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Attendibilità di un testimone: come smontare

19 Maggio 2019 | Autore:
Attendibilità di un testimone: come smontare

Testimonianza: cos’è e come funziona? Come mettere in crisi un falso testimone? Come provare la credibilità del teste?

La giustizia italiana consente di dimostrare una circostanza (favorevole o sfavorevole) mediante l’utilizzo di persone che vi hanno assistito direttamente: sto parlando dei testimoni. La testimonianza è un mezzo di prova e, come tutti gli altri, può essere adoperato innanzi al giudice per sostenere le proprie ragioni oppure per controbattere quelle dell’avversario. Il punto, però, è che la prova testimoniale è tra le meno affidabili in assoluto, in quanto capita spesso di trovarsi davanti a individui che, pur non avendo assistito ai fatti, sono disposti a mentire solamente per fare un favore ad un amico oppure per denaro. In casi del genere, come smontare l’attendibilità di un testimone? È fondamentale per un avvocato riuscire a capire quando ci si trovi innanzi ad un teste vero oppure falso, visto che ne va della sorte di un intero processo: ed infatti, in assenza di altre prove valide, il giudice tenderà a credere a ciò che i testimoni hanno asserito. A meno che non si riesca a minare la credibilità del testimone menzognero. Con il presente articolo vorrei parlarti proprio di questo argomento: come smontare l’attendibilità di un testimone.

Cos’è la testimonianza?

Prima di capire come smontare l’attendibilità di un testimone, vorrei spiegarti in modo semplice e chiaro cos’è la testimonianza. Ebbene, la più classica prova in un processo è la testimonianza: il testimone è una persona che è a conoscenza dei fatti oggetto del procedimento perché vi ha assistito.

Il testimone è esaminato sui fatti che costituiscono oggetto di prova: nel processo penale, ad esempio, l’oggetto sarà la responsabilità dell’imputato [1]. Il testimone ha sempre l’obbligo di rispondere secondo verità, pena il reato di falsa testimonianza [2].

Testimonianza: come funziona?

Per avvalersi della prova testimoniale, la parte processuale deve indicare in tempo utile le persone che intende sentire come testimoni: nel processo civile, i nominativi dovranno essere indicati nell’atto introduttivo del giudizio o, al più, nelle memorie successive concesse dal giudice; nel processo penale, invece, la lista testi deve essere depositata almeno sette giorni prima della celebrazione dell’udienza.

Una volta che il giudice ritenga di ammettere i testimoni, questi vengono esaminati in maniera diversa a seconda che si tratti di un processo civile ovvero di uno penale:

  • nel processo civile, è il giudice ad interrogare i testimoni sui fatti intorno ai quali è chiamato a deporre. Può altresì rivolgergli, d’ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti medesimi; è invece vietato alle parti (e al pubblico ministero) di interrogare direttamente i testimoni [3];
  • nel processo penale, invece, il testimone è sentito mediante esame incrociato: viene cioè sottoposto prima alle domande della parte che l’ha citato (pubblico ministero, difesa dell’imputato oppure, se presenti, costituita parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria), dopodiché a quelle delle altre parti; infine, nuovamente dalla parte che l’ha voluto nel processo.

Cosa succede se il testimone mente?

Perché la legge consente la testimonianza, visto che chiunque potrebbe presentarsi in giudizio e deporre a favore o a sfavore di una parte, anche mentendo spudoratamente? Ebbene, la testimonianza è un mezzo di prova ritenuto (relativamente) affidabile poiché colui che si presta a testimoniare si impegna solennemente a dire la verità, pena il rischio di incorrere in reato.

Come anticipato, il codice penale punisce il delitto di falsa testimonianza con la reclusione da due a sei anni. Commette falsa testimonianza colui che, deponendo come testimone innanzi all’autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato.

Come mettere in crisi il teste falso?

Come detto in precedenza, è fondamentale sapersi difendere dai testimoni falsi o menzogneri. Come fare? Come smontare l’attendibilità di un testimone? Ebbene, ci sono dei piccoli trucchi che consentono di verificare la credibilità della persona sentita come testimone. Di seguito te ne elenco alcuni:

  • innanzitutto, per smontare l’attendibilità di un testimone occorre “metterlo alla prova” sottoponendogli domande quanto più possibili precise e dettagliate. Così facendo, si verifica la bontà della sua deposizione. Soprattutto nel corso del processo penale, è bene ripetere le domande nel corso dell’escussione, in modo da verificare se il teste non cada in contraddizione con sé stesso;
  • diffidare dal testimone che ricorda tutto nei dettagli, così come quello che non ricorda niente: può sembrare paradossale, ma in entrambi i casi ci si potrebbe trovare davanti ad una deposizione finta. Il teste che ricorda tutto (soprattutto se a distanza di molto tempo dai fatti) potrebbe aver imparato a memoria il “copione” che gli è stato passato, mentre quello che non ricorda niente è inattendibile per definizione;
  • nel processo penale, quando si è in fase di controesame, è possibile sottoporre al teste qualunque tipo di domanda (purché non deleteria). Di conseguenza, per smontare l’attendibilità del testimone è possibile fare domande che suggeriscano già la risposta, permettendo così di cadere in contraddizione con quanto detto in precedenza. Ad esempio, durante il controesame è possibile fare una domanda del genere: «È vero che ha visto una macchina di colore blu?», cercando di far contraddire il testimone che prima aveva asserito di aver visto un’auto di colore diverso;
  • nel processo penale, i testimoni che vengono sentiti sono molto spesso coloro che già hanno reso dichiarazioni innanzi ai carabinieri; dichiarazioni che, ovviamente, sono state trascritte nei verbali a disposizione delle parti. Per smontare l’attendibilità di un testimone, è possibile insistere con domande che possano far emergere contraddizioni su quanto affermato nei verbali, in modo da evidenziare le palesi incongruenze;
  • l’attendibilità di un teste traspare anche da tutto ciò che sta intorno alla sua deposizione: la sicurezza delle sue affermazioni; lo sguardo (certo oppure alla ricerca di conferme); il coinvolgimento emotivo;
  • infine, fondamentale per misurare l’attendibilità del testimone è capire quali siano i suoi rapporti con le parti processuali: posto che è ammissibile anche la testimonianza dei parenti e del coniuge, nel processo civile è assolutamente vietata la testimonianza di chi ha un interesse giuridico diretto nella causa [4]. Ciò significa che, ad esempio, se la persona danneggiata da un sinistro cita l’assicurazione, non potrà chiamare a testimoniare l’altro soggetto che era nella stessa vettura e che ha ugualmente patito un danno. Pertanto, si potranno fare domande rivolte a capire se il testimone ha un interesse diretto acché il processo termini in un determinato modo.

note

[1] Art. 194 cod. proc. pen.

[2] Art. 372 cod. pen.

[3] Art. 253 cod. proc. civ.

[4] Art. 246 cod. proc. civ.

Immagine: due uomini e loro ombre proiettate sul muro di Ta Animator


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