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Come nasce il lavoro subordinato

22 Maggio 2019
Come nasce il lavoro subordinato

Il rapporto di lavoro subordinato nasce dalla volontà delle parti, datore di lavoro e lavoratore, di avviare tale rapporto e viene formalizzato con la stipula del contratto di lavoro subordinato.

Il rapporto di lavoro subordinato è quel rapporto di lavoro mediante il quale un lavoratore si assume l’impegno, previo pagamento della retribuzione pattuita, di svolgere la propria prestazione di lavoro alle dipendenze dell’imprenditore ed a collaborare all’interno dell’impresa. Si tratta della tipologia di rapporto di lavoro di gran lunga prevalente in quanto usata per l’assunzione della generalità dei lavoratori dell’industria, del commercio e dei servizi. Ma come nasce il lavoro subordinato? Terminato il monopolio pubblico sul collocamento, oggi, il rapporto di lavoro subordinato nasce dal libero incontro della domanda e dell’offerta di lavoro. Di solito l’azienda pubblica un’offerta di lavoro specificando qual è la figura professionale di cui ha bisogno e, raccolti i curriculum vitae dei candidati, ne invita alcuni a sostenere un colloquio. Una volta individuata la risorsa da assumere, il lavoor subordinato nasce ufficialmente con la firma del contratto di lavoro.

Lavoro subordinato: cos’è?

Il contratto di lavoro subordinato si ha ogni volta in cui un lavoratore si impegna a collaborare all’interno dell’impresa ed a prestare la propria prestazione di lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione del datore di lavoro e per questo riceve una retribuzione [1].

Le parti non sono libere di scegliere il contratto di lavoro che vogliono. O meglio, le parti non possono dare al contratto di lavoro un nome diverso dalla reale sostanza del rapporto. In particolare, se il rapporto di lavoro che le parti intendono instaurare ha tutte le caratteristiche del lavoro subordinato le parti sono obbligate a stipulare un contratto di lavoro subordinato e non possono scegliere, ad esempio, un contratto di lavoro autonomo.

Ciò in quanto il tipo contrattuale (ossia il contratto di lavoro subordinato) non è disponibile dalle parti: se il rapporto è di tipo subordinato allora il contratto che deve essere scelto è necessariamente quello.

I caratteri fondamentali del rapporto di lavoro subordinato sono:

  • la subordinazione, ossia, l’assoggettamento del dipendente alle direttive del datore di lavoro e al suo potere di conformare la prestazione di lavoro del lavoratore: il dipendente, a differenza del lavoratore autonomo, non è chiamato solamente a raggiungere un risultato, restando autonomo nel decidere come arrivare all’obiettivo in quanto quella del dipendente è una obbligazione di mezzi. Egli deve cioè erogare al datore di lavoro una certa quantità di ore di lavoro, indipendentemente dai risultati;
  • lo stabile inserimento del dipendente nell’organizzazione aziendale del datore di lavoro.

Accanto al carattere fondamentale del lavoro subordinato, ossia la dipendenza del lavoratore dal datore di lavoro, ci sono anche altri indici sussidiari ed accessori che sono la spia della subordinazione, come ad esempio:

  • il rispetto di un orario di lavoro fisso;
  • il pagamento del compenso in stipendi mensili fissi;
  • l’uso degli strumenti di lavoro dell’azienda;
  • la sede aziendale come luogo di svolgimento della prestazione di lavoro;
  • l’utilizzo di loghi e segni distintivi dell’azienda da parte del lavoratore;
  • la mancanza di alcun rischio di impresa in capo al dipendente.

Lavoro subordinato: come nasce?

Fino ad alcuni decenni fa lo Stato aveva il monopolio dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Il sistema del collocamento obbligatorio pubblico costituiva una sorta di filtro tra le richieste di manodopera dell’azienda e le disponibilità ad essere assunti degli aspiranti lavoratori.

In sostanza, sia l’azienda in cerca di personale, sia il lavoratore in cerca di occupazione dovevano rivolgersi a delle strutture pubbliche, detti uffici di collocamento, per trovare la soddisfazione delle loro esigenze.

In realtà questo sistema aveva dei grossi limiti ed era molto inefficiente. Per questo è stato profressivamente smantellato e, oggi, esiste un sistema duale:

  1. da un lato quel che resta del sistema del collocamento obbligatorio pubblico, ossia, i centri per l’impiego che, in base alla ripartizione tra poteri statali e regionali [2], sono organizzati dalle Regioni;
  2. dall’altro lato, non esistendo più alcun monopolio pubblico in materia, l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro è libero e dunque aziende e lavoratori possono liberamente decidere di dar vita ad un rapporto di lavoro. Anzi, la gran parte dei nuovi contratti di lavoro nasce proprio dalla libera scelta delle parti tanto che, in base ad alcuni studi, solo il 3% dei nuovi rapporti di lavoro è stato “favorito” dai centri per l’impiego.

Contratto di lavoro subordinato

L’occasione che fa incontrare il datore di lavoro ed il dipendente può essere, dunque, legata al centro per l’impiego o al libero incontro delle parti. In ogni caso, il rapporto di lavoro ha avvio con la firma del contratto di lavoro subordinato.

Il contratto di lavoro subordinato, al pari di qualsiasi altro contratto, è un accordo tra datore di lavoro e lavoratore in base al quale il primo si impegna a pagare mensilmente una certa retribuzione al dipendente e questi assume l’obbligo di recarsi al lavoro in un certo orario e per un determinato numero di ore per svolgere le mansioni che sono oggetto del contratto stesso.

Il contratto di lavoro subordinato deve contenere:

  • generalità del lavoratore: nome, cognome, data di nascita, residenza, domicilio, codice fiscale, codice Iban;
  • generalità del datore di lavoro: nome e cognome oppure ragione sociale, partita iva e codice fiscale, sede legale, codice Inail;
  • mansioni per lo svolgimento delle quali il dipendente viene assunto (ad esempio, mansioni di cameriere di sala);
  • la data di avvio del rapporto e la durata del contratto: a tempo determinato o a tempo indeterminato;
  • l’orario di lavoro che il dipendente dovrà rispettare (ad esempio, 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17);
  • la sede di lavoro presso la quale il dipendente dovrà svolgere la prestazione di lavoro;
  • contratto collettivo nazionale di lavoro che le parti intendono applicare al rapporto di lavoro;
  • retribuzione e composizione della retribuzione stessa (minimi contrattuali, indennità di contingenza, superminimo individuale, indennità specifiche legate alle modalità di svolgimento della prestazione di lavoro, etc.);
  • il numero di mensilità, che dipende essenzialmente dal CCNL applicato al rapporto di lavoro in quanto alcuni Ccnl prevedono il pagamento della retribuzione in tredici mensilità mentre altri CCNL ne prevedono quattordici;
  • l’eventuale presenza di obiettivi individuali e relativi bonus (ad esempio, obiettivi di vendite, di fatturato, di presenze in servizio, etc.);
  • eventuale presenza di un patto di prova e relativa durata;
  • eventuale presenza di un patto di non concorrenza che impone al dipendente, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, di svolgere attività in concorrenza con il datore di lavoro in un determinato luogo, per un determinato periodo e in determinate attività;
  • eventuale presenza di un patto di stabilità, ossia di un accordo in base al quale entrambe le parti o una di esse si impegna a non recedere dal contratto di lavoro entro un determinato periodo di tempo;
  • la disciplina della privacy, ossia, le informazioni relative a come l’azienda tratterà i dati del dipendente nonchè le regole che il dipendente deve rispettare nel trattamento dei dati con i quali verrà a contatto a causa del rapporto di lavoro.

Nascita del lavoro subordinato: gli adempimenti

Il rapporto di lavoro subordinato non è solo un affare privato, che coinvolge unicamente datore di lavoro e lavoratore. Ci sono, infatti, anche dei soggetti pubblici che devono essere informati dell’instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro subordinato in quanto sono coinvolti nel rapporto stesso. Si tratta, in particolare, del centro per l’impiego, dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) e dell’Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail).

I principali adempimenti sono:

  • comunicazioni obbligatorie: entro il giorno precedente l’inizio del rapporto di lavoro il datore di lavoro deve comunicare telematicamente l’assunzione al centro per l’impiego competente(oggi la comunicazione va fatta all’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro cosiddetta Anpal), inoltre all’atto dell’instaurazione e prima dell’inizio dell’attività lavorativa il datore di lavoro ha l’obbligo di consegnare al lavoratore il contratto individuale di lavoro;
  • Inail: il datore di lavoro è tenuto a denunciare all’Inail i lavori che intende svolgere contestualmente all’inizio dell’attività. L’Inail, ricevuta la denuncia da parte del datore di lavoro, istituisce il rapporto assicurativo, comunica al datore di lavoro il codice ditta e il numero della posizione assicurativa territoriale, richiede al datore di lavoro il primo versamento in acconto del premio riferito alla frazione di anno solare intercorrente tra l’inizio dei lavori e la fine dell’anno. Sono obbligati all’assicurazione tutti i datori di lavoro che occupino personale subordinato e parasubordinato;
  • Inps: i contributi previdenziali Inps non si pagano in misura fissa ma dipendono da molti fattori, come il settore economico e merceologico a cui viene assegnato il datore di lavoro, il tipo d’inquadramento previdenziale. Una volta che si è costituita, l’azienda inoltra la documentazione all’Inps che rilascia immediatamente i dati relativi alla posizione assicurativa. A questo punto, per ogni singolo dipendente, il datore di lavoro è soggetto ad adempimenti mensili verso l’Inps e, cioè, al pagamento dei contributi sulla retribuzione imponibile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di competenza tramite modello F24;
  • il dipendente che è stato assunto deve quindi essere inserito nel Libro unico del lavoro (Lul).

note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 117 Cost.

Autore immagine: contratto lavoro subordinato di mojo cp


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