’effettiva volontà delle parti di un contratto (o anche di un atto unilaterale, come una proposta contrattuale). Per le più disparate ragioni (di natura spesso fiscale) le parti di un contratto non vogliono gli effetti del contratto che hanno concluso e che appare all’esterno, realizzando una deliberata difformità tra le dichiarazioni che appaiono all’esterno e la loro effettiva volontà. La simulazione, quindi, consiste contemporaneamente: a) in un consapevole e voluto contrasto tra la dichiarazione che appare, dal contratto, all’esterno e quella che, invece, è la reale intenzione delle parti; b) in un’intesa, precedente o contemporanea alla dichiarazione contrattuale, in cui le parti esplicitano il fatto che sono d’accordo sul contrasto tra il contratto concluso e l’effettiva intenzione da loro perseguita (si parla di accordo simulatorio di solito contenuto nelle cosiddette controdichiarazioni); c) nell’intenzione di trarre in inganno i terzi, cioè tutti coloro i quali verranno a conoscere il contratto nella sua apparenza esteriore credendo che esso corrisponda effettivamente a quello che le parti volevano. E così accade, ad esempio, che appaia esteriormente un comodato, mentre in realtà le parti volevano una locazione (la locazione sarà, in un caso del genere, dettagliatamente regolata in una contro – scrittura). Detto questo, occorre aggiungere che un aspetto fondamentale della simulazione è sicuramente quello relativo a come sia possibile fornire in giudizio la prova della sue esistenza: ed è proprio del rapporto tra simulazione e accertamento che ci occuperemo nell’articolo che segue.

Come si classificano i diversi tipi di simulazione?

Prima di addentrarci nel tema dell’articolo, è opportuno analizzare innanzitutto i diversi tipi di simulazione secondo quanto stabilito dalla legge.

I tipi fondamentali di simulazione sono due [1]:

  • la simulazione assoluta, ricorre nel caso in cui le parti concludono un contratto, ma in realtà non vogliono stipulare alcun contratto. Ciò accade, ad esempio, nel caso in cui le parti simulino una vendita con l’intenzione di sottrarre la cosa (che si finge appunto di vendere) al pignoramento da parte dei creditori di chi ha finto di vendere il suo bene;
  • la simulazione relativa, che sussiste quando le parti simulano un contratto (il contratto cosiddetto simulato che è quello che apparirà all’esterno) mentre in realtà ciò che le parti effettivamente vogliono stipulare è un altro contratto (il contratto cosiddetto dissimulato che viene disciplinato nelle cosiddette controdichiarazioni tenute nascoste all’esterno).

La simulazione relativa si distingue a sua volta in:

  • simulazione relativa soggettiva (altrimenti detta interposizione fittizia), nella quale viene simulata l’identità effettiva della parte contrattuale: il contratto simulato, cioè, viene concluso da un prestanome, mentre il contratto dissimulato (che è quello realmente voluto dalle parti e tenuto da loro nascosto) viene stipulato tra soggetti diversi. C’è dunque un accordo tra tre soggetti diversi: il contraente effettivo, il contraente apparente (cioè il prestanome) e la controparte;
  • simulazione relativa oggettiva, che sussiste quando viene simulato il tipo di contratto (cioè si fa apparire come vendita una donazione o viceversa) oppure quando viene simulato un singolo elemento del contratto, come ad esempio può essere il prezzo o l’oggetto: si dice che il prezzo di una vendita è di centomila euro, mentre in realtà le parti si accordano su duecentomila euro.

La simulazione è assoluta o relativa

Quali effetti produce la simulazione tra le parti e verso i terzi?

Quali sono gli effetti che produce la simulazione?

Tra le parti:

  • nel caso di simulazione assoluta, il contratto simulato non produce alcun effetto: perciò se chi ha finto di vendere farà accertare dal giudice la simulazione assoluta non sarà poi obbligato a consegnare e trasferire la proprietà della sua cosa a chi ha finto di acquistare;
  • nel caso di simulazione relativa, il contratto simulato, cioè il contratto che le parti fanno apparire come reale all’esterno, non produrrà nessun effetto tra di esse, mentre quello dissimulato (cioè il contratto che le parti hanno realmente voluto stipulare) produrrà effetti tra di esse se conterrà i requisiti di forma e di sostanza previsti dalla legge: per esempio, se si stipula una vendita, ma in realtà si vuole stipulare una donazione, la vendita non produrrà alcun effetto, mentre la donazione avrà effetto tra le parti a condizione che esse abbiano rispettato i requisiti di forma e di sostanza previsti dalla legge per le donazioni (abbiano in pratica stipulato con atto pubblico).

Nei confronti dei terzi (terzi sono i soggetti che non hanno partecipato alla simulazione come, ad esempio, chi ha acquistato il bene oggetto del contratto di vendita simulato) la legge [2] prevede che:

  • se subiscono un danno dal contratto simulato possono agire in giudizio per far accertare e dichiarare dal giudice la nullità del contratto simulato;
  • se si tratta di persone che hanno acquistato in buona fede diritti da chi ha simulato di acquistare (cioè se si tratta di persone che hanno a loro volta acquistato il bene da chi acquistò in base ad un contratto simulato), il loro acquisto è salvo e nulla potranno contro di loro né le parti che stipularono il contratto simulato, né chi acquistò lo stesso bene dal finto venditore, né i creditori del simulato venditore, ma a condizione che la trascrizione nei registri immobiliari dell’acquisto da parte del terzo in buona fede sia avvenuta prima della trascrizione dell’atto di citazione con cui si avvia la causa per dimostrare la simulazione.

La simulazione assoluta non produce effetti tra le parti

Come si accerta in giudizio la simulazione?

Chiunque voglia ottenere l’accertamento della simulazione, cioè voglia agire in giudizio per far accertare che un contratto è stato simulato (che cioè non corrisponde all’intenzione delle parti) dovrà ricorrere, con il necessario supporto di un legale, alla competente Autorità giudiziaria utilizzando l’azione di simulazione.

Questa azione tende a far accertare la realtà oltre l’apparenza e, quindi, a far dichiarare nullo il contratto simulato e può essere avviata sia dalle parti fra le quali il contratto simulato è stato stipulato, sia da tutti i terzi interessati a far accertare la simulazione.

Se l’azione di accertamento della simulazione ha lo scopo di accertare una simulazione assoluta, essa sarà imprescrittibile, potrà cioè essere avviata in ogni momento, senza alcun limite di tempo.

L’azione che mira a far emergere una simulazione relativa è anch’essa imprescrittibile, se ha lo scopo di far accertare la nullità del contratto simulato o di quello dissimulato, mentre invece si prescrive in dieci anni se chi la inizia ha lo scopo di esercitare un diritto basato sul contratto dissimulato (ad esempio se un soggetto intende ottenere la consegna di una cosa secondo quello che era stato stabilito in base al contratto tenuto nascosto).

Per quello che riguarda le modalità con cui è possibile dimostrare la simulazione, la legge [3] fa una distinzione tra:

  • le parti che hanno stipulato il contratto simulato, che non potranno provare la simulazione utilizzando testimoni, ma dovranno esibire la contro dichiarazione da cui emerge la simulazione (per fare un esempio: per dimostrare la simulazione del prezzo di compravendita, le parti dovranno esibire la contro scrittura da cui si ricava il prezzo reale e non potranno invece a questo scopo ricorrere a testimoni);
  • i terzi (cioè tutti quelli che non sono stati parti attive dell’accordo di simulazione) che potranno provare la simulazione con ogni mezzo, e quindi anche ricorrendo a testimoni.

Le parti del contratto simulato non possono dimostrare la simulazione con testimoni

note

[1] Art. 1414 cod. civ.

[2] Art. 1415 cod. civ.

[3] Art. 1417 cod. civ.


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