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Bonus prima casa

16 Maggio 2019
Bonus prima casa

Tutte le agevolazioni previste per l’acquisto della prima abitazione: come e quando ottenerle e quanto si risparmia.

L’acquisto di un’abitazione rappresenta da sempre una delle principali forme di investimento. Forse non sai che, in presenza di determinate condizioni, puoi beneficiare di numerose agevolazioni fiscali che favoriscono e semplificano l’acquisto della prima casa e ti permettono di risparmiare sulle imposte dovute in sede di stipula dell’atto di acquisto. Inoltre, sono previste una serie di detrazioni per chi decide di effettuare degli interventi sulla propria abitazione (ad esempio, lavori di ristrutturazione). In questo articolo, ti fornirò una guida completa per capire passo passo come usufruire del bonus prima casa 2019.

Cos’è il bonus prima casa?

Il bonus prima casa è un’agevolazione che ti consente di usufruire di una riduzione delle imposte sull’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale: stiamo parlando dell’imposta di registro, delle imposte ipotecaria e catastale ed eventuale Iva.

In particolare, per beneficiare delle agevolazioni fiscali è necessario che:

  • l’immobile rientri in una determinata categoria catastale;
  • l’immobile si trovi nel Comune in cui l’acquirente lavora o ha la residenza;
  • l’acquirente sia in possesso di specifici requisiti.

Ma andiamo con ordine e vediamo prima di che tipo di agevolazioni si tratta.

Agevolazioni per l’acquisto dell’abitazione principale

Le agevolazioni fiscali, riconosciute con il bonus prima casa, si distinguono a seconda che l’immobile venga acquistato da un privato oppure direttamente dal costruttore.

Nel primo caso, sono previste le seguenti agevolazioni:

  • imposta di registro proporzionale nella misura del 2%;
  • imposta ipotecaria 50 euro;
  • imposta catastale 50 euro.

Nel secondo caso, invece, le agevolazioni prevedono:

  • Iva ridotta al 4%;
  • imposta di registro 200 euro;
  • imposta ipotecaria 200 euro;
  • imposta catastale 200 euro.

Sono previste anche altre agevolazioni:

  • acquisti per successione o donazione: si applica una imposta ipotecaria e catastale in misura fissa, ovvero 200 euro;
  • credito d’imposta: chi vende una casa e la riacquista, con il bonus prima casa ha diritto ad un credito d’imposta. Può quindi sottrarre dall’imposta da pagare quella già pagata con il precedente acquisto.

Devi sapere che queste agevolazioni sono riconosciute anche per l’acquisto delle pertinenze (ad esempio, magazzini, garage, cantine ecc.), a condizione che:

  • siano destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale;
  • l’abitazione sia stata acquistata beneficiando delle agevolazioni “prima casa”.

Quali sono i requisiti per richiedere il bonus prima casa?

Il bonus prima casa è riconosciuto solo a coloro che siano in possesso di determinati requisiti.

In primo luogo, l’abitazione che si intende acquistare non deve essere di lusso ma deve appartenere a una delle seguenti categorie catastali:

  • abitazioni di tipo civile (A/2);
  • abitazioni di tipo economico (A/3);
  • abitazioni di tipo popolare (A/4);
  • abitazioni di tipo ultra popolare (A/5);
  • abitazioni di tipo rurale (A/6);
  • abitazioni in villini (A/7);
  • abitazioni e alloggi tipici dei luoghi (A/11), ad esempio trulli o rifugi di montagna.

Non rientrano nelle agevolazione prima casa, invece, le abitazioni appartenenti alle seguenti categorie:

  • abitazioni di tipo signorile (A/1);
  • abitazioni in ville (A/2);
  • castelli e palazzi di pregio artistico e storico (A/9).

In secondo luogo, è requisito imprescindibile la residenza. È richiesto infatti che l’abitazione acquistata si trovi:

  • nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha la propria residenza (condizione non richiesta per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia). Se l’acquirente risiede in altro Comune, deve trasferire la residenza in quello dove è situato l’immobile, entro e non oltre 18 mesi dall’acquisto. Non è consentito alcun ritardo salvo vi sia un motivo giustificato non dipendente da colpa del proprietario (ad esempio è stato ritenuto non rilevante il ritardo nei lavori di ristrutturazione dell’appartamento) [1];
  • nel territorio del Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività (anche non remunerata, come ad esempio le attività di studio o sportive);
  • nel territorio del Comune in cui ha sede o esercita l’attività il proprio datore di lavoro, se l’acquirente si è dovuto trasferire all’estero per ragioni di lavoro;
  • nell’intero territorio nazionale, purché l’immobile sia acquisito come “prima casa” sul territorio italiano, se l’acquirente è un cittadino italiano emigrato all’estero. La condizione di emigrato può essere documentata attraverso il certificato di iscrizione all’AIRE o autocertificata con dichiarazione nell’atto di acquisto.

Si può cambiare residenza senza perdere le agevolazioni fiscali sulla prima casa? 

La questione non è stata affrontata né sul piano normativo né su quello giurisprudenziale. Di conseguenza, si può ritenere che decorsi almeno i 18 mesi dal nuovo acquisto, il contribuente potrebbe, in un momento successivo, spostare la propria residenza altrove. Ti consiglio comunque di attendere il triennio di decadenza per l’accertamento fiscale e cambiare residenza dal quarto anno successivo all’acquisto.

In terzo luogo, puoi beneficiare del bonus solo se:

  • non sei proprietario di un’abitazione nello stesso Comune in cui si trova la casa per la quale sono chieste le agevolazioni;
  • non possiedi abitazioni – in tutto il territorio nazionale – per le quali hai già fruito delle agevolazioni. In caso contrario, l’immobile precedente deve essere venduto o donato entro 1 anno dal rogito relativo al nuovo acquisto;
  • non sei titolare, esclusivo o in comunione con il tuo coniuge, di un diritto d’uso, usufrutto o abitazione su un altro immobile appartenente allo stesso Comune in cui si richiede l’agevolazione per l’acquisto della prima casa;
  • non rivendi l’immobile per 5 anni, salvo il caso in cui acquisti un altro immobile (da destinare ad abitazione principale) entro l’anno seguente la vendita;
  • sei residente nel Comune in cui si trova la casa oggetto di acquisto o, comunque, vi stabilisca la residenza entro diciotto mesi dall’acquisto. In difetto, devi dimostrare che – nel Comune in cui si trova l’abitazione – vi sia la tua sede lavorativa.

Agevolazioni prima casa per donazione o successione 

Le agevolazioni fiscali possono essere applicate anche ai trasferimenti di proprietà a titolo di donazione e di successione ereditari. Anche in questo caso, è necessario che:

  • l’immobile ottenuto in donazione o successione sia destinato ad uso abitativo. Quindi l’agevolazione non è ammessa, ad esempio, su terreni, uffici, negozi, magazzini oppure sulle ville di grandi dimensioni;
  • l’erede non deve essere proprietario di altri immobili ricevuti con il bonus prima casa. Ad esempio, non può ottenere il beneficio fiscale chi vive già in un appartamento acquistato o ottenuto in donazione o in eredità con il bonus prima casa. A meno che l’erede non ceda il precedente immobile entro un anno dall’atto di successione, ossia dall’acquisto della nuova casa. Ad esempio, se vivi in un immobile acquistato con le agevolazioni fiscali e, alla morte di tuo padre erediti l’appatamento di quest’ultimo, puoi usufruire del bonus se doni il precedente immobile o lo vendi a terzi;
  • nella dichiarazione di successione deve risultare l’impegno a vendere l’immobile già posseduto entro un anno. Se questo non avviene si perdono le agevolazioni usufruite per l’acquisto del nuovo immobile e, oltre alla maggiori imposte e ai relativi interessi, si dovrà pagare una sanzione del 30%;
  • divieto di essere proprietari di altri immobili, adibiti a civile abitazione, nello stesso Comune ove si trova quello appena ereditato (anche se acquistato senza il bonus);
  • l’erede deve fissare, entro 18 mesi dalla data di apertura della successione, la propria residenza nel Comune ove è situato l’immobile caduto in successione.

Qualora si ereditano più immobili che si trovino nello stesso Comune, è possibile usufruire del bonus prima casa per uno solo degli immobili oggetto di successione; invece per gli altri vengono applicate le imposte in misura ordinaria.

Per richiedere il bonus basta inserire nella dichiarazione di successione (o produrre successivamente con atto integrativo) la richiesta di applicazione dell’agevolazione con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la sussistenza dei requisiti alla data di apertura della successione.

Riacquisto della prima casa

Se vendi l’abitazione acquistata con le agevolazioni prima casa e acquisti un altro immobile avrai diritto ad un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’Iva pagata per il primo acquisto agevolato. Questo diritto, però, ti sarà riconosciuto a condizione che l’acquisto (della nuova abitazione) avvenga entro 1 anno e, ovviamente, solo se sussistono tutte le condizioni previste per l’applicazione del bonus.

In altri termini, il credito d’imposta non è riconosciuto quando:

  • tra il momento di acquisto del primo immobile e quello di acquisto del secondo, hai perso i benefici “prima casa” in relazione al precedente acquisto;
  • hai acquistato il precedente immobile senza usufruire delle agevolazioni “prima casa”;
  • la nuova abitazione non possiede i requisiti richiesti per il riconoscimento del bonus.

Se intendi beneficiare del credito d’imposta, basterà manifestare tale volontà nell’atto di acquisto del nuovo immobile.

In particolare, dovrai indicare:

  • di essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge per fruire delle agevolazioni “prima casa”;
  • le relative fatture, se è stata corrisposta l’Iva sull’immobile ceduto;
  • gli estremi dell’atto di vendita dell’immobile;
  • gli estremi dell’atto di acquisto del nuovo immobile.

Come richiedere il bonus prima casa?

Per beneficiare delle agevolazioni del bonus prima casa previste dalla legge è sufficiente rendere – in sede di stipulazione del rogito – una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui dovrai indicare:

  • di non essere titolare di diritti di proprietà, usufrutto, uso ed abitazione e nuda proprietà di un’altra casa acquistata beneficiando del “bonus prima casa” e sita su territorio italiano;
  • che l’immobile si trova nel territorio del Comune in cui, l’acquirente, ha la residenza oppure svolge la propria attività o, ancora, s’impegna a stabilire (entro e non oltre diciotto mesi) la propria residenza;
  • che l’immobile oggetto di compravendita è destinato ad abitazione non di lusso;
  • di essere a conoscenza del fatto che, in caso di rivendita dell’immobile nei cinque anni successivi alla data di acquisto, decadrà dalle agevolazioni concesse (salvo il caso in cui, entro l’anno seguente l’alienazione, acquisti un altro immobile da destinare ad abitazione principale).

Agevolazioni prima casa: casi di decadenza

Una volta ottenute le agevolazioni, devi prestare attenzione a non perderle. Qualora venissero meno determinati requisiti, infatti, rischi di dover pagare sia le imposte per intero sia una sanzione del 30% delle imposte stesse. Le agevolazioni si perdono quando:

  • le dichiarazioni rese nell’atto di acquisto sono false: per esempio, hai dichiarato falsamente di avere la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile che hai acquistato;
  • non trasferisci la residenza nel Comune ove è ubicato l’immobile entro 18 mesi dell’acquisto;
  • entro l’anno dall’acquisto del nuovo immobile non viene venduto quello già posseduto, acquistato con le agevolazioni “prima casa”;
  • l’abitazione – per la quale sono state ottenute le agevolazioni –  viene venduta o donata prima che siano trascorsi 5 anni dalla data di acquisto.

Le agevolazioni non si perdono quando, entro un anno dalla vendita o dalla donazione:

  • acquisti un immobile situato in uno Stato estero, a condizione che esistano strumenti di cooperazione amministrativa che consentono di verificare che l’immobile acquistato è stato adibito a dimora abituale;
  • acquisti un terreno e, sempre nello stesso termine, realizzi su di esso un fabbricato (non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) da adibire ad abitazione principale e che entro l’anno acquisti rilevanza dal punto di vista urbanistico;
  • costruisci un altro immobile a uso abitativo su un terreno di cui sei già proprietario al momento della cessione dell’immobile agevolato.

Posso evitare di pagare le sanzioni?

In alcuni casi, ti è data la possibilità di evitare di pagare le sanzioni oppure di pagarle in misura ridotta.

A esempio, se non rispetti l’impegno assunto nell’atto di acquisto di trasferire la tua residenza entro 18 mesi, per evitare l’applicazione della sanzione (pari al 30% delle imposte dovute) hai due possibilità:

  • se non sono ancora trascorsi i 18 mesi – ma sei già consapevole dell’impossibilità di rispettare l’impegno al trasferimento della residenza – devi revocare la dichiarazione resa nell’atto di acquisto e chiedere la riliquidazione dell’imposta. La richiesta deve essere presentata all’ufficio presso cui l’atto è stato registrato;
  • se, invece, i 18 mesi sono già trascorsi, puoi pagare una sanzione ridotta. Come? Prima che venga notificato l’avviso di accertamento, puoi presentare istanza all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso cui l’atto è stato registrato e chiedere la riliquidazione dell’imposta e l’applicazione della sanzione in misura ridotta.

Facciamo un altro esempio. Se l’abitazione per quale sono state ottenute le agevolazioni, viene venduta o donata prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di acquisto, per evitare il pagamento della sanzione o, comunque, di provvedere in misura ridotta puoi:

  • acquistare entro 1 anno un altro immobile da destinare ad abitazione principale;
  • prima che sia decorso un anno dalla rivendita dell’immobile acquistato con il bonus, dichiarare all’Agenzia delle Entrate di non voler procedere ad un nuovo acquisto e chiedi la riliquidazione dell’imposta, non scatta nessuna sanzione. Sarà, cioè, dovuta, solo la differenza tra imposta versata al momento dell’acquisto e quella dovuta senza l’applicazione delle agevolazioni;
  • pagare la sanzione in misura ridotta qualora – prima della notifica dell’avviso d’accertamento – chieda all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente la riliquidazione dell’imposta.

Ho diritto alla agevolazioni anche per la seconda casa?

Puoi acquistare una seconda abitazione e beneficiare delle agevolazioni anche per l’acquisto della seconda casa nelle seguenti circostanze:

  • se entro l’anno successivo acquisti un nuovo immobile da destinare a prima casa (purché siano sussistenti i requisiti richiesti per beneficiare dell’agevolazione);
  • se la “prima casa” precedentemente acquistata risulta inidonea – per dimensioni e caratteristiche – a soddisfare le esigenze abitative del soggetto interessato. Si pensi, ad esempio, al caso in cui hai acquistato – a titolo di “prima casa” – un immobile molto modesto, composto da un piccolo bagno, una cucina ed una camera da letto. Al momento dell’acquisto eri single, successivamente, però, ti sposi e nascono due figli. È ovvio che la casa precedente che avevi acquistato è troppo piccola non è più in grado di soddisfare le esigenze fondamentali della famiglia. In questo, rientrerete nel bonus prima casa anche se state acquistando una seconda abitazione. In tal caso, infatti si parla della cosiddetta inidoneità soggettiva [2];
  • se l’immobile acquistato per primo nel corso del tempo viene dichiarato inagibile per molteplici cause (ad esempio, a seguito di un terremoto o di un’alluvione e quindi per ragioni oggettive connesse alla struttura) oppure inidoneo a livello giuridico (ad esempio, la prima casa sia ritenuta indisponibile, in quanto venga data in locazione). In questo caso, si parla di inidoneità oggettiva.

Fondo di garanzia mutuo prima casa

Le giovani coppie e le famiglie con un solo genitore possono beneficiare dell’agevolazione sull’acquisto della prima casa grazie al Fondo di garanzia mutuo prima casa, cioè un fondo di solidarietà e di garanzia che prevede una serie di incentivi fiscali per l’acquisto della prima casa.

Questa agevolazione viene riconosciuta:

  • alle giovani coppie formate da due persone dove, almeno una delle due, non abbia compiuto i 35 anni;
  • ai nuclei familiari con solo un genitore devono avere figli minori;
  • ai giovani con meno di 35 anni ed in possesso di un contratto di lavoro atipico (ad esempio part-time, di apprendistato e così via);
  • quando l’immobile da acquistare come prima casa non rientri nelle categorie di lusso A1, A8 e A9.

La richiesta per l’accesso al Fondo di garanzia va inoltrata direttamente presso la banca oppure all’intermediario (allegando ovviamente tutti i documenti). Successivamente, la banca (o l’intermediario) provvederanno a inoltrare la richiesta al Gestore del Fondo per la Casa.

Se l’istanza viene accettata, la banca, entro 15 giorni, comunica ai richiedenti l’avvenuta ammissione al Fondo; nei 30 giorni successivi verranno erogati il mutuo e la garanzia dello Stato.

Detrazione degli interessi passivi sul mutuo

Altra agevolazione fiscale prevista sull’abitazione è la detrazione del 19% sugli interessi dovuti alla banca per le rate del mutuo. La detrazione spetta infatti ai contribuenti che hanno stipulato un contratto di mutuo (non vale quindi per altre forme di finanziamento, quali ad esempio aperture di credito bancarie o cessioni di stipendio) per l’acquistato di un immobile da adibire ad abitazione principale.

In altri termini, la detrazione spetta solo a chi è contemporaneamente proprietario dell’immobile e intestatario del contratto di mutuo.

Tale agevolazione consiste nel detrarre ai fini Irpef, e quindi dalle tasse, il 19% delle spese pagate a titolo di interessi passivi del mutuo.

La detrazione è ammessa entro un anno dall’acquisto stesso e per un importo non superiore a 4mila euro (per un totale di non oltre 760 euro). In caso di mutuo cointestato con coniuge non fiscalmente a carico, tale limite si riferisce all’ammontare complessivo e non può superare l’importo massimo di 2mila euro ciascuno; se, invece, il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il contribuente che sostiene il carico familiare può fruire di entrambe le quote, quindi detrarre 4mila euro.

La detrazione viene calcolata sugli interessi passivi e sugli oneri accessori del mutuo. Sono considerati detraibili tutte quelle spese considerate essenziali per stipulare il contratto di mutuo; tra queste rientrano:

  • la commissione spettante agli istituti per la loro attività di intermediazione;
  • gli oneri fiscali come ad esempio l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato;
  • la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti;
  • le spese di istruttoria, notarili e di perizia tecnica.

I requisiti per beneficiare della detrazione sono i seguenti:

  • deve trattarsi di mutuo contratto per l’acquisto di un immobile da destinare ad abitazione principale;
  • il mutuo deve essere garantito da ipoteca;
  • l’acquisto dell’immobile deve essere effettuato nell’anno precedente o successivo alla data della stipulazione del contratto di mutuo. Non si tiene conto del suddetto periodo nel caso in cui l’originario contratto è estinto e ne viene stipulato uno nuovo di importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati;
  • il mutuo deve essere erogato da soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro della Comunità europea.

Altre tipologie di bonus

Ti ricordo che la legge di Bilancio 2019 ha prorogato per un anno, e quindi sino al 31 dicembre 2019, altre tipologie di bonus casa:

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione consiste nella detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione. La detrazione deve essere fruita in 10 quote annuali di pari importo e applicata a un costo massimo di 96.000 euro.

Per beneficiare del bonus, la ristrutturazione deve riguardare:

  • manutenzione ordinaria (solo parti comuni dell’edificio);
  • manutenzione straordinaria;
  • ristrutturazione edilizia;
  • recupero e risanamento conservativo.

Ad esempio, si pensi ai lavori effettuati sull’impianto idraulico ed elettrico, sull’impianto di allarme ecc.
Accanto alle spese legate all’esecuzione dei lavori, si possono detrarre i costi di progettazione e le prestazioni professionali.

Possono richiedere il bonus ristrutturazione:

  • il proprietario dell’immobile;
  • il conduttore dell’immobile (inquilini);
  • il nudo proprietario;
  • l’usufruttuario;
  • il comodatario;
  • i familiari conviventi (purché siano loro a sostenere le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture).

Per ottenere il bonus è necessario presentare i seguenti documenti:

  • fattura relativa alle spese sostenute;
  • bonifico parlante, indicante la causale del versamento, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione(che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario;
  • dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori: può trattarsi di una comunicazione al Comune in cui è ubicato l’immobile, o di un titolo abilitativo comunale. Nel caso in cui l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

Ecobonus: agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

L’ecobonus, detto anche bonus per il miglioramento dell’efficienza energetica, è un’agevolazione che prevede la detrazione Irpef del 65% e del 50%, a seconda della tipologia di lavoro effettuato per il risparmio energetico, elevata al 75% in caso di lavori condominiali.

I lavori riguardano ad esempio:

  • interventi con caldaie di condensazione ad alta efficienza;
  • riqualificazione degli edifici;
  • coibentazioni;
  • rivestimenti termici alle porte d’ingresso.

Anche per questo bonus la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali fino a un limite massimo di:

  • 30.000 euro, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
  • 40.000 euro, per le opere di riqualificazione dell’involucro di edifici esistenti, e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (solare termico);
  • 100.000 euro, per gli interventi di riqualificazione energetica globale.

Per beneficiare dell’Ecobonus occorre essere in possesso dei seguenti documenti:

  • fattura relativa alle spese sostenute;
  • bonifico parlante, indicante la causale del versamento, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione (che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario.

Per gli interventi più notevoli, come ad esempio l’isolamento dell’edificio, occorre trasmettere all’Enea (Agenzia nazionale per l’efficienza energetica) la seguente documentazione:

  • ape (attestato di prestazione energetica): deve essere redatto da un professionista abilitato e indipendente dalla ditta che esegue i lavori;
  • asseverazione: certificazione dei produttori necessaria per caldaie, finestre e infissi;
  • scheda informativa: documento che contiene i dati identificativi del soggetto, dell’immobile e la quantificazione del risparmio energetico conseguente all’intervento.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Se intendi acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (quindi non inferiore alla A+) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, è prevista la detrazione al 50% fino ad una spesa massima pari a 10.000 Euro.

Bonus verde

Anche gli interventi legati alla ristrutturazione e irrigazione del verde privato godono del cosiddetto bonus verde: si tratta di una detrazione al 36 per cento su una spesa massima pari a 5mila euro. Le spese possono riguardare la piantumazione o sistemazione di prati in giardini, terrazzi, balconi e cortili, anche condominiali.

Sisma bonus

Anche per le spese sostenute per eseguire lavori antisismici è prevista un’agevolazione. In particolare, deve trattarsi di interventi antisismici su edifici adibiti ad abitazioni ed attività produttive ubicati nelle zone 1 e 2 (ossia quelle ad alta pericolosità).

La detrazione riguarda i costi sostenuti a decorrere dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, pari all’80% della spesa sostenuta se l’intervento riduce il rischio di una classe, mentre sale all’85% se riduce di due classi il rischio.

Resta fermo l’attuale limite massimo di spesa pari a 96mila euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Cessione dei bonus

Devi sapere che hai la possibilità di trasferire le detrazioni sia per gli interventi sulle parti condominiali sia per le operazioni effettuate sulla singola unità immobiliare.

Inoltre, chi incamera il bonus potrà, poi, trasferirlo nuovamente. In questo modo si al fine di incentivare il ricorso agli interventi sulla casa anche per coloro che hanno un’imposta più bassa rispetto alle detrazioni, e per coloro che, in generale, dispongono di poca liquidità.

Ecoprestito: presto realtà?

Il governo sta vagliando anche la possibilità di introdurre il cosiddetto “ecoprestito”, cioè un prestito con un tasso agevolato che permetterà ai cittadini che non hanno grande disponibilità economica di poter effettuare i lavori di ristrutturazione e quindi accedere alle suddette agevolazioni. In tal caso, il prestito verrebbe erogato da un soggetto pubblico, come la Cassa depositi e prestiti.

note

[1] Cass. civ. sent. n. 9433/2018 .

[2] Cass. civ. sent. n. 2565/2018.

Autore immagine: bonus prima casa di arka38


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