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Tangenti: la semplice richiesta della bustarella non è reato

19 Aprile 2013
Tangenti: la semplice richiesta della bustarella non è reato

La Cassazione interviene sulla differenza tra il reato di concussione e di induzione indebita.

La Corte di Cassazione [1], ha affermato che se i funzionari della Pubblica Amministrazione richiedono una tangente a un imprenditore agricolo per un accertamento tecnico non commettono il reato di concussione quando non lo costringono alla consegna della bustarella stessa.

Scatta, invece, al posto della concussione, il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità [2]. L’induzione infatti si ha in presenza di un’attività di suggestione, di persuasione o di pressione morale effettuata dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio nei confronti del privato che, seppur l’avverta come illecita, non sente condizionata la propria libertà di autodeterminazione.


note

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Articolo su Italia Oggi del 19.04.13, pag:  25

[1] Cass. sent. n. 17285 del 15.04.2013.

[2] Art. 319 quater cod. pen. “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da tre a otto anni.

Ne casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni”.


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