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Si può scappare dai debiti?

23 Aprile 2019 | Autore:
Si può scappare dai debiti?

La legge può cancellare quanto dovuto a costo zero se si dimostra di essere nullatenente. Cosa non impossibile per evitare il pignoramento. Provare a sparire?

«Prendi i debiti e scappa». Così avrebbe potuto intitolare il suo film Woody Allen se anziché essere un imbranato rapinatore fosse stato un furbo cittadino con poca voglia di pagare i suoi creditori. Si può scappare dai debiti? E si può scappare dai creditori? Tutto è possibile, con un po’ di fantasia e zero scrupoli. La fantasia serve a dimostrare che non hai un solo euro né sul conto corrente né sotto il materasso. Parafrasando questa volta José Mourinho, «zeru euro, zeru debiti».

Il vero paradosso è chiedersi se la legge lo consente: scappare dai debiti è possibile proprio grazie alla legge. La vecchia «Salva-suicidi» del 2012 aveva spianato la strada a chi voleva vedersi ridotto l’importo da pagare: bastava presentare un’istanza in tal senso al giudice con l’aiuto di un professionista e garantire al creditore il minimo indispensabile. La nuova normativa non solo ha spianato quella strada ma l’ha pure asfaltata e dotata di guardrail: oggi dichiari di essere nullatenente e non dovrai pagare un centesimo.

Bisogna, però dimostrarlo. Ed è per questo che cambia la domanda: non più «si può scappare dai debiti?» ma «come si può scappare dai debiti?».

Bada bene, però: ci sono anche dei debiti che non si possono cancellare, ai quali in qualche modo dovrai fare fronte. E, siccome avrai dichiarato di non avere un euro, forse ti sarà utile leggere questo nostro articolo in cui rispondiamo alla domanda che potresti porti: «Come uscire dai debiti senza soldi?».

Scappare dai debiti: la nuova normativa

Andata in soffitta la legge «Salva-suicidi» [1] che consentiva di rivolgersi ad un tribunale per arrivare a patti con i creditori e di vedersi ridurre quanto dovuto, oggi chi vuole scappare dai debiti deve puntare su un’altra legge, più nuova e più conveniente. Si tratta del codice della crisi di impresa dell’insolvenza [2] che elimina il termine «fallimento» e lo sostituisce con «liquidazione giudiziale». Puoi trovare qui il testo integrale della normativa.

All’interno di questo codice c’è una sezione denominata «liquidazione controllata del sovraindebitamento». Ed è qui che ci sono le novità più interessanti per chi vuole scappare dai debiti.

In sostanza, l’esdebitazione, cioè la procedura che impedisce di pretendere dal debitore i crediti insoddisfatti dopo una liquidazione dei beni concordata, viene oggi allargata a chi non è in grado di offrire alcunché al creditore. Significa che se sei nullatenente, se non possiedi alcunché, se i soldi li vedi e continuerai a vederli in futuro in televisione ma non nel tuo portafoglio, nessuno può pretendere che ti paghi un debito. Ma significa, soprattutto, per il debitore di avere la concreta possibilità di scappare dai debiti e per il creditore di doversi rassegnare a mollare definitivamente il colpo, liberando la controparte senza incassare un solo euro.

Scappare dai debiti: a quali condizioni?

La prima: tale mossa è consentita una sola volta nella vita. Vuol dire che se ti liberi oggi dai debiti grazie alla nuova legge, domani devi stare ben attendo a non lasciare in sospeso nemmeno il pagamento di un caffè.

Il guaio per chi vuole sistematicamente scappare dai debiti è che se un giorno la fortuna gli sorride, quel giorno dovrà pagare. In pratica, immagina che oggi benefici di questa sorta di liberatoria a costo zero. E che nei 4 anni successivi ti arriva una manna dal cielo (delle proprietà immobiliari, i soldi di un’eredità, ecc.). Se con queste utilità si riesce a versare almeno il 10% di quello che dovevi ai tuoi creditori, ti toccherà pagare. Si deve, però arrivare al 10%.

Riassumendo: se non hai nulla o quasi e lo puoi dimostrare, i tuoi debiti vengono cancellati senza pagare. Che tu sia un privato oppure un socio illimitatamente responsabile per debiti estranei a quelli sociali.

Scappare dai debiti: si può fare in famiglia?

Prendi i debiti e scappa. Ma non necessariamente in bicicletta: anche in auto o in camper, con tutta la famiglia. La nuova normativa sul sovraindebitamento, infatti, consente di chiedere l’avvio di una sola procedura se all’interno della stessa famiglia ci sono più debitori. Azzeramento per tutti senza costi, insomma. Purché – è utile ribadirlo – si dimostri che nessuno è in grado di tirar fuori i soldi e che nessuno ha delle proprietà da utilizzare per accontentare i debitori. E come si fa? Vediamo.

Scappare dai debiti: come diventare nullatenente?

Per poter scappare dai debiti, dunque, bisogna dimostrare di essere nullatenenti. Non è difficile se non si è mai vista la fortuna in faccia. Non è facile per chi ama vivere in modo agiato e non è capace di nascondere la bella auto, l’abbronzatura perenne o la casa al mare. Magari tutti questi «vizi» se li è procurati facendo dei debiti mai restituiti. Non è facile per lui, ma nemmeno impossibile. Si può diventare nullatenente apposta per scappare dai debiti e non fare fatica a vivere.

Questi non sono dei consigli ma dei dati di fatto. Uno dei modi in cui i furbi diventano nullatenenti per non pagare un debito nemmeno al Fisco è quello di intestare le proprietà agli altri. Casa, auto, moto, conto corrente, carta di credito e chi più ne ha più ne imboschi. Se nulla possiedo, nulla mi potrà essere pignorato.

Il lavoro? Rigorosamente in nero. Una busta paga, una ricevuta o una fattura, infatti, potrebbero dimostrare che ha un reddito. Ed è proprio quello che il nullatenente di mestiere non vuole che si sappia.

La banca? Questione di abilità. Si può anche avere un conto corrente, per carità. Basta svuotarlo ogni volta che l’Agenzia delle Entrate possa metterci le mani sopra oppure prima che un giudice possa costringere il furbo a pagare un creditore. Oggi la legge non pone limiti ai prelievi, quindi la manovra non è complicata. In questo caso sì: prendi i soldi e scappa. Li tieni nascosti dove nessuno possa trovarli (avrai un amico di fiducia al quale offrire un’aragosta a operazione conclusa) e quando il pignoramento sarà stato dichiarato fallito, li prendi e li rimetti sul conto. Oppure, per non dare nell’occhio, li tieni al sicuro nel solito posto.

La casa? Nemmeno questo è un problema per l’aspirante nullatenente che vuole scappare dai debiti. Il furbo professionista abita nella casa di un altro, possibilmente in affitto o meglio ancora in usufrutto a vita. In questo modo, se il padrone di casa dovesse lasciare ad un parente una parte di proprietà, da lì non lo caccia via nessuno. Oppure vive a casa sua, in quell’immobile intestato ad un altro.

La casa va arredata, però. E ci mancherebbe altro. Anche in questo caso basta intestare il tappeto pregiato o il mobile antico a qualche amico in modo da non rischiare il pignoramento.

In sostanza: il nullatenente forzato dimostra apertamente la sua condizione pur vivendo in modo più che dignitoso. Nulla ha, nulla possiede. Nemmeno un debito, perché, come abbiamo visto prima, chi non ha un euro e lo dimostra può beneficiare della legge che lo libera da ogni pena a costo zero.

Scappare dai debiti: si può diventare irreperibili?

Prendiamo la domanda proprio alla lettera: si può «scappare» dai debiti? Dove per «scappare» si intende proprio sparire nel nulla, rendersi irreperibili?

Tutto si può tentare, ma la legge non lo consente, anzi: la legge impone di essere reperibili e di dichiarare la propria residenza perfino su una panchina di un parco se si è un senzatetto. C’è, però, chi ci prova. Ad esempio, cambiando casa e non comunicando la nuova residenza al Comune. Così facendo, avranno, comunque, valore le notifiche di multe o di cartelle di pagamento lasciate all’ultimo indirizzo conosciuto. Cosa, però, che importa poco al nostro soggetto: lui vuole scappare dai debiti, compresi quelli contratti con il Fisco.

Nel momento in cui si diventa irreperibili per il Comune, cioè nessuno trova la persona sparita nonostante numerosi tentativi, si viene cancellati dai registri anagrafici. Qui, le conseguenze vanno ben oltre il non pagare i debiti: si perde il diritto al voto, ai certificati anagrafici, ai documenti di identità e alla tessera sanitaria. Chi intende scappare dai debiti in questo modo, meglio che resti in salute a vita.

Naturalmente, una persona che vuole rendersi irreperibile per non essere acciuffato dai creditori provvederà anche a togliere il suo nome dal citofono e dalla porta di ingresso oltre che dall’elenco telefonico.

L’irreperibilità ha una prescrizione?

Giriamo la domanda in questo modo: ma quanto si può essere irreperibili e continuare a fare la stessa vita di prima? A voler ben vedere, non molto a lungo. Dopo 10 anni dal giorno in cui si hanno avuto le tue ultime notizie, un pubblico ministero, un parente o chi vanta i tuoi diritti può presentare un’istanza in tribunale per chiedere una sentenza con cui si dichiari la tua morte presunta. Il tuo «possibile decesso» verrà datato il giorno in cui hai fatto perdere le tue tracce.

Potresti pensare: «Meglio ancora, mai verranno i creditori da un defunto», ed invece non sarà proprio uno spasso per te. La dichiarazione di morte presunta, infatti, riabilita l’utilizzo dei tuoi beni. Significa che un tuo erede o chi sia legittimamente entrato in possesso delle tue cose, può tranquillamente venderle o farle sparire e nessuno dovrà più pagare i tuoi debiti. Se ci ripensi e ti fai rivedere, puoi rientrare in possesso di tutto quanto. Ma sai anche chi ti starà aspettando alla porta.

Scappare dai debiti: il pignoramento è sempre escluso?

Non è detto che chi vuole scappare dai debiti perché nullatenente non sia destinatario di un pignoramento. Spesso vige, infatti, la regola del «non si sa mai». Il creditore che non si arrende spulcia l’Anagrafe tributaria, a cui ha accesso se autorizzato dal giudice. E può scoprire, ad esempio, che il cosiddetto nullatenente in realtà percepisce qualche reddito per collaborazioni o consulenze. Oppure che incassa degli affitti. Ecco dove va a mettere le mani il creditore: non necessariamente su quello che non può portarsi via (la prima casa, il letto) ma sui soldi che guadagna chi non ha alcuna proprietà intestata a suo nome.

Può anche attingere dai soldi che il debitore dovrà incassare nel tempo. Pensa, ad esempio, a chi ha avuto un incidente stradale oppure ha vinto una causa di lavoro e attende i soldi del risarcimento. Se il creditore sa come muoversi, avvierà la procedura destinata al pignoramento conto terzi, cioè: i soldi del risarcimento (almeno quelli pari al credito vantato) finiranno sul conto del creditore (ha la priorità) prima che su quello del debitore che ha vinto la causa.

Non si esclude nemmeno che il creditore agisca contro i beni che non sono di proprietà del debitore. Ad esempio, può pignorare il 50% dei beni della moglie se questa vive in regime di comunione dei beni con il marito debitore. Così come può farsi vivo al momento dell’eredità o quando, anni dopo, il debitore si creda ormai immune si intesti una casa o un’auto. Tutte ipotesi che puoi approfondire in questo articolo.


note

[1] Legge n. 3/2012.

[2] In attuazione della legge n. 155/2017 del 19.10.2017.


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