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Assegno divorzio e nuova relazione: ultime sentenze

7 Maggio 2021
Assegno divorzio e nuova relazione: ultime sentenze

Nuova relazione; assegno divorzile; convivenza e coabitazione; nuova famiglia;  revoca dell’assegno di divorzio; nascita di un figlio dalla nuova relazione; dovere di solidarietà, violazione degli obblighi di assistenza.

Se l’ex moglie ha una nuova relazione è revocato il mantenimento? Che succede se l’ex coniuge ha figli da una nuova relazione? In quali casi viene revocato l’assegno di divorzio? L’assegno divorzile è revocato anche se la nuova relazione dell’ex coniuge corrisponde ad un legame di fatto.

Quando l’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile?

L’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile se risulta provata la sua relazione stabile con un nuovo partner. (Nella fattispecie la Cassazione ha bocciato per vizio di motivazione la sentenza di merito che ha mantenuto a carico dell’ex marito l’assegno divorzile, nonostante l’esistenza di un rapporto sentimentale pluriennale e consolidato tra la donna e il suo nuovo partner, caratterizzato da ufficialità, con frequentazione quotidiana e periodi di piena ed effettiva convivenza.

Per i giudici di merito tale relazione non poteva “per ciò solo dirsi connotata da quei caratteri continuità e stabilità” necessari per ipotizzare la creazione tra la donna e il suo partner di una nuova famiglia di fatto).

Cassazione civile sez. VI, 16/10/2020, n.22604

Incidenza dell’instaurazione di nuova relazione dell’ex coniuge

Va annullata la pronuncia con cui i giudici del merito abbiano riconosciuto la sussistenza di un obbligo di contribuzione mensile a carico dell’ex marito laddove l’ex moglie abbia instaurato una nuova relazione con il nuovo compagno ed il giudice non abbia fornito adeguata motivazione in relazione ai requisiti di stabilità e continuità della stessa (nella specie, la motivazione si rivelava contraddittoria anche laddove si leggeva che, in riferimento alla quantificazione del contributo di mantenimento, l’ex moglie aveva dato vita ad una nuova stabile e consolidata relazione affettiva con un nuovo compagno. Tale assunto si poneva in evidente contrasto con quanto prima affermato circa l’insussistenza dei caratteri di stabilità e continuità della relazione. A detta della Corte, ricorreva, pertanto, quell’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, il vizio risulta dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali, e la motivazione non raggiunge il “minimo costituzionale”).

Cassazione civile sez. VI, 16/10/2020, n.22604

Revoca dell’assegno divorzile

Ove il coniuge divorziato instauri una nuova famiglia, ancorché di fatto, viene definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità in suo favore dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso.

Tribunale Ancona sez. I, 21/05/2018

Nuova relazione dell’ex coniuge

La sussistenza di un nuovo legame affettivo per l’ex coniuge destinatario dell’assegno divorzile, anche nel caso in cui si tratti di un mero legame di fatto, comporta automaticamente il venir meno di ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, restando definitivamente escluso il relativo diritto (nel caso di specie, essendo emersi numerosi elementi a conferma della natura stabile della nuova convivenza dell’ex coniuge, è revocato l’assegno divorzile in suo favore).

Tribunale Ancona sez. I, 21/05/2018

Nuova relazione senza convivenza

Qualora, in sede di divorzio, emerga che il coniuge resistente abbia intrapreso una nuova relazione, anche se la stessa non abbia comportato la stabile convivenza con il nuovo partner e si sia, in una fase successiva, conclusa, deve rilevarsi il venir meno del presupposto necessario per il riconoscimento dell’assegno di mantenimento, posto che la formazione di una famiglia di fatto costituisce espressione di una scelta di vita esistenziale e consapevole, con assunzione del rischio della cessazione del rapporto.

Tribunale Como, 12/04/2018

Nuova relazione e progetto di vita in comune

La mancanza di coabitazione tra la richiedente l’assegno divorzile e il nuovo compagno non vale a superare la prova della sussistenza di un progetto di vita in comune, presupposto per l’esclusione del diritto all’assegno, in quanto le ragioni sottese alla scelta della non coabitazione (ormai in alcuni casi assente anche nelle coppie coniugate) possono essere molteplici, non ultima anche quella volta a tentare di evitare di perdere il diritto all’assegno divorzile stesso.

Tribunale Milano sez. IX, 30/01/2018

Cessazione della solidarietà fra ex coniugi

L’instaurazione di una convivenza stabile e caratterizzata dalla relazione affettiva fra i conviventi comporta il venir meno dell’obbligo di versare l’assegno di divorzio, di cui all’art. 5 legge n. 898 del 1970, per effetto della cessazione della solidarietà che caratterizza i rapporti fra gli ex coniugi dopo il divorzio.

Cassazione civile sez. VI, 22/05/2017, n.12879

Nuova relazione e figli

Se è vero che la giurisprudenza non riconduce automaticamente alla formazione di un nuovo nucleo familiare l’effetto di determinare una riduzione degli oneri di mantenimento dei figli nati da un precedente matrimonio, è altresì vero che la formazione di una nuova famiglia e la nascita di figli dal nuovo partner, determinando la nascita di nuovi obblighi di carattere economico, deve essere valutata come circostanza sopravvenuta che può portare alla modifica delle condizioni stabilite nella separazione o nel divorzio, ovvero del provvedimento del giudice in merito al mantenimento dei figli.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2016, n.14175

Nuova famiglia e assegno divorzile

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso.

Cassazione civile sez. VI, 08/02/2016, n.2466

Determinazione dell’assegno divorzile

In tema di determinazione dell’assegno divorzile, deve potersi ritenere sussistente la esistenza di un reddito superiore rispetto a quello dichiarato a fini fiscali dall’imprenditore, in ragione dal tenore di vita tenuto dallo stesso e dalla decisiva circostanza che l’uomo aveva continuato a corrispondere lo stesso contributo complessivo mensile alla moglie e alle figlie nonostante la nascita di una nuova figlia da altra relazione.

Cassazione civile sez. VI, 07/09/2015, n.17738

Modifica dell’assegno

La sentenza di divorzio, in relazione alle statuizioni di carattere patrimoniale in essa contenute, passa in cosa giudicata “rebus sic stantibus”; tuttavia, la sopravvenienza di fatti nuovi, successivi alla sentenza di divorzio, non è di per sé idonea ad incidere direttamente ed immediatamente sulle statuizioni di ordine economico da essa recate e a determinarne automaticamente la modifica, essendo al contrario necessario che i “giustificati motivi” sopravvenuti siano esaminati, ai sensi dell’art. 9 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, e succ. modif., dal giudice di tale norma previsto, e che questi, valutati detti fatti, rimodelli, in relazione alla nuova situazione, ricorrendone le condizioni di legge, le precedenti statuizioni.

Da tanto consegue che l’ex coniuge, tenuto, in forza della sentenza di divorzio, alla somministrazione periodica dell’assegno divorzile, il quale abbia ricevuto la notifica di atto di precetto con l’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dalla predetta sentenza, non può – in assenza di revisione, ai sensi del citato art. 9 della legge n. 898 del 1970, delle disposizioni concernenti la misura dell’assegno di divorzio da corrispondere all’ex coniuge – dedurre la sopravvenienza del fatto nuovo, in ipotesi suscettibile di determinare la modifica dell’originaria statuizione contenuta nella sentenza di divorzio, nel giudizio di opposizione a precetto, essendo del pari da escludere che il giudice di questa opposizione debba rimettere la causa al giudice competente ex art. 9 della legge n. 898 del 1970.

Cassazione civile sez. VI, 18/07/2013, n.17618


note

Autore immagine: assegno di divorzio di Pixel-Shot


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