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La polizia può controllare il cellulare?

23 Aprile 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Aprile 2019



Le forze dell’ordine possono guardare nel telefonino? In quali casi la polizia può sequestrare lo  smartphone? Quando la privacy può essere violata?

Il cellulare è diventato il centro della nostra vita: con lo smartphone telefoniamo, navighiamo in internet, inviamo e-mail e messaggi; possiamo perfino effettuare videochiamate. Nel cellulare ci sono tutti i nostri contatti, ma anche dati sensibili, informazioni personali e, perché no, segreti che non intendiamo rivelare: non a caso, la maggior parte dei moderni telefonini mette a disposizione degli utenti una vera e propria “cassaforte” ove conservare le notizie più riservate. Lo smartphone ha praticamente sostituito il vecchio diario personale. Ti sei chiesto: la polizia può controllare il tuo cellulare? È chiaro che le informazioni serbate nel tuo telefonino sono protette dalla privacy; ci sono, però, delle circostanze in cui tale riservatezza potrebbe essere violata per esigenze superiori, quali possono essere quelle di giustizia. Con questo articolo vorrei spiegarti se è possibile che un poliziotto o un carabiniere, nello svolgimento delle proprie mansioni, può prenderti il cellulare e controllare cosa c’è dentro. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme se la polizia può controllare il cellulare.

Cellulare: c’è la privacy?

Come anticipato, ciò che conservi nel tuo cellulare è coperto dalla privacy: ciò significa che è tuo diritto opporre la riservatezza personale alle informazioni che vi sono custodite. Quanto appena detto si traduce nell’impossibilità, da parte di terzi, di avere dati e notizie riservate presenti nella memoria del cellulare: pensa ai messaggi (sia Sms che quelli inviati attraversi sistemi di messaggistica istantanea come Whatsapp o Messenger), alle note, agli appunti, ai video, alle foto, ecc.

Insomma, poiché oggi è possibile utilizzare lo smartphone per molteplici scopi, tanto da aver sostituito il computer, l’accesso alle informazioni in esso contenute è impedito a chi non abbia l’autorizzazione del titolare. Chi “sbircia” senza consenso nel dispositivo altrui rischia di incorrere nelle sanzioni previste per chi viola la privacy, in primis quella risarcitoria.

La polizia può guardare nel cellulare?

La privacy che copre i dati presenti nel cellulare deve cedere il passo alle esigenze superiori di sicurezza: ciò significa che, per comprovate esigenze, le forze dell’ordine possono guardare nel cellulare. Di conseguenza, se vieni fermato dai carabinieri o dalla polizia ad un posto di blocco e ti viene chiesto di consegnare il cellulare, dovrai obbedire, rivelando anche la password che consente di sbloccare lo schermo, se necessario.

Vediamo più nel dettaglio quando la polizia può controllare il cellulare e leggervi le informazioni che vi sono all’interno.

Quando la polizia può sequestrare il telefonino?

Non sempre i carabinieri o la polizia possono controllare il cellulare: occorre che vi siano fondati motivi per farlo. In poche parole, se le forze dell’ordine ti fermano non potranno semplicemente controllarti i documenti e chiederti il cellulare per vedere cosa c’è dentro: occorrerà, invece, procedere al sequestro dello stesso.

Secondo la legge [1], per procedere al sequestro preventivo di una cosa la cui libera disponibilità può essere pericolosa per la pubblica sicurezza occorre che vi sia un provvedimento del giudice; tuttavia, nei casi di urgenza, quando non è possibile attendere il decreto del giudice né quello del pubblico ministero, la polizia giudiziaria procede d’ufficio, comunicando entro quarantotto ore l’avvenuto sequestro al p.m. affinché lo convalidi.

In breve, avviene ciò: se la polizia ritiene che ci sia una cosa da dover sequestrare, può procedere anche senza decreto del giudice o del p.m., ma solo se vi sia un’estrema urgenza. Pensa ad un posto di blocco durante il quale viene rinvenuta, all’interno di un’auto sospetta, una pistola carica.

Tornando al caso del telefonino, la polizia potrà procedere al sequestro solamente se:

  • è già stata emesso un decreto del giudice che consente alle forze dell’ordine di sequestrare il bene; in questo caso, la polizia sarà tenuta a mostrare il provvedimento;
  • anche senza decreto, v’è particolare urgenza a procedere al sequestro. In questa ipotesi, dopo il sequestro verrà trasmesso il relativo verbale al p.m. affinché lo convalidi.

Pertanto, la polizia potrà sequestrare (e, di conseguenza, controllare) il tuo cellulare solamente se vi siano fondati e urgenti motivi: ad esempio, v’è il sospetto che con quel cellulare potresti chiamare alcuni complici per avvertirli del pericolo oppure per comunicare un’intenzione criminosa.

Cosa succede se mi oppongo al controllo del mio cellulare?

Soprattutto nei casi d’urgenza, quando cioè la polizia non può mostrare alcun decreto (cosiddetto “mandato”) che legittimi il sequestro, la persona fermata potrebbe opporsi alla volontà delle forze dell’ordine, reputandole una forma di vessazione e prepotenza. Cosa succede se ti opponi agli agenti e rifiuti di consegnare il cellulare, ovvero di comunicare la password o il codice pin?

Ebbene, sappi che, se poni in essere una di queste condotte, potresti integrare il reato di resistenza a pubblico ufficiale [2], punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Quando la polizia non può controllare il cellulare?

Vi sono casi in cui è evidente che la polizia non abbia alcun diritto di controllare il cellulare: pensa all’ipotesi in cui la polizia venga a casa tua solamente per notificarti un’informazione di garanzia oppure un avviso di conclusione delle indagini. In ipotesi del genere, nessuna urgenza potrebbe giustificare il controllo del telefonino.

Quando la polizia può controllare il telefonino?

Al contrario, la polizia potrà controllare il cellulare in presenza di una regolare perquisizione o ispezione, quando procede a sequestro (anche d’urgenza) e perfino nei casi di arresto in flagranza, se ritiene che le informazioni presenti nel telefonino possano essere di immediata rilevanza per il prosieguo delle indagini.

note

[1] Art. 321 cod. proc. pen.

[2] Art. 337 cod. proc. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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