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Lo sai che? Tornare a lavorare in Italia non pagando tasse sul 70% dello stipendio: legge contro la fuga di cervelli

Lo sai che? Pubblicato il 26 aprile 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 aprile 2013

Lavorare all’estero e tornare in Italia: tasse bassissime fino al 2015; lo Stato favorisce il rientro dei lavoratori esteri con una quasi totale esenzione dalle tasse sul reddito. Necessaria la laurea.

Per chi lavora all’estero e decide di tornare in Italia è stata prevista un’agevolazione fiscale che consiste nel pagare le imposte solo sul 30% (per gli uomini) o 20% (per le donne) del proprio stipendio. Ad esempio, con uno stipendio lordo di € 5.000,00 si pagano le imposte solo su € 1.500,00, ricevendo l’importo di € 3.500,00 completamente esentasse.

Quando si riceve un’offerta di lavoro per tornare in Italia è certamente utile conoscere il funzionamento di una recente legge [1] per valutare l’incidenza delle imposte sul proprio stipendio. Ciò significa che, a fronte di uno stipendio annuo minore rispetto a quello beneficiato all’estero, con l’esenzione prevista dalla nostra legge, il cittadino che torna in Italia, alla fine, percepisce la stessa somma che prendeva all’estero.

La norma, nel dettaglio spiegata da una circolare dell’Agenzia delle Entrate [2], prevede un contributo per lo sviluppo dell’Italia (cercando di contrastare la fuga dei cervelli) mediante la concessione d’incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori, valorizzando le esperienze professionali maturate dai cittadini italiani all’estero.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni devono essere cittadini dell’Unione Europea nati dopo l’1.01.1969.

Il lavoratore che rientra in Italia deve trasferirvi la propria residenza e il proprio domicilio entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività.

Per fruire delle agevolazioni, alla data del 20 gennaio 2009 (o anche in seguito purché prima di essere assunto) devono altresì ricorrere altre condizioni:

a) possesso di un titolo di laurea;

b) aver avuto la residenza continuativamente per almeno 24 mesi in Italia prima di lavorare all’estero;

c) negli ultimi due anni o più, aver avuto la residenza fuori dal proprio Paese d’origine e dall’Italia svolgendovi continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o d’impresa.

Le agevolazioni fiscali spettano fino al 31 dicembre 2015, e quindi per un massimo di cinque anni a decorrere dal 2011, data di entrate in vigore della legge.

 

note

 

[1] Legge 238/2010.

[2] Circ. Agenzia delle Entrate n. 14/2013.


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