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Come valutare un quadro

23 Aprile 2019 | Autore:
Come valutare un quadro

Quali elementi bisogna considerare per valutare un’opera? Perché è importante la valutazione di un quadro? Come si calcola il prezzo di un dipinto?

In tempi di crisi e di deprezzamento monetario, il consiglio è quello di investire i propri risparmi in beni non soggetti a svalutazione. Tra questi vi sono sicuramente gli immobili e gli oggetti preziosi, in primis l’oro. Tra i beni che non dovrebbero risentire della svalutazione v’è anche il patrimonio artistico: oggetti di pregiata manifattura, sculture, dipinti, ecc. Nello specifico, i quadri sono beni che possono raggiungere un valore vicino all’inestimabile. Ti sei mai chiesto come valutare un quadro? La domanda ti sembrerà poco pertinente con il mondo giuridico: in realtà, non è così. la stima di un quadro può essere di fondamentale importanza laddove si debba procedere ad un pignoramento. Pensa alla persona che vanta un ingente credito nei confronti di chi non possiede uno stipendio, né auto o casa di proprietà: in un’ipotesi del genere, non resta che rivalersi sui beni custoditi tra le mura dell’immobile in cui abita. Metti il caso che tre questi oggetti si nasconda un quadro di pregevole fattura, esteticamente molto bello: quale può essere il suo valore? A questo punto, rispondere a tale domanda diviene fondamentale. Se l’argomento ti interessa, allora prosegui nella lettura di questo articolo: vedremo insieme come valutare un quadro.

Pignoramento mobiliare: cos’è?

Abbiamo detto che la valutazione di un quadro diviene di fondamentale importanza nel momento in cui si deve procedere al pignoramento dei beni posseduti dal debitore. Prima di vedere come valutare un quadro, soffermiamoci un istante su questo aspetto.

Quando il debitore non paga spontaneamente il suo debito, il creditore può ricorrere all’esecuzione forzata: in poche parole, il creditore può “aggredire” i beni del debitore per soddisfarsi su di essi. E così, se il debitore possiede un’auto, una casa o qualsiasi altra proprietà, il creditore potrà ottenere il “congelamento” di tali beni in attesa che vengano venduti all’asta per consentirgli di rivalersi sul danaro ottenuto dalla vendita forzosa.

Quando il pignoramento, cioè l’atto con cui l’ufficiale giudiziario, su istanza del creditore, ingiunge al debitore di non disporre di parte del suo patrimonio perché destinato a soddisfare le esigenze del creditore, anticipa un’espropriazione sui beni mobili, allora il pignoramento potrà essere definito “mobiliare” proprio perché le cose che verranno espropriate sono beni mobili.

Valutazione quadri: perché è importante?

La valutazione di un quadro diviene importante nel momento in cui il pignoramento sia rivolto nei confronti dei beni mobili. Il codice di procedura civile [1] dice che, quando procede ad espropriazione mobiliare, il pignoramento deve essere eseguito sulle cose che l’ufficiale giudiziario ritiene di più facile e pronta liquidazione, nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all’importo del credito precettato aumentato della metà. In ogni caso, l’ufficiale giudiziario deve preferire il danaro contante, gli oggetti preziosi e i titoli di credito che ritiene di sicura realizzazione.

Di conseguenza, nel caso in cui l’ufficiale giudiziario, una volta effettuato l’accesso presso l’abitazione del debitore, non riesca a trovare gioielli, denaro o titoli di credito su cui poter soddisfare le pretese del creditore (oppure non ne trova per un valore sufficiente), potrà ritenere opportuno pignorare un quadro che ritiene di valore.

Il problema è che il creditore non può impossessarsi indistintamente dei beni del debitore: sia che vengano venduti all’asta, sia che gli vengano assegnati direttamente, è fondamentale conoscerne il valore. Se ipotizziamo, quindi, che sia stato pignorato un dipinto, diverrà importantissimo valutare il quadro.

Come si valuta un quadro?

La valutazione di un quadro è compito difficile che può essere affrontato solamente da un esperto. Con questo articolo, però, possiamo fornire alcune indicazioni utili.

Gli elementi fondamentali che bisogna tenere in considerazione quando si valuta un quadro sono:

  • l’autore;
  • l’epoca;
  • lo stato di conservazione;
  • l’autenticità.

L’autore del quadro

La prima cosa da fare nel valutare un quadro è quello di identificarne l’autore. Molto spesso il nome di questi si trova nella parte inferiore del dipinto; è possibile, tuttavia, che la firma manchi oppure non sia completamente leggibile. In casi del genere, l’esperto chiamato a valutare il quadro dovrà dimostrare tutta la sua abilità e la sua conoscenza: ed infatti, quando manca la firma dell’autore occorrerà riportare il quadro all’epoca in cui è stato dipinto, individuandone tutte le caratteristiche che consentono di identificare l’autore.

In pratica, gli esperti d’arte riescono a risalire all’autore di un quadro analizzandone le caratteristiche principali, come ad esempio il tratto, lo stile, il soggetto (o l’oggetto) ritratto. Insomma, l’esperto dovrà “interpretare” il quadro, cercando di risalire indietro nel tempo fino al suo autore.

L’epoca del quadro da valutare

Strettamente collegato all’autore è l’epoca in cui il quadro è stato realizzato. È chiaro che, se è stato identificato l’autore del dipinto, di conseguenza verrà facilmente individuata anche l’epoca. Molti bei quadri, però, restano anonimi, nel senso che, sebbene di pregevole fattura, non sono riconducibili ad alcun artista, probabilmente perché mai divenuto famoso.

Di conseguenza, anche se l’autore resta ignoto, lo studio del quadro consente all’esperto di ricondurlo all’epoca di appartenenza, magari anche alla corrente pittorica, elementi fondamentali per stimare il valore di un quadro.

Lo stato di conservazione del quadro

Secondo elemento di valutazione di un quadro è il suo stato di conservazione. In pratica, un quadro varrà sicuramente di più se si trova in un buono stato e se non presenta le imperfezioni tipiche dell’incuria o del trascorrere del tempo.

Pensa, ad esempio, alla tela che sia stata macchiata accidentalmente dal riversamento su di essa di un liquido (una bevanda, per dirne una); oppure al dipinto consumato dal tempo oppure eroso dall’esposizione ad agenti atmosferici.

L’autenticità del quadro

L’autenticità del quadro è elemento di valutazione fondamentale nel caso in cui si ritenga che il dipinto appartenga ad un noto autore: pensa, ad esempio, all’individuo che pensa di poter pagare un debito di milioni di euro ritenendo che il quadro esposto nel suo salotto sia un Van Gogh originale.

In un’ipotesi del genere, l’esperto chiamato a valutare il quadro dovrà capire se lo stesso sia un Van Gogh autentico oppure una semplice “crosta”, una scarsa imitazione.

Lo svelamento dell’autenticità di un dipinto è cosa difficile per diversi motivi:

  • innanzitutto, esistono dei falsari bravissimi, capaci di riprodurre le opere d’arte originali alla stregua del loro stesso autore;
  • in secondo luogo, non è sempre facile ricondurre un dipinto al suo autore, poiché gli artisti possono anche modificare il tratto nel corso della propria carriera. In altre parole, ciò che sembra un Picasso non necessariamente deve essere tale, potendo anche appartenere ad un autore simile.

Come si falsifica un quadro?

Esistono sostanzialmente due modi diversi di falsificare un quadro con la speranza che possa essere ricondotto ad un noto autore ed essere valutato con un prezzo “stellare”:

  • riprodurre ex novo un dipinto preesistente. In pratica, il falsario utilizza un quadro originale per copiarlo e realizzarne uno identico;
  • attribuire l’opera di un autore minore ad un autore molto più conosciuto, magari apponendo una firma falsa.

Ovviamente, in entrambi i casi l’occhio dell’esperto chiamato a valutare il quadro saprà discernere il vero dal falso. Il lavoro, però, non è così facile: basta pensare che i falsari di professione, al fine di spacciare una propria opera per quella di un noto artista del passato, utilizzano materiali antichi oppure invecchiati su cui lavorare, in modo tale da non tradirsi.

Facciamo un esempio. Tutti conoscono la Gioconda, il capolavoro di Leonardo da Vinci. La Monna Lisa è un dipinto a olio su tavola di legno di pioppo realizzato intorno ai primi anni del Cinquecento. Orbene, se un falsario volesse riprodurre la Gioconda dovrebbe munirsi di un legno antico perché, se venisse realizzato su uno nuovo, verrebbe immediatamente scoperto.

Altri elementi di valutazione di un quadro

Oltre all’autore, all’epoca, alla conservazione e all’autenticità, vi sono altri elementi di rilievo da tener presente in sede di valutazione di un quadro. Innanzitutto, è importante capire “com’è fatto” il quadro, cioè individuare quali materiali sono stati utilizzati per la sua creazione: ad esempio, un dipinto fatto con olio su tela può valere più di uno fatto con colori acrilici.

Anche le dimensioni del quadro contano: un dipinto molto grande varrà, almeno tendenzialmente, più di uno molto piccolo. Quando, però, le dimensioni cominciano a superare i due metri per due, allora la grandezza comincia ad essere un problema per via della difficile trasportabilità.

Come si calcola il valore di un quadro?

Forse non sai che gli esperti d’arte hanno stabilito una vera e propria formula in grado di determinare, in contanti, il valore di un quadro. Ovviamente, quando si parla di arte ci sono opere il cui valore è inestimabile: si potrebbe mai dare un prezzo alla Gioconda, alla Venere di Botticelli o all’Urlo di Munch?

La formula che sto per esporti vale solamente per quelle opere il cui valore in termini di autore, epoca, conservazione ed autenticità non sia elevato; in pratica, nessun calcolo potrà quantificare un Van Gogh. Per tradurre in contanti il valore di un dipinto occorre sommare la base e l’altezza dell’opera, moltiplicare il risultato per il coefficiente artistico e, infine, moltiplicare nuovamente per dieci. Il risultato darà una quotazione indicativa del quadro.

Facciamo un esempio. Un quadro delle dimensioni di cinquanta centimetri sia per base che per altezza e con un coefficiente artistico pari a 5, varrà 5.000 euro (50 + 50 = 100 X 5 = 500 X 10 = 5.000).

Coefficiente artistico: cos’è?

La formula che consente di determinare il prezzo di un quadro verte sostanzialmente intorno al cosiddetto coefficiente artistico. Di cosa si tratta? Il suddetto coefficiente non è altro che un numero stabilito dalle gallerie d’arte, d’accordo con gli autori, sulla base della credibilità e solidità dell’artista, cioè sulla base del suo curriculum, delle mostre personali e collettive, dei premi e riconoscimenti ottenuti, delle acquisizioni museali, delle recensioni e critiche, delle pubblicazioni.

note

 [1] Art. 517 cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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