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Sintomi tumore al cervello

21 Maggio 2019 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 21 Maggio 2019



Tumore al cervello: sintomi, cause, conseguenze e intervento. Glioblastoma; responsabilità per colpa professionale del medico e indennità di accompagnamento.

Il sistema nervoso centrale è composto dall’encefalo e dal midollo spinale che insieme hanno il compito di controllare: i movimenti e le azioni volontarie (come camminare e parlare), le funzioni involontarie (come la respirazione e la digestione), le funzioni sensoriali (la vista, l’udito, il gusto, il tatto e l’olfatto), le attività superiori (come la memoria e l’apprendimento) e le emozioni. Qualsiasi parte del cervello, del cervelletto o del sistema nervoso (e le meningi che lo rivestono) può essere colpita da forme tumorali. Sintomi tumore al cervello: quali sono? Quanti tipi di tumore esistono? I più frequenti sono i gliomi, infatti rappresentano circa il 40% dei tumori cerebrali primitivi, e comprendono numerosi sottotipi: astrocitomi diffusi, astrocitomi pilocitici, astrocitomi anaplastici, glioblastomi, oligodendrogliomi, gliomi misti, ependimomi, medulloblastomi, meningiomi, emangioblastomi, germinomi, neurinomi, craniofaringiomi, linfomi primitivi. In questo articolo, ti parlerò delle più recenti sentenze che riguardano i malati di tumore; dopodiché, potrai trovare l’intervista al dr. Carlo Pastore (specialista in oncologia medica) che ci ha fornito maggiori informazioni sul glioblastoma, la forma più maligna dei gliomi.

Indennità di accompagnamento

Il tribunale di Caltanissetta [1] si è pronunciato sul riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, un’agevolazione che rappresenta un sostegno per la famiglia del malato che necessita di un controllo continuo e costante, ed il cui scopo è favorirne la permanenza ed evitarne il ricovero negli istituti pubblici di assistenza.

Per la concessione dell’indennità di accompagnamento bisogna valutare la capacità del malato di compiere gli atti giornalieri più elementari.

Quali sono i presupposti alternativi per la concessione dell’indennità? L’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o l’incapacità di compiere gli atti della vita quotidiana senza un’assistenza continua.

Sul punto, il tribunale di Caltanissetta ha specificato: “Sono irrilevanti episodici contesti, essendo richiesta la verifica della loro inerenza costante al soggetto, non in rapporto ad una soltanto delle possibili esplicazioni del vivere quotidiano, ovvero alla necessità di assistenza determinata da patologie particolari e finalizzata al compimento di alcuni, specifici, atti della vita quotidiana (ad es. con riferimento alle fattispecie di pazienti affetti da malattie oncologiche richiedenti l’indennità per i soli periodi dei cicli di chemioterapia). Nella fattispecie le patologie seppur gravi non avevano avuto un’incidenza tale da aver eliminato la capacità di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita o di deambulare.”

Responsabilità per colpa professionale del medico

Secondo la Corte d’Appello di Roma [2] la responsabilità per colpa professionale del medico sussiste anche nel caso in cui si ometta di assicurare nella fase post-operatoria la dovuta protezione nei confronti di un paziente, indipendentemente dal fatto che l’intervento sia stato eseguito correttamente. Ogni operatore di una struttura sanitaria è tenuto a tutelare la salute del paziente contro qualsiasi pericolo in grado di minacciarne l’integrità.

Pertanto, il medico-chirurgo che ha eseguito un’operazione chirurgica, perfettamente riuscita, è responsabile per errata o mancata esecuzione della chemioterapia post operatoria qualora non abbia controllato che le terapie necessarie venissero eseguite oppure abbia affidato il compito al personale medico incapace di fornire un’idonea assistenza post-operatoria.

La Corte d’Appello di Roma ha stabilito: “Trova infatti applicazione il principio di diritto secondo il quale “anche se l’esecuzione dell’intervento richiede la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il professionista ha l’obbligo, per tutte le fasi dell’intervento, anche per quelle post-operatorie, di adottare tutte le precauzioni per impedire prevedibili complicazioni e di adoperare tutta la scrupolosa attenzione che la particolarità del caso richiede, secondo la prudenza e la diligenza esigibili dalla specializzazione posseduta; per l’inosservanza di tali obblighi il medico risponde anche per colpa lieve”.”

Per saperne di più sul glioblastoma, abbiamo intervistato il dr. Carlo Pastore, responsabile dell’unità di oncologia medica ed ipertermia oncologica della clinica Villa Salaria a Roma.

Glioblastoma: cos’è?

Per glioblastoma si intende una delle neoplasie che possono insorgere all’interno del tessuto cerebrale e, tra tutti i tumori del cervello, è senza dubbio quello con l’atteggiamento biologico più aggressivo. Nasce dalle cellule della glia (cellule che sono normalmente presenti nel cervello e che si occupano di nutrire e sostenere il neurone) e tende alla diffusione all’interno dell’encefalo distruggendo le strutture sane viciniori o quelle a distanza rispetto al punto di insorgenza dove le cellule maligne possono migrare.

Generalmente, si osserva un’importante quota di edema (accumulo di liquido nei tessuti) circostante la lesione tumorale. Spesso il glioblastoma viene definito multiforme, poiché nella stessa massa tumorale coesistono cellule alterate con morfologia differente. La crescita del tumore è piuttosto rapida grazie anche alla ricca rete di vasi sanguigni che si crea all’interno della massa e l’aspetto radiologico è spesso disomogeneo.

Glioblastoma: dove si localizza?

Il glioblastoma non ha una sede elettiva di insorgenza all’interno dell’encefalo. Tutte le strutture intracerebrali possono essere sede di insorgenza o di diffusione della malattia.

Glioblastoma: come riconoscerlo? Quali sono i sintomi?

La sintomatologia è legata alla dimensione della patologia ed alle strutture che vengono interessate. I sintomi più frequenti sono cefalea (persistente e continua), vomito, sonnolenza ed edema della papilla.

La maggior parte della sintomatologia è legata all’aumento della pressione in una scatola chiusa, come quella cranica con compressione delle strutture nervose cerebrali. Altri sintomi che possono essere, talvolta, presenti sono: astenia, confusione mentale, difficoltà nella deglutizione, mutamenti della personalità, crisi convulsive.

Glioblastoma: chi colpisce?

Il glioblastoma rappresenta circa il 2% di tutte le forme neoplastiche che possono colpire l’essere umano. La massima incidenza si rileva tra i 45 ed i 70 anni di età non mancando però dei casi in età più giovanile.

Glioblastoma: cause e fattori di rischio

Per quanto riguarda il glioblastoma è difficile individuare delle cause certe di insorgenza. Sappiamo però che spesso si riscontrano nei pazienti una serie di alterazioni genomiche che possono essere concausa di insorgenza. Inoltre, un rischio aumentato si rileva nei lavoratori dell’industria della gomma e dopo l’esposizione ad agenti tossici quali ad esempio il cloruro di vinile.

L’esposizione alle onde elettromagnetiche quale fattore di rischio è altresì un argomento molto attuale. La discussione nella comunità scientifica è vivace e si attendono certezze in questo senso che ancora non abbiamo. Altro fattore di rischio dibattuto è legato all’impiego di pesticidi.

Come diagnosticare il glioblastoma?

Al di là della sintomatologia che può porre il sospetto, è necessario ricorrere alle metodiche di imaging radiologico. Per il glioblastoma, in particolare, vengono impiegate Tc ed Rmn. Entrambe le metodiche necessitano del mezzo di contrasto che rende ben evidente, se la malattia è presente, la ricca vascolarizzazione all’interno del tumore.

Glioblastoma: quali sono le conseguenze?

La crescita di una massa neoplastica all’interno del cervello purtroppo crea enormi problematiche all’organismo. I centri nervosi controllano la maggior parte delle funzioni dell’organismo medesimo e la crescita tumorale,dislocando e distruggendo le strutture sane circostanti, se non arginata, può avere un impatto letale.

Glioblastoma: può provocare la perdita della parola?

Le aree cerebrali che controllano le funzioni del linguaggio possono essere interessate dalla neoplasia. La distruzione delle medesime comporta difficoltà nell’eloquio.

Glioblastoma: può provocare un cambio di personalità o la perdita di memoria?

Analogamente rispetto ai potenziali disturbi dell’eloquio, se la neoplasia interessa le aree cerebrali deputate al controllo delle attitudini relazionali e della memoria si può avere un’alterazione delle medesime.

Glioblastoma con crisi epilettiche: può darci maggiori informazioni?

Per crisi epilettica si intende una sorta di cortocircuito elettrico all’interno del cervello. Per un trauma, per un evento vascolare o, appunto, per una neoplasia si può avere un’interruzione o un’interferenza nel segnale elettrico che muove le informazioni tra le varie aree del cervello modificando il potenziale di membrana delle cellule nervose.

Una massa tumorale crea un’alterazione per la crescita di tessuto solido dove non deve essere presente nella trasmissione dell’impulso nervoso.

La creazione di aree cerebrali caratterizzate da segnali elettrici anomali manda in tilt tutto il sistema portando a quelle manifestazioni epilettiche che talvolta abbiamo modo di osservare.

Glioblastoma e fumo: c’è qualche relazione?

Non è stata riscontrata relazione certa tra glioblastoma ed abitudine al fumo di tabacco. Certamente, occorre sottolineare che nel fumo di sigaretta si sviluppano numerose sostanze ad azione mutagena e cancerogena; pertanto è sicuramente indicato interrompere tale abitudine in senso generale.

Glioblastoma e alimentazione: ci sono consigli utili da fornire?

Non esiste un regime dietetico specificamente consigliabile per le neoplasie cerebrali. Per queste forme tumorali vale l’approccio che consigliano i colleghi nutrizionisti che si occupano della nutrizione in oncologia.

Quali sono i trattamenti e le terapie per il glioblastoma?

La prima e consolidata arma in nostro possesso è la chirurgia. La rimozione chirurgica completa senza residuo è il primo step auspicabile e fondamentale per poter sperare nella risoluzione totale in presenza di un glioblastoma.

A seguire, come approccio adiuvante volto a ridurre la possibilità che si accresca la cosiddetta “malattia minima residua”, la strategia più consolidata è una combinazione di chemioterapia (farmaco di elezione la temozolomide) e radioterapia. Un ruolo di coadiuvante sinergico rispetto ai trattamenti principali, spetta al trattamento in ipertermia capacitiva profonda a radiofrequenza.

Per la malattia non resecabile chirurgicamente si può procedere direttamente con un approccio combinato di chemioterapia e radioterapia, conservando l’opzione di abbinare ipertermia come coadiuvante.

In cosa consiste l’intervento?

Si procede all’enucleazione della massa ammalata rispettando il più possibile il tessuto sano circostante. Moderno approccio è l’intervento in awake (paziente sveglio e collaborante) con l’ausilio di una strumentazione denominata neuronavigatore. Questo approccio consente di minimizzare la possibilità di danneggiare aree cerebrali nobili in modo permanente ed individuare con miglior accuratezza la porzione ammalata da asportare.

Glioblastoma: quali sono i rischi dell’operazione?

Il rischio dipende dalla localizzazione della malattia rispetto alle strutture cerebrali di funzione nobile ed alla vascolarizzazione maggiore del cervello. Si tratta certamente di un intervento di chirurgia maggiore.

Recupero post operatorio: chi se ne occupa?

Generalmente, il recupero post operatorio è piuttosto rapido. In quel momento, il primo attore della vicenda clinica resta il neurochirurgo che si occupa di valutare la condizione generale del paziente e la cicatrizzazione corretta della breccia chirurgica. Questa figura professionale gestisce in primis il post operatorio.

Glioblastoma: quali sono le aspettative di vita?

Per il glioblastoma ancora abbiamo molto da fare. Purtroppo, nelle condizioni di non operabilità, le percentuali di sopravvivenza restano basse. Meglio per quei pazienti nei quali si riesce ad operare una resezione completa e tutte le terapie adiuvanti post chirurgiche disponibili.

Glioblastoma: è possibile prevenirlo?

Purtroppo al momento non esistono modalità di prevenzione acclarate.

note

[1] Trib. Caltanissetta sez. lavoro sent. n. 80 del 26. 02.2019.

[2] Corte d’Appello Roma sent. n. 6885 del 30.10.2018.

Autore immagine: tumore cervello di Shidlovski


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