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Se il condominio non paga la spazzatura, chi deve pagare?

25 Aprile 2019
Se il condominio non paga la spazzatura, chi deve pagare?

Soggetto passivo di imposta: cosa rischia il singolo condomino se l’amministratore di condominio non versa le imposte?

Immagina che, nel tuo condominio, non ci siano soldi a sufficienza per pagare i creditori. L’amministratore non riesce a riscuotere le quote dagli immancabili morosi, così si è accumulato, negli ultimi anni, un buco di bilancio considerevole. Nel frattempo arriva la scadenza per il pagamento dell’imposta comunale sui rifiuti. I proprietari dei vari appartamenti ricevono, ciascuno per la propria abitazione, la richiesta del Comune con il bollettino prestampato e l’importo da versare. La riceve anche l’amministratore per quanto riguarda le aree condominiali, visto che la Tari va pagata non solo sugli appartamenti, ma anche sulle aree comuni come il giardino scoperto e le altre parti antistanti l’edificio (salvo il posto macchina scoperto). Senonché, non essendovi liquidità per adempiere all’obbligo fiscale, il capo condomino convoca l’assemblea per avvisarvi delle conseguenze che potrebbero derivare dall’inottemperanza. Conseguenze che, tuttavia, non vi sono chiare. C’è chi ritiene che la responsabilità per il mancato pagamento dell’imposta sui rifiuti ricada sull’amministratore, colpevole di non aver riscosso le quote condominiali. C’è chi invece pensa che l’unica conseguenza, di tipo sanzionatorio, ricada sulle casse del condominio a cui sarà notificata la cartella esattoriale. Chi ha ragione? Se il condominio non paga la spazzatura chi deve pagare al posto suo?

La soluzione è contenuta in una recente e interessante sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1]. I giudici hanno fatto tesoro degli insegnamenti sino ad oggi importati dalla Cassazione in materia di personalità giuridica del condominio. Ma procediamo con ordine e vediamo qual è stata la soluzione offerta dalla giurisprudenza.

Da anni ci si interroga se il condominio sia una persona giuridica al pari di come lo sono le società e le associazioni. In verità, la risposta fornita dalla giurisprudenza è negativa: il condominio non è altro che un ente che gestisce i beni e i soldi dei vari proprietari, ma non è un soggetto giuridico, non ha una propria personalità e quindi non è titolare di rapporti attivi e passivi.

Questa considerazione ha grosse ripercussioni in ambito fiscale. Il condominio infatti non è considerato un soggetto passivo d’imposta. Il reddito è imputato pro-quota ai singoli proprietari. Dunque, la titolarità del debito con il Comune, in questo caso per quanto attiene alla tassa sulla spazzatura, non è del condominio in sé considerato, ma dei vari condomini singolarmente presi.

La conseguenza può apparire sconcertante e, di certo, pericolosa per chi vive in un condominio in perenne “bolletta”: difatti, a detta della CTP Lazio, se l’amministratore non paga la spazzatura, l’ente locale può pretendere il pagamento dell’imposta dai singoli proprietari. E quando si dice “pretendere” non ci si riferisce solo a una diffida di pagamento ma anche al pignoramento dei beni personali.

Insomma, l’ente impositore non deve imputare il tributo indistintamente all’intero fabbricato. Non è il condominio il soggetto passivo legittimato al pagamento dell’imposta sui rifiuti sulle aree comuni o scoperte ma i singoli proprietari delle unità immobiliari.

La Commissione Tributaria di secondo grado richiama il principio della debenza dell’imposta: quando si tratta di aree e locali in comunione con altri, come appunto succede in caso di condominio, ciascuno dei coobbligati (conviventi, soci, condomini ecc.) può essere tenuto al pagamento della totalità della tassa (si parla, a riguardo, di solidarietà passiva).

L’amministratore di condominio non ha obblighi né vincoli di solidarietà nei confronti dei condomini, che rimangono gli unici soggetti tenuti al versamento della tassa, in quanto occupanti.

Solo per ragioni di ordine pratico, i singoli condomini conferiscono all’amministratore l’incarico di provvedere materialmente al pagamento della tassa sui rifiuti, soprattutto nel caso di multiproprietà (è il caso in cui più soggetti sono proprietari dello stesso immobile, goduto da ciascuno a turno), ma questo non determina in alcun modo un obbligo di natura tributaria a carico dell’incaricato.

Ebbene, le aree condominiali non sono di proprietà del condominio ma dei singoli condomini, ciascuno in base ai propri millesimi. Ed ecco perché la Tari ricade su di loro e non sull’amministratore o sul condominio in sé.

In conclusione, il condominio non può essere soggetto passivo dell’imposta pretesa dall’ente che, invece, grava sulle singole unità immobiliari che lo compongono.


note

[1] CTR Lazio, sent. n. 397/19.


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