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Lo sai che? “Il redditometro è illegittimo e incostituzionale”: sentenza innovativa

Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2013

“Violate le garanzie a difesa del contribuente: dopo il Tribunale di Napoli, anche la Commissione Tributaria di Reggio Emilia si schiera contro il redditometro. No alle medie Istat e alla mancata differenziazione territoriale.

Il nuovo redditometro è illegittimo e va disapplicato. A dirlo è la Commissione Tributaria di Reggio Emilia [1]. La pronuncia segue un’altra sentenza di pari segno [2].

La Commissione ha affermato la nullità del Decreto Ministeriale istitutivo del redditometro [3] perché anticostituzionale [4].

Esso infatti prende in considerazione le spese medie delle famiglie, così come stimate dall’Istat, anche se invece la norma che disciplina l’accertamento sintetico fa riferimento al singolo contribuente.

Inoltre il redditometro, prevedendo la raccolta di tutte le spese effettuate dal contribuente (quindi anche quelle più riservate come le spese farmaceutiche, mediche, assistenziali e eventuali iscrizioni ad associazioni culturali) priva il contribuente al diritto ad avere una vita privata, in violazione della stessa Costituzione e della Carta dei Diritti fondamentali dell’UE [5].

Infine il DM viola il diritto costituzionale alla difesa: infatti per il cittadino sarebbe impossibile dimostrare al fisco di aver speso di meno rispetto a quanto risulta dalle medie Istat. Infatti, anche qualora il contribuente provvedesse a una “grottesca” conservazione di tutti gli scontrini e una altrettanto grottesca analitica contabilità domestica, tale documentazione comunque non dimostrerebbe che non è stata sopportata una spesa superiore (almeno pari a quella desumibile dalle medie Istat).

Inoltre il redditometro, nello stabilire parametri unici per tutto il territorio nazionale, non tiene conto del diverso potere di acquisto del denaro nelle varie zone d’Italia, senza quindi operare una differenziazione tra la grande metropoli e il piccolo centro.

Non molto tempo fa, il Tribunale di Napoli aveva fornito la medesima interpretazione innovativa, censurando il redditometro come incostituzionale (confronta riquadro “precedenti favorevoli” a fine articolo).

note

[1] C.T.P. Reggio Emilia, sent. n. 74 del 18.04.2013.

[2] C.T.P. Reggio Emilia, sent. n. 172/2012 con cui i giudici aveva affermato che se più favorevole al contribuente il nuovo redditometro trova applicazione anche prima del periodo d’imposta 2009, così come avviene per gli studi di settore più evoluti.

[3] Dm  65648 del 24.12.2012.

[4] Oltre a ciò la CTP precisa che la revisione dell’accertamento sintetico rappresenta un intervento di natura procedimentale e non sostanziale; ne consegue che il contribuente può sostenere l’applicazione retroattiva delle nuove disposizioni, se più favorevoli, anche per le annualità precedenti al 2009.

[5] Art. 1, 7 e 8.


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