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Beni non pignorabili in casa

28 Aprile 2019
Beni non pignorabili in casa

Pignoramento mobiliare: quali oggetti possono essere asportati da casa dall’ufficiale giudiziario e quali sono impignorabili.

Se un giorno dovessi contrarre un debito e non riuscissi a pagarlo, quali oggetti potrebbe pignorare l’ufficiale giudiziario, prendendoli da casa tua per metterli all’asta? Quali potrebbero essere i tuoi beni su cui al creditore è consentito soddisfarsi?

Le scene che hai visto nei film, con le case dei debitori praticamente svuotate, sono frutto di fantasia: nella realtà l’ufficiale giudiziario preleva solo lo stretto indispensabile per soddisfare il credito fatto valere con la procedura esecutiva, maggiorato della metà per coprire le spese legali e gli interessi. Questo significa che, se hai un debito di mille euro, ti verranno pignorati in casa beni del valore di massimo 1.500 euro. Ma chi decide quali beni pignorare e qual è il loro valore? Ma soprattutto quali sono i beni non pignorabili in casa? Cercheremo di soddisfare la tua curiosità qui di seguito.

Pignoramento mobiliare: cos’è e quando?

Quando si parla di pignoramento in casa del debitore ci si riferisce a una forma particolare di pignoramento che ormai viene intrapresa sempre più di rado: le nostre abitazioni non sono più ricche di arredi preziosi come lo erano in passato e trovare gioielli, argenteria o casseforti è una rarità. Così il creditore preferisce optare per altre procedure più sicure.

Tre sono i tipi di pignoramenti che il creditore, a sua insindacabile scelta, può scegliere di azionare: quello appunto sui beni mobili, come arredo, gioielli e auto, detto pignoramento mobiliare; quello sulle case e terreni, detto pignoramento immobiliare; quello sui crediti che il debitore vanta nei confronti di terzi – come il conto corrente in banca o alle poste, lo stipendio, la pensione, i canoni di locazione – detto pignoramento presso terzi.

Il pignoramento mobiliare, come detto, è quello più raro perché non offre garanzie. Difficilmente si riescono a vendere i beni di seconda mano, spesso molto vecchi ed il cui valore, peraltro, viene non di rado sovrastimato dall’ufficiale giudiziario. In più le vendite dell’Istituto Vendite Giudiziarie non sono pubblicizzate e nessuno è in grado quindi di parteciparvi. Insomma, si tratta di una procedura obsoleta cui si ricorre, a volte, solo per “dare fastidio” al debitore, per convincerlo a pagare pur di non perdere gli oggetti a cui è abituato.

Pignoramento mobiliare: chi decide quali beni pignorare?

A scegliere i beni da pignorare è l’ufficiale giudiziario che, durante le operazioni, può anche farsi accompagnare dal creditore o dall’avvocato del creditore. La legge impone all’ufficiale giudiziario di preferire i beni di “pronto realizzo”, quelli cioè che si possono vendere prima e più facilmente (preziosi, quadri, mobilio, tappeti, divani, televisore, elettrodomestici, ecc.) tralasciando quelli invece difficilmente smerciatili anche a un’asta giudiziaria (vestiti, sveglie, scarpe, libri, ecc.).

La valutazione dei beni da pignorare viene fatta, a vista, dallo stesso ufficiale giudiziario (che può farsi aiutare dal debitore con ricevute di pagamento). Ciò serve a calcolare il valore complessivo dei beni pignorati in modo da arrivare – e non superare – l’entità del credito fatto valere maggiorato della metà.

Attenzione: pignoramento non significa che i beni vengono presi e asportati al momento stesso. L’ufficiale redige solo un verbale in cui dà atto che tali beni sono soggetti al pignoramento e ti vieta di usarli, rovinarli, venderli o regalarli. Qualche giorno prima dell’asta – che viene decisa dal giudice del tribunale – verrà un dipendente dell’IVG (Istituto Vendite Giudiziarie) a prelevare gli oggetti per metterli in vendita. Se non si vendono, ti dovranno essere restituiti ma dovrai pagare le spese per il deposito (che spesso superano anche il valore degli stessi beni, sicché qualche debitore preferisce non ritirarli).

Pignoramento mobiliare: beni non pignorabili in casa

L’ufficiale giudiziario non potrà certo pignorare il tuo cane o il tuo gatto, confidando sull’affetto che nutri per esso al fine di spingerti a pagare. E lo stesso non può fare con la tua biancheria o le provviste. Insomma esistono una serie di beni non pignorabili a casa per espressa indicazione di legge. Tutti gli altri sono pignorabili.

Ecco quali sono i beni assolutamente impignorabili:

  • anello nuziale, vestiti, biancheria, letti, tavoli per i pasti con le relative sedie, armadi, guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli di cucina, lavatrice, utensili di casa e di cucina unitamente al mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia che convivono con lui: sono tutti impignorabili salvo che siano di rilevante valore economico (eccezione però che non vale per i letti) anche per accertato pregio artistico o di antiquariato. Quindi se mangi tutti i giorni su un tavolo di normale truciolato non puoi subire il pignoramento, ma se lo fai su un tavolo del 700 che vale diverse migliaia di euro, puoi subire il pignoramento. Se dormi su un letto di enorme valore non puoi comunque subire il pignoramento di esso;
  • commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi;
  • cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto;
  • decorazioni al valore, lettere, registri e in genere gli scritti di famiglia e i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione;
  • armi e oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per adempiere un pubblico servizio;
  • animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali;
  • animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli (pensa al cane per ciechi o alla pet-therapy);
  • beni in usufrutto legale [1];
  • frutti dei beni del figlio nell’usufrutto legale: non sono pignorabili per i debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia;
  • strumenti, oggetti e libri indispensabili all’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore: sono pignorabili sono nei limiti di un quinto ma solo se il presumibile valore di realizzo degli altri beni presenti in casa e trovati dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per soddisfare il credito; il limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nell’attività del debitore prevale il capitale investito rispetto al lavoro;
  • oggetti che il debitore ha già venduto o donato a terzi o dato in comodato (deve risultare un atto scritto con data certa).

Una particolare disciplina vale per il pignoramento dei beni relativi ad attività di coltivazione [2]. In tal caso:

  • le cose che il proprietario di un fondo ha per il servizio e la coltivazione del medesimo (ad esempio attrezzi agricoli, carri): sono pignorabili separatamente dall’immobile solo in mancanza di altri beni. Su istanza del debitore e sentito il creditore il giudice dell’esecuzione può escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile, le cose di uso necessario per la coltura del fondo, o può anche permetterne l’uso sebbene pignorate, con le cautele per la loro conservazione e ricostituzione;
  • le cose destinate dal coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo: vale quanto detto al punto precedente:
  • i frutti non ancora raccolti o non ancora separati dal suolo: non sono pignorabili separatamente dall’immobile a cui accedono, se non nelle ultime 6 settimane prima del tempo ordinario della loro maturazione, a meno che il creditore pignorante si assuma le maggiori spese di custodia;
  • bachi da seta : sono pignorabili solo quando sono nella maggior parte sui rami per formare il bozzolo.

note

[1] Art. 326 cod. civ.

[2] Art. 516 cod. civ.


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