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Pensione sicura per i dipendenti anche se il datore non ha versato i contributi

2 Maggio 2013
Pensione sicura per i dipendenti anche se il datore non ha versato i contributi

Il lavoratore dipendente ha diritto a ottenere la pensione di vecchiaia, invalidità e superstiti anche quando il datore di lavoro non ha versato i contributi e questi ultimi risultano ancora dovuti all’Inps perché non si sono prescritti.

L’ente previdenziale è obbligato a erogare al lavoratore la corretta pensione nonostante il datore di lavoro non abbia versato i contributi, a meno che l’obbligo del versamento dei contributi si sia prescritto [1].

Sarà comunque onere ed obbligo dell’ente, dopo aver versato la pensione al beneficiario, agire nei confronti del datore inadempiente per recuperare quanto versato e senza, dunque, coinvolgere il lavoratore.

In ogni caso, l’ente previdenziale può attivarsi per il recupero del credito nei confronti del datore di lavoro purché non siano decorsi i termini di prescrizione. La prescrizione è di cinque anni [2], ma, nel caso in cui sia il lavoratore o i suoi eredi a denunciare l’evasione contributiva, è di dieci anni.

Se i termini di prescrizione sono decorsi, l’Inps non può né richiedere i contributi al datore, né è più tenuto a versarli al lavoratore.

Cosa fare se il datore di lavoro non ha pagato

Se si ha il sospetto che il proprio datore di lavoro non abbia pagato i contributi previdenziali, bisognerà segnalarlo all’Inps che si attiverà immediatamente per il recupero, dopo aver effettuato tutte le verifiche. Tale recupero, come detto, può essere effettuato solo se non sono decorsi i termini di prescrizione (cinque o dieci anni).

Per verificare che la propria posizione contributiva sia in regola, esistono degli strumenti messi a disposizione dall’Inps (leggi l’articolo sull’estratto conto previdenziale).

Già durante lo svolgimento del rapporto lavorativo (dunque, anche prima dell’avvenuto pensionamento), il lavoratore può agire in tribunale per ottenere l’accertamento circa i contributi omessi.

Nel caso di prescrizione

Nel caso in cui vi sia un vuoto contributivo e il diritto dell’Inps a pretendere il versamento nei confronti del datore si sia ormai prescritto, è possibile richiedere all’Inps la costituzione di una rendita vitalizia, col versamento all’Inps (a spese del lavoratore e/o del datore di lavoro) di un importo pari alla quota di pensione in più che ci sarebbe spettata (omissione contributiva parziale) o all’intera pensione (omissione totale) [3].

La somma da versare varia a seconda di alcuni fattori (età del lavoratore, retribuzione, sesso, ampiezza del periodo da regolarizzare e di quello già regolarizzato).

Il versamento può avvenire in un’unica soluzione o a rate e si sostituisce ai contributi per il periodo in cui questi non sono stati regolarmente versati.

Il risarcimento del danno

In ogni caso, qualora i contributi previdenziali non siano stati versati ed, eventualmente, si siano anche prescritti, l’imprenditore è responsabile del danno che ne deriva al dipendente: risarcimento ripristinatorio delle quote di pensione perse.

Ciò significa che la pensione è sempre garantita al lavoratore. È il cosiddetto principio della “automaticità delle prestazioni”. In altre parole, sono indipendenti tra loro il rapporto contributivo intercorrente tra ente previdenziale e datore di lavoro e quello, di tipo prestazionale, tra l’ente e l’assicurato.


Se il datore di lavoro non ha pagato i contributi e l’obbligo al versamento non si è prescritto, il lavoratore ha sempre diritto a ottenere dall’Inps la pensione. Se invece è avvenuta la prescrizione, il lavoratore potrà ottenere dal datore di lavoro il risarcimento del danno (il ripristino delle quote pensione perse) o la costituzione di una rendita vitalizia presso l’Inps.

note

[1] Art. 2116 cod. civ.

[2] Legge n. 335/1995, art. 3, comma 9.

[3] Previsto dall’art. 13, quinto comma, della legge 12 agosto 1962, n. 1338.


10 Commenti

  1. Nel caso dell’avvenuto prescrizione e della cessata attività del datore di lavoro, chi sopporta il costo della rendita vitalizia?

  2. sono stata chiamata al lavoro conprogetto la 285 //77 una volta finito il progetto sono stata licenziata e riassunta dopo 3 mesi presso un altro ente e a tempo indeterminato per il vuoto contributivo cosa posso fare?

  3. Mi accorgo dopo 40 anni che il patronato scolastico del mio comune non ha pagato i contributi poichè facevo leva su un certificato che dichiarava ” contributi versati agli enti preposti”. Ora che sto accertando se ho i requisiti necessari per andare in pensione, rilevo che il patronato non esiste piu, il comune ha perso documentazione … e all inps non vi è traccia di nessun compenso. Che fare? Lascio ormai perdere? Grazie

  4. lavoro dal 1974 e alle soglie della pensione facendo dei controlli scopro che diversi mesi di contributi nn mi sono stati versati..specie tra un lavoro e l’altro..ma comunque quello che piu’ mi pesa e’ che nel 1998 ho cambiato lavoro perché l’azienda nn navigava in buone acque..controllando successivamente ho verificato che pero’ i contributi erano stati versati..o per lo meno cosi’ sembrava.. L’azienda dopo un anno circa falli’..Adesso scopro facendomi fare i conteggi che 6 mesi del 1998 pur figurando tra i contributi versati, in realta’ per quei mesi la cifra versata è pari a 10.000 lire…ma come avrei potuto accorgermene io se al controllo a suo tempo ed anche in seguito non me l’hanno detto? C’era un asterisco che lo segnalava..ma ame nn l’hanno detto al controllo..quindi come avrei potuto sapere io che in quella lista quel piccolo asterisco avesse un significato? E ora riusciro’ a recuperare quel periodo?

  5. L’inps non mi riconosce due anni di contributi anno 1981/82 con motivazione il datore non li ha versati e adesso sono andati in prescrizione . Ma io ho i vecchi cedolini che consegnavano i datori di lavoro che attestava il versamento contributi. Come fanno a dire che non li ha versati? sapete dirmi come devo fare per farmeli riconoscere. Non posso nemmeno risalire al vecchio datore in quanto morto e la ditta non c è più.

  6. Ho lavorato dal 10.06.1980 al 30.04.1983, come apprendista muratore, durante tale periodo non mi è stato versato alcun contributo. Ho trovato il libretto di lavoro, dove il mio datore ha firmato un periodo da febbraio al mese di aprile 1983, premetto non ci sono i timbri dell’ufficio collocamento. Il datore di lavoro è morto, come me c’erano alcuni ragazzi che lavoravano e che sono ancora in vita come posso fare per aver riconosciuti i contributi ai fini pensionistici?

  7. Mio padre, classe 1956, ha lavorato dal 1971 al 1974 come dipendente in una impresa artigiana edile.
    Ha il regolare estratto dell’ufficio di collocamento e le date di inizio e fine rapporto di lavoro risultano da essi.
    All’INPS non risulta alcun versamento e non risulta iscritto per quel periodo.
    Dal 1980 mio padre è diventato imprenditore.
    Vorrei sapere se mio padre può versare i contributi mancanti di quegli anni.
    Grazie
    In attesa
    Distinti saluti
    Onofrio Serritella

  8. sono impiegata comunale da 25 anni ho scoperto tramite l’estratto conto contributivo che i primi nove mesi di lavoro sono mancanti cosa posso fare

  9. Compio 64anni febbraio 2020 e avrò 35 anni di contributi aprile 2020 quando fare richiesta x opzioni donna. Grazie Giovanna

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