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Ritiro patente per eccesso di velocità: ultime sentenze

10 Maggio 2019
Ritiro patente per eccesso di velocità: ultime sentenze

Circolazione stradale e violazione dei limiti di velocità; verbale di accertamento; sanzioni amministrative; sanzione accessoria; termine prescrizionale di cinque anni; ritiro della patente all’atto dell’accertamento della violazione principale; reato di concussione.

Eccesso di velocità e sanzioni

È dichiarata manifestamente inammissibile – in ragione di plurimi profili ostativi – la questione di legittimità costituzionale dell’art. 126- bis, comma 2, del d.lgs. n. 285 del 1992, nel testo modificato dall’art. 2, comma 164, lett. a) e b), del d.l. n. 262 del 2006 (convertito dalla legge n. 286 del 2006), censurato dal Giudice di pace di Grosseto, in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost., nella parte in cui, prevedendo la sanzione amministrativa pecuniaria da 286 a 1.142 euro per il proprietario del veicolo che non comunichi all’organo di polizia i dati personali e della patente del conducente trasgressore, senza graduarne l’ammontare in base alla gravità dell’infrazione principale, consentirebbe ai soggetti con maggiori risorse economiche, tramite il pagamento della sanzione (minima), di eludere l’applicazione della sanzione accessoria (decurtazione di punti) comminata per l’infrazione principale.

L’ordinanza di rimessione è carente di riferimenti al tipo e alle caratteristiche dell’autovettura con cui è stata commessa l’infrazione principale (in specie, eccesso di velocità), nonché alle condizioni economico-patrimoniali del ricorrente nel giudizio a quo, e tali lacune – concernenti circostanze pregnanti nella prospettazione delle censure – comportano difetto di motivazione sulla rilevanza, rendendo la questione astratta ed ipotetica.

La censura riferita all’art. 53 Cost. è altresì priva di adeguata motivazione e ciò costituisce ragione di manifesta inammissibilità preliminare ed assorbente rispetto all’inconferenza di detto parametro, non evocato in riferimento ad obblighi tributari. Infine, il petitum additivo formulato dal rimettente è connotato da un cospicuo tasso di manipolatività, derivante dalla natura creativa e non costituzionalmente obbligata della soluzione evocata, in un ambito riservato alla discrezionalità del legislatore.

Corte Costituzionale, 13/01/2017, n.12

Verbali di contestazione dell’infrazione

Il vice capo ufficio verbali non è responsabile, per grave negligenza in servizio, dell’omessa redazione da parte dell’ufficio di appartenenza, dei verbali di contestazione dell’infrazione di cui all’art. 126-bis, comma 2 ultimo periodo, del codice della strada (trattasi della sanzione per il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido, che ometta, senza giustificato e documentato motivo, di fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione per eccesso di velocità rilevato tramite autovelox, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione), qualora non abbia ricevuto dall’Amministrazione specifico incarico di trattare la redazione dei verbali suddetti.

TAR Genova, (Liguria) sez. II, 19/05/2017, n.442

Violazione del Codice della strada: eccesso di velocità

La sanzione accessoria della sospensione temporanea della patente che consegue di diritto ad alcune violazioni del c. strad., (nella specie, eccesso di velocità), può essere irrogata nel termine generale della prescrizione quinquennale, anche in caso di contestazione differita e, quindi, di mancato ritiro immediato del documento di guida da parte degli organi accertatori, nonché in caso di acquiescenza alla sanzione pecuniaria principale, che già conteneva i presupposti per l’applicazione della sanzione accessoria, in quanto non essendo più impugnabile nè in sede amministrativa, né in sede giurisdizionale, non può farsi luogo ad alcun accertamento di fatto che solo il contravventore avrebbe potuto sollecitare con un’opposizione tempestiva.

Cassazione civile sez. I, 09/03/2001, n.3455

Mancato ritiro immediato del documento di guida

La sanzione accessoria della sospensione temporanea della patente di guida può essere irrogata nel termine generale di prescrizione quinquennale, ove consegua per legge alla violazione di determinate norme del codice della strada (nella specie, eccesso di velocità), per la quale è stata applicata la sanzione pecuniaria principale, e ciò anche in caso di contestazione differita o di mancato ritiro immediato del documento di guida da parte degli organi accertatori, non costituendo questo ultimo fatto presupposto indefettibile per l’applicazione di detta sanzione accessoria.

Cassazione civile sez. I, 05/05/2006, n.10373

Ritiro della patente e notifica del provvedimento prefettizio

In tema di sospensione della patente di guida in seguito a violazione dei limiti di velocità, i termini di cui all’art. 218 c. strad. per l’emanazione dell’ordinanza prefettizia devono ritenersi perentori nel senso che il provvedimento che applica la sanzione accessoria deve essere notificato al trasgressore nel termine massimo di venti giorni dal ritiro e comunque, laddove il termine sia già decorso, immediatamente dopo l’adozione del provvedimento.

Ne consegue che va accolto il ricorso contro l’ordinanza ingiunzione che dispone la suddetta sanzione, laddove, come nel caso di specie, sia trascorso un tempo eccessivo tra la data di ritiro della patente e la notifica del provvedimento prefettizio, dovendo considerarsi tale, e quindi non giustificabile, un ritardo nella notifica dell’ordinanza di ben nove giorni, diventati poi dodici al momento di ricevimento dell’atto da parte del destinatario.

Giudice di pace Terralba, 20/06/2007, n.7

Concussione: responsabilità agente della polizia stradale

Ai fini della costrizione nel reato di concussione non è necessario che l’attività compiuta dall’agente sia di per sé illegittima o illecita, potendo il requisito della costrizione e/o induzione della vittima essere integrato anche attraverso la prospettazione del compimento di un atto doveroso.

(Nella specie, la Corte ha riconosciuto la responsabilità di un agente di una pattuglia della polizia stradale che aveva fermato il conducente di un autotreno, perché aveva superato i limiti di velocità, ma invece di sanzionarlo gli aveva prospettato di versare 100 Euro anziché i 275 Euro della sanzione amministrativa e il ritiro della patente).

Cassazione penale sez. II, 08/11/2012, n.11887

Falsa attestazione della Polizia stradale

L’innocuità del fatto ricorre solo allorché la condotta determini un’alterazione irrilevante per il significato dell’atto, tale pertanto da non incidere concretamente sulla funzione documentale dello stesso e sul’interesse tutelato della norma incriminatrice.

(Riconosciuta nella specie, la responsabilità di un vicesovrintendente della Polizia stradale che aveva attestato falsamente nel relativo verbale di aver fermato una persona a seguito di un controllo casuale su strada, in quanto in sospetto stato di ebbrezza, laddove il controllo era avvenuto invece presso la sede degli uffici della Polizia stradale di Verbania dopo che il veicolo vi era stato condotto dallo stesso automobilista senza che ne fosse verificata l’idoneità alla guida, a seguito di un controllo eseguito in precedenza, con ritiro della patente di guida nei confronti dell’originario conducente per velocità eccessiva e guida in stato di ebbrezza).

Cassazione penale sez. V, 24/09/2013, n.44839

Decurtazione dei punti della patente di guida per eccesso di velocità

In materia di sanzioni amministrative vige il principio di legalità, secondo cui (art. 1 l. n. 689 del 1981) nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione; tuttavia nella materia delle sanzioni amministrative non trova applicazione il principio di retroattività della disposizione più favorevole, previsto in materia penale dall’art. 2 c.p.; pertanto è legittima la sanzione della decurtazione di 20 punti della patente di guida irrogate per eccesso di velocità in ragione della disciplina anteriore al 1 agosto 2003, non rilevando che a decorrere dall’1 agosto 2003 sia entrata in vigore la disposizione che ha limitato a dieci punti la sanzione della decurtazione per tale infrazione e ne ha reso applicabile la disposizione ai soli titolari di patenti rilasciate a decorrere dall’1 ottobre 2003.

Consiglio di Stato sez. VI, 03/06/2010, n.3497

Impugnazione alla sospensione della patente di guida

In tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del Codice della strada, il verbale di accertamento elevato per eccesso di velocità ai sensi dell’art. 142 c. strad., non è impugnabile autonomamente per la parte che ha ad oggetto la sospensione della patente di guida anche se privo dell’indicazione della durata della misura preannunciata, atteso che tale sanzione, di natura accessoria, può essere invocata solo con specifico provvedimento prefettizio, impugnabile eventualmente, con l’opposizione ai sensi dell’art. 22 l. n. 689 del 1981.

Cassazione civile sez. II, 16/07/2010, n.16668

Superamento di 40 Km orari del limite massimo consentito

In materia di sanzioni amministrative, relative alla violazione di norme sulla circolazione stradale, in caso di opposizione all’autorità giudiziaria, di cui all’art. 205 c. strad., si applica la regola generale sulla competenza territoriale del foro della commessa violazione, come stabilita dall’art. 22 l. 24 novembre 1981 n. 689.

Pertanto l’opposizione al pretore, anche alla sola sospensione della patente di guida da parte del prefetto, quale pena accessoria della violazione dell’art. 142, comma 9 c. strad. (eccesso di velocità con superamento di 40 Km orari del limite massimo consentito), resta comunque nella competenza territoriale del pretore del luogo della commessa violazione, qualunque sia l’autorità amministrativa che successivamente applica la pena c.d. “principale” relativa alla violazione.

Pretura Torino, 03/11/1993

Eccesso di velocità e incidente stradale

L’agente di polizia di Stato, cui sia stata affidata la guida di un’autovettura per compiti di istituto e che, essendo stato colto da un malore, abbia ceduto la guida del veicolo ad un collega sprovvisto di patente militare e non addestrato alla guida veloce, per essere trasportato in ospedale, non ha diritto ad essere risarcito dei danni subiti a causa di un incidente stradale, verificatosi durante il trasporto per eccesso di velocità, nè da parte del conducente, né da parte del ministero dell’Interno, proprietario dell’autovettura.

L’agente anzidetto, invero, con il suo comportamento, non è rimasto estraneo all’anomala circolazione del veicolo, ma si è volontariamente assunto l’alea derivante da tale circolazione, non connessa alle esigenze di servizio affidatogli.

Tribunale Roma, 30/03/1989

Data di accertamento dell’eccesso di velocità

In caso di sospensione di patente di guida per eccesso di velocità, il possesso triennale minimo della patente, richiesto dall’art. 142 comma 9 del Codice della strada, per irrogarsi, da parte del prefetto, la più lieve pena accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, anziché quella più grave da tre a sei mesi per chi possiede la patente da meno di 3 anni, deve essere calcolato dalla data di rilascio della patente di guida alla data in cui il prefetto emette il provvedimento di sospensione, e non alla data dell’accertamento dell’eccesso di velocità.

Pretura Torino, 24/01/1997

note

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