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Esempio tesi di laurea

24 Aprile 2019 | Autore: Rossella Blaiotta
Esempio tesi di laurea

> Moduli Pubblicato il 24 Aprile 2019



La tesi rappresenta l’atto finale di un percorso di studi e deve essere redatta con attenzione. Vediamo insieme un esempio di tesi di laurea e i consigli per una corretta elaborazione.

L’università italiana, tranne che per alcune materie tecnico-scientifiche, è prettamente strutturata in maniera verbale, ossia gli insegnanti espongono discorsivamente i contenuti didattici durante le lezioni e gli allievi dimostrano di avere appreso le nozioni ascoltate mediante gli esami orali. In altri termini, gli studenti, dopo avere seguito per il semestre la disciplina di interesse ed avere studiato i libri di testo, le dispense e, ovviamente, gli appunti, sostengono il colloquio di verifica dinnanzi alla commissione composta dal professore e dai vari assistenti. Il voto d’esame è la somma di vari elementi, quali ad esempio la comprensione dell’argomento, la capacità di eseguire confronti ed analogie e l’esposizione fluida. Gli esami scritti sono veramente pochi e si caratterizzano per la presenza di domande brevi a risposta aperta o multipla. Tutta questa oralità mette in luce una evidente difficoltà degli studenti che, nell’approccio con la redazione dell’elaborato finale, non sanno letteralmente da che parte cominciare. Scrivere una tesi non è di certo una cosa semplice in quanto occorre seguire un determinato schema che varia a seconda della disciplina in questione al fine di raggiungere il punteggio massimo che influenza anche la votazione finale. Inoltre, accade spesso che molti laureandi, pur avendo superato brillantemente gli esami con voti altissimi non abbiano mai scritto un testo da sottoporre alla correzione degli insegnanti e l’ultimo ricordo di una scrittura del genere risale addirittura al tema della scuola superiore. Chi si trova di fronte a questo grande ostacolo si chiede: a quale esempio di tesi di laurea ispirarsi per ottenere un buon voto?

Come scrivere una tesi di laurea

Come si fa una tesi di laurea’ non è solamente il celebre titolo di un saggio di Umberto Eco nel quale il grande scrittore e professore universitario fornisce ai propri allievi dei consigli tecnici e redazionali dal taglio pratico, ma è la domanda ricorrente degli studenti che, arrivati al termine del loro percorso universitario, cercano di raggruppare le idee per capire come realizzare un elaborato che possa essere quanto meno decente.

Il passaggio preliminare è quello di ottenere l’assegnazione di un argomento e del relativo titolo. In genere, è preferibile richiedere la tesi all’insegnante della materia preferita con la quale si è avuto il voto migliore in maniera da rendere la fase di ricerca più agevole. Se la tematica risulta conosciuta approfonditamente diventa più facile argomentare ed eseguire le ricerche.

Occorre recarsi, nei giorni stabiliti di ricevimento, presso il dipartimento, preparando una sorta di lista di temi da proporre. In alcuni casi, è lo stesso insegnante ad attribuire l’argomento, ad esempio partendo da un libro o da un evento realmente accaduto, come un’esperienza personale del laureando.

La fase successiva prevede una ricerca del materiale necessario alla scrittura, presso la biblioteca dell’università e su internet.

Infine, quando si è in possesso di tutte le informazioni si inizia con la stesura vera e propria. Le tempistiche variano a seconda della complessità della tematica, non esiste un generale esempio di tesi di laurea, diciamo da un minimo di tre mesi sino ad un massimo di un anno.

Come fare le ricerche

Nella redazione della tesi di laurea la fase della ricerca è certamente quella più ostica perché richiede lavoro e pazienza. È bene evidenziare preliminarmente cosa non si dovrebbe fare assolutamente in questo periodo, ossia trovare superficialmente dei contenuti interessanti e copiarli interamente.

Copiare la propria tesi di laurea è una cosa sbagliatissima non solo a livello morale, ma anche perché è totalmente inutile in quanto ormai tutte le facoltà italiane sono dotate di software antiplagio che individuano i testi non originali.

Chi pensa di velocizzare i tempi di consegna mediante la copiatura commette un grave errore in quanto se l’insegnante si rende conto che lo studente non si sta comportando correttamente, oltre a venire meno la fiducia e, inevitabilmente i voti alti, sarà costretto ad assegnare un nuovo argomento ed allungare dunque i lavori.

Pertanto, è bene eseguire una ricerca accurata in biblioteca, selezionando i testi più significativi, ed elaborare un pensiero autonomo prendendo spunto da quanto letto. In altre parole, tutto ciò che si ritiene interessante sui libri deve essere riproposto con parole proprie anche per fare capire alla commissione esaminante di essere padroni della materia.

Come procedere alla scrittura della tesi di laurea

La tesi di laurea, come già sottolineato, è l’elaborato finale con il quale il laureando espone alla commissione esaminatrice lo studio approfondito di un determinato argomento.

Pertanto, trattandosi di un testo scritto, è costituito da diversi elementi, necessari per la lettura d’insieme. Le tecniche di scrittura della tesi di laurea possono essere diverse, non esiste un unico metodo proprio perché ciascuno approccia la materia a suo modo.

Ad esempio, per alcuni la redazione della tesi consiste nel buttare su carta alcune idee da rielaborare alla fine, mentre per altri si arriva alla fase di scrittura solo al termine del percorso di interiorizzazione dell’argomento. Ad ogni modo, nella maggioranza dei casi, le stesure vengono corrette varie volte, anche con l’aiuto dell’insegnante, in modo da creare un lavoro organico, facile da leggere ed agevole anche nell’esposizione il giorno della discussione.

Le tesi più interessanti, su iniziativa dell’insegnante e dell’università, per l’alto valore accademico, vengono stampate e in alcuni casi vengono poi utilizzate come veri e propri libri di testo o monografie dedicate ad uno specifico tema.

Con riferimento all’impaginazione, ossia a come lo scritto appare collocato sul foglio bianco che viene poi stampato e rilegato in copisteria, occorre seguire dei piccoli accorgimenti per rendere l’insieme molto più gradevole e favorire la lettura.

Non bisogna dimenticare che la tesi di laurea è un libro quindi in qualche maniera deve invogliare il lettore a prenderne visione, ad esempio, vedere delle pagine caratterizzate da parole fitte, prive di spazi, non è certamente una circostanza molto attraente, solitamente la spaziatura maggiormente consigliata è l’interlinea multipla, pari ad 1,5 mm, oppure esatta, pari a 2 mm, regolabile a piacimento.

Il carattere di scrittura maggiormente suggerito è quello classico, come ad esempio il Times New Roman o il Garamond nel più famoso programma di videoscrittura che è Word. La dimensione dei caratteri preferita ha una misura di 11 o 12, mentre misurano 14 i caratteri utilizzati per i paragrafi e sottoparagrafi. Infine, i bordi, soprattutto quello a sinistra, devono essere di misura tale da non intralciare la rilegatura laterale quindi circa 2,5 cm su ciascun lato.

Se la tesi prevede anche l’inserimento di immagini o grafici, per infondere un maggiore impatto visivo in chi legge, è preferibile siano a colori e con una risoluzione molto alta. Molti, per risparmiare, scelgono di stampare in casa la propria tesi di laurea e di recarsi in copisteria solo per la rilegatura ma se si ha la pazienza di cercare e di confrontare i prezzi esistono molti punti vendita estremamente convenienti.

Come si scrivono le note

Quando si scrive una tesi di laurea occorre indicare le fonti dalle quali viene ricavato il materiale utilizzato, questa operazione è possibile attraverso l’inserimento delle note.

Le note vengono scritte attraverso il tasto Riferimenti – inserisci nota a piè di pagina del programma di videoscrittura. Le note sono ordinate numericamente e si trovano alla fine della pagina.

Ecco un esempio di nota a piè di pagina:

«Nessun intervento artistico ha avuto più notorietà e successo di quell’opera straordinaria che è Guernica, e Picasso si ritrovò al centro di un interesse eccezionale da parte dell’intellettualità del tempo, da Éluard a Malraux, da Breton a Cocteau e a René Char, a Man Ray, a Sartre [1]».

[1] L. Bonanate, La vittoria di Guernica: dalla guerra civile spagnola alla guerra civile mondiale, Aragno Editore, 2017, p. 78-80.

Il laureando, facendo le ricerche per la stesura dell’elaborato, in fase di scrittura deve indicare le fonti.

Come si scrive la bibliografia

La bibliografia è, in sintesi, un elenco dettagliato, ordinato in ordine alfabetico, dei testi utilizzati per la realizzazione della tesi di laurea. Il primo dato da indicare è il nome dell’autore, seguono poi il nome dell’opera, scritto in corsivo, la casa editrice, l’anno di pubblicazione e le pagine dalle quali è stata estrapolata l’informazione.

Ecco un esempio di bibliografia:

L. Bonanate, La vittoria di Guernica: dalla guerra civile spagnola alla guerra civile mondiale, Aragno Editore, 2017, p. 78-80.

S. Mensurati, Il bombardamento di Guernica: la verità tra due leggende, Ideazione Editore, 2004, p. 43-45.

G. Van Hensbergen, Guernica. Biografia di un’icona del Novecento, Il Saggiatore, 2006, p. 11-14.

Come si riportano i passi di altre tesi o di altri articoli

È possibile inserire passi di altre tesi o di altri articoli riportandoli in corsivo tra virgolette ed indicando nelle note la fonte.

Ecco un esempio di citazione:

Non faccio mai un quadro come opera d’arte; ognuno di essi è una ricerca. Sono sempre alla ricerca e c’è una sequenza logica in ciò che ricerco. E per questa ragione che li numero; è un esperimento nel tempo; li numero e li dato; forse un giorno qualcuno me ne sarà riconoscente“[1]

[1] R. ARNHEIM, Guernica. Genesi di un dipinto, Abscondita, 2016, p. 97-99.

Quanto si può prendere da un altro testo?

Non esiste attualmente una legge che stabilisca la percentuale di testo da copiare per non incorrere nel reato di plagio di tesi di laurea. Infatti, per poter parlare di plagio, occorre che la tesi sia gravemente viziata da un copia e incolla clamorosamente evidente, come ad esempio la riproposizione totale di un testo, anche se intervallato da frammenti nuovi o rielaborati. Tuttavia, per non rallentare i lavori di correzione ed approvazione dell’elaborato, è preferibile scrivere la tesi in piena autonomia.


Di Rossella Blaiotta

Esempio di tesi di laurea

Di seguito un esempio di tesi di laurea per spiegarne materialmente la stesura.

Titolo: Guernica – opera d’arte e di denuncia di Pablo Picasso. Il titolo, ossia l’intestazione è un dettaglio di estrema importanza perché definisce la tipologia di lavoro che si intende esporre al collegio docenti il giorno della proclamazione. In genere si tratta di un titolo breve seguito da una breve descrizione, ad esempio: “Guernica – opera d’arte e di denuncia di Pablo Picasso” evidenzia come il tema centrale della tesi sia l’opera Guernica approfondendo poi anche altri aspetti.

Indice (Introduzione, capitolo uno, capitolo due, capitolo tre, conclusioni, bibliografia, ringraziamenti). L’indice indica appunto tutte le sezioni in cui è divisa una tesi, con relativi numeri di pagina, in modo da rendere veloce la consultazione.

Introduzione – Premessa, solitamente molto breve, con la quale il candidato espone il proprio lavoro ed evidenzia gli elementi sui quali si è maggiormente concentrato. All’interno dell’introduzione vengono dati al lettore spunti di riflessione per proseguire nella lettura ed approfondire la tematica.

Capitoli – La parte centrale della tesi è costituita dai capitoli, ciascuno con un proprio titolo, composti a loro volta da paragrafi ed eventuali sotto paragrafi.

Capitolo uno – Pablo Picasso, l’uomo e l’artista

Solitamente nel primo capitolo di una tesi di laurea il laureando si concentra sull’elemento correlato a quello primario dell’elaborato, che nel caso dell’esempio è Pablo Picasso.

Capitolo due – Guernica, analisi dell’opera

Nel secondo capitolo si entra nel cuore della tesi e si approfondisce appieno la tematica. Nel caso che si occupa si parla diffusamente dell’opera oggetto della scrittura con un’analisi basata essenzialmente sul pensiero dei critici e degli storici.

Capitolo tre – L’arte, strumento di denuncia dell’ingiustizia

Nel terzo capito si affronta una tematica derivata ma di enorme importanza ai fini della valutazione complessiva dell’elaborato finale. In sostanza, partendo dall’opera d’arte analizzata si evidenzia come la stessa possa rappresentare un veicolo di denuncia delle ingiustizie sociali.

Conclusioni – considerazioni personali sull’opera Guernica, il contesto storico e il pensiero dell’artista Pablo Picasso. Con le conclusioni, sintetiche al pari dell’introduzione, il candidato tira le somme del suo lavoro di ricerca ed esprime, nel caso, anche la propria personale opinione in proposito.

Bibliografia – Autore, titolo del testo, casa editrice, anno di stampa, numero di pagina. La bibliografia è l’elenco di tutti i testi utilizzati, con relativo autore, casa editrice, anno di stampa e pagina, dal quale sono state estrapolate le informazioni necessarie per la stesura.

Ringraziamenti – Omaggio del laureando ai familiari o insegnanti.

note

Autore immagine: tesi laurea di faithie


1 Commento

  1. Lo schema illustrato in questo articolo potrà essermi d’aiuto giusto per capire come impostare le mie ricerche ed il mio lavoro. La cosa che più mi annoia è scrivere le note… Mi hanno consigliato di riportare sempre le note… Note, note, note ovunque!

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