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Piccola evasione fiscale: è reato?

23 Aprile 2019 | Autore:

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Evasione fiscale: è sempre reato? Quali sanzioni prevede la legge per chi non paga le tasse? Qual è la soglia di punibilità? Cos’è la particolare tenuità?

L’evasione fiscale è spesso associata al carcere: chi non paga le tasse commette reato e, di conseguenza, rischia di essere condannato alla pena detentiva. Tutto ciò è vero, ma non sempre: non ogni evasione costituisce un illecito penalmente perseguibile. D’altronde, non sarebbe giusto punire con il carcere chi ha omesso di pagare un importo limitato di tasse, né chi si è macchiato di questa condotta in maniera non consapevole. Alla luce di quanto appena detto, la piccola evasione fiscale è reato?

Tendenzialmente, la risposta sarebbe negativa. Bisogna però intendersi e capire cosa significa “piccola evasione fiscale”: se con tale locuzione intendiamo semplicemente il mancato pagamento di alcune tasse, allora possiamo dire che essa non costituisce reato; al contrario, se con piccola evasione fiscale si intende che la soglia di punibilità penale è stata superata, seppur di poco, allora c’è la possibilità di riconoscere la particolare tenuità del fatto e di evitare la pena. Cosa dice la legge a proposito dell’evasione fiscale? Quando è reato e quando no? Quali sono le principali sanzioni che l’ordinamento giuridico italiano prevede per gli evasori? Se ritieni che questi argomenti possano essere di tuo interesse, allora ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme se e quando la piccola evasione fiscale è reato.

Cos’è l’evasione fiscale?

Prima di vedere quando la piccola evasione fiscale è reato, occorre comprendere cosa sia l’evasione fiscale. L’evasione fiscale consiste nella condotta del contribuente che si sottrae in tutto (evasione totale) o in parte (evasione parziale) all’obbligo di pagare le tasse.

Come vedremo nei prossimi paragrafi, ci sono tantissimi modi di realizzare l’evasione fiscale: omettendo di dichiarare il proprio reddito reale, dichiarando costi deducibili inesistenti, applicando un’aliquota fiscale diversa da quella prevista per legge; emettendo fatture false; ecc.

Evasione fiscale: com’è punita?

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’evasione fiscale è sostanzialmente un illecito tributario. Cosa significa? Vuol dire che le sanzioni previste per l’evasione fiscale sono prevalentemente di tipo pecuniario e

consistono nel pagamento di una somma di danaro, in genere proporzionata all’evasione commessa. La sanzione penale, e quindi la commissione del reato, scatta solamente quando l’evasione supera una determinata soglia (cosiddetta soglia di punibilità).

Possiamo quindi dire che la piccola evasione fiscale non è reato: essa diventa tale solamente quando supera la soglia stabilita dalla legge. Come vedremo nel prosieguo dell’articolo, poi, anche la piccola evasione che supera la soglia di punibilità, pur costituendo reato, può non essere punita se il giudice ritiene che il fatto sia di particolare tenuità.

Le sanzioni amministrative per l’evasore fiscale

Chi si macchia di evasione fiscale incorre innanzitutto in sanzioni di tipo economico (cioè, amministrativo). Le conseguenze in questo caso dipendono dalla tipologia della tassa non pagata: generalmente il contribuente riceve la cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione e dovrà pagare una sanzione sull’imposta dovuta. Se continuerà ad essere inadempiente, lo Stato potrà procedere contro di lui mediante esecuzione forzata, pignorando proprietà, case, terreni e perfino il conto corrente.

Analizziamo i principali tipi di evasione fiscale puniti con la sola sanzione amministrativa.

Evasione mediante mancato versamento diretto

Nel caso di evasione fiscale realizzata mediante ritardato od omesso versamento diretto (acconti, conguagli, versamenti periodici, ecc.) delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi, le sanzioni previste dalla legge vengono comminate nelle seguenti misure:

  1. per un ritardo non superiore a quindici giorni la sanzione è pari all’1% dell’importo non versato per ogni giorno di ritardo;
  2. per un ritardo superiore a quindici giorni ma non a novanta giorni, la sanzione amministrativa è del15% dell’importo non versato;
  3. nell’ipotesi di ritardato od omesso versamento fuori dai casi precedenti, la sanzione è pari al 30% dell’importo non versato.

Omessa dichiarazione e dichiarazione infedele

Le sanzioni economiche riguardanti la dichiarazione dei redditi sono le seguenti:

  • in caso di omessa dichiarazione, la sanzione è dal 120% al 240% delle imposte dovute e non può mai essere inferiore ai 258 euro. La sanzione è da 258 euro a 1.032 euro, se non sono dovute imposte. La sanzione è raddoppiabile per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili;
  • in caso di dichiarazione infedele, la sanzione è dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza di credito (la sanzione si applica anche se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni o deduzioni).

Evasione delle imposte sui redditi e Iva

In caso di omessa tenuta o conservazione della contabilità, la sanzione va da 1.032 euro a 7.746 euro.  Le sanzioni sono raddoppiate se dalle irregolarità emergono evasioni dei tributi diretti e dell’Iva complessivamente superiori, nell’esercizio, a 51.645,69 euro.

Evasione fiscale: quando è reato?

La piccola evasione fiscale non costituisce reato, nei limiti sopra visti; se, però, viene superata la soglia di punibilità prevista dalla legge, allora scattano le sanzioni penali. Il reato resta tale anche se la soglia è superata di poco: in questa ipotesi, però, la piccola evasione fiscale può essere “perdonata” se il giudice ritiene che il fatto sia di lieve entità.

Come vedremo di cui ad un istante, l’evasione fiscale costituisce delitto solamente quando le somme evase sono ingenti: pertanto, associare la parola “reato” a quelle di “piccola evasione” rappresenta un po’ un controsenso. Ciò è vero, fatta eccezione per alcune ipotesi di evasione, quale quella di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: in un caso del genere, anche una minima evasione costituisce reato. Analizziamo con calma le diverse fattispecie.

Dichiarazione fraudolenta: cos’è?

La prima ipotesi di evasione fiscale penalmente rilevante è quella di dichiarazione fraudolenta, che si configura quando il contribuente altera o falsifica i dati riportati nella dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o modificando le scritture contabili (per chi è tenuto a compilarle). La pena prevista per l’evasore è la reclusione da un anno e sei mesi fino a sei anni.

Secondo la legge [1], esistono due tipi di dichiarazione fraudolenta:

  • la prima è punita a prescindere dalle imposte evase e, pertanto, possiamo dire che si tratta di un’ipotesi in cui anche la piccola evasione fiscale è reato. Incorre in questo reato chi,  al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi;
  • il secondo tipo di dichiarazione fraudolenta, invece, viene commessa da chi, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente: l’imposta evasa è superiore a trentamila euro; gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione; gli elementi sottratti all’imposizione sono superiori a 1,5 milioni di euro; l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta sono superiori al 5% dell’imposta; l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta sono superiori a trentamila euro.

Dichiarazione infedele

Quando invece il contribuente, senza falsificare la dichiarazione, omette volontariamente di indicare alcuni redditi percepiti oppure aumenta le spese, si ha l’ipotesi della dichiarazione infedele, punita con la reclusione da uno a tre anni. Anche in questo caso, il reato scatta solo al raggiungimento di un tetto prefissato dalla legge:

  • l’imposta evasa deve essere superiore a centocinquantamila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% del totale o comunque i tre milioni di euro.

Omessa dichiarazione

Chi invece non presenta la dichiarazione dei redditi, Iva e anche del modello 770 entro novanta giorni dalla scadenza commette il reato di omessa dichiarazione ma solo a condizione che l’imposta evasa sia superiore a cinquantamila euro. La pena è la reclusione da uno a tre anni.

Favorire la piccola evasione: è reato?

Anche favorire la piccola evasione fiscale può costituire reato: si tratta del caso di emissione di fatture false e di occultamento di documenti contabili, ipotesi speculare a quella della dichiarazione fraudolenta vista qualche paragrafo più sopra. Mentre nella dichiarazione fraudolenta, però, ci si avvaleva di fatture o documenti contabili falsi, in questa ipotesi ad essere punito è colui che procura (cioè, emette) tale documentazione.

Di conseguenza, al di là delle soglie di punibilità,  è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

Il reato di omesso versamento

L’omesso versamento dell’Iva, entro il termine per l’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, da dichiarazione per importo superiore a 250.000 euro per ogni periodo è sanzionato con la reclusione da sei mesi a due anni. L’omesso versamento di  ritenute dovute o certificate entro il termine per la dichiarazione dei sostituti, per importo superiore a 150.000 euro per ogni periodo d’imposta è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Evasione fiscale: cos’è la particolare tenuità del fatto?

Nel caso in cui la soglia di punibilità sia stata superata ma solamente di poco (possiamo quindi parlare di piccola evasione fiscale), la legge consente di sottrarsi alla sanzione penale: per coloro che superano di poco la soglia di rilevanza penale è applicabile l’istituto giuridico della particolare tenuità del fatto [2], con possibilità di chiedere l’immediata archiviazione del procedimento e di evitare la pena.

In questa particolare ipotesi di piccola evasione fiscale, sebbene nessuna sanzione penale venga irrogata, resta la fedina penale macchiata e, ovviamente, il debito tributario che verrà iscritto a ruolo e confluirà nelle cartelle esattoriali. Con tutte le conseguenze sotto il profilo esecutivo che esse comportamento (pignoramenti, ipoteche, ecc.).

note

[1] Artt. 2 e 3, d. lgs. n. 74 del 10.03.2000.

[2] Art. 131-bis cod. pen.


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