Business | Articoli

È reato dire “Paese di merda” o “cesso di Paese”

12 gennaio 2018


È reato dire “Paese di merda” o “cesso di Paese”

> Business Pubblicato il 12 gennaio 2018



In Italia è reato inveire contro la Nazione e usare espressioni come “Paese di merda” o “cesso di Paese”. Cosa dire delle frasi shock di Donald Trump?

Tutti i giornali e telegiornali stanno riportando – senza censura – le parole che Donald Trump avrebbe pronunciato rispondendo ad una serie di parlamentari presenti nello studio Ovale alla Casa Bianca per un incontro sui programmi di protezione per gli immigrati. Ebbene, traducendole dall’inglese, le spiacevoli frasi “suonano” così: «Perché gli Stati Uniti dovrebbero prendersi tutta questa gente che arriva da questo cesso di Paesi?» L’espressione «shithole countries», inoltre, non necessita – né merita in questa sede – di traduzione. Ora, al di là dello sconcerto che queste ed altre simili affermazioni possano ingenerare, è naturale chiedersi: è reato dire “Paese di merda” o “cesso di Paese” oppure, in virtù del principio di libera manifestazione del pensiero, ognuno può dire ciò che vuole? Di sicuro non si tratta di espressioni che passeranno inosservate a livello globale. Si dice che «quando gli Stati Uniti starnutiscono il resto del mondo prende il raffreddore». Qui, più che di uno starnuto si tratta di un vero e proprio tuono dalle risonanze universali. Non è facile intuire quali saranno le conseguenze delle affermazioni shock di Trump, ciò che è certo è che se le stesse parole fossero state pronunciate contro l’Italia, o in Italia, da un “comune mortale” le conseguenze non sarebbero tardate ad arrivare e sarebbero state molto chiare. Vediamo perché. A tal fine analizzeremo un caso davvero emblematico.

Dire: «In questo schifo di Italia di merda» è reato

Non molto tempo fa la Corte di Cassazione [1] ha avuto modo di giudicare il comportamento di un 71enne, il quale si era particolarmente infuriato con due carabinieri che lo avevano fermato e multato perché viaggiava a bordo della sua auto con un solo faro acceso. L’uomo per contestare la multa o, più semplicemente, per dare sfogo alla sua collera, si era lasciato andare alla fatidica frase: «In questo schifo di Italia di merda».

Ebbene, secondo la Suprema Corte il diritto di manifestare il proprio pensiero [2] in qualsiasi modo non può trascendere in offese grossolane e brutali prive di alcuna correlazione con una critica obiettiva. Secondo la Suprema Corte, dunque, il comportamento di un soggetto che in luogo pubblico, ha offeso la nazione, gridando quella particolare frase, sia pure nel contesto di un’accesa discussione dopo la contestazione elevatagli dai carabinieri per aver condotto un’autovettura con un solo faro funzionante, integra il delitto di vilipendio. Che dire allora delle frasi shock di Trump, di certo non riferite a questioni futili (quali quelle afferenti ad una multa), ma di rilevanza universale?

Forse non tutti sanno che sfogarsi in pubblico con il classico «questo è un paese di m …», per quanto per alcuni possa suonare bene ed essere anche liberatorio, non può essere tollerato. Anzi è addirittura reato, in quanto costituisce vilipendio alla nazione [3]. Il reato in esame, ha precisato la Suprema Corte, nel caso del malcapitato 71enne, «non consiste in atti di ostilità o di violenza o in manifestazioni di odio: basta l’offesa alla nazione, cioè un’espressione di ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio o l’onore della collettività nazionale, a prescindere dai vari sentimenti nutriti dall’autore». Ciò detto, in un periodo come quello attuale, caratterizzato dalla crisi e dal forte stress collettivo che ne deriva, è bene tenere a mente quanto sopra esposto.

Ora non si sa se questo discorso, di certo valido per noi comuni cittadini italiani, possa valere anche per il Presidente degli Stati Uniti, con l’aggravante –  peraltro – che qui non si tratta di lamentele relative a disservizi, trasporti pubblici che non funzionano mai, multe talvolta ingiuste, tasse altissime e code interminabili, ma di delicatissime questioni di altisonanza globale.

note

[1] Cass. sent. n. 28730 del 04.07.2013.

[2] Art. 21 Costai sensi del quale «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». 

[3] Art. 291 cod. pen., ai sensi del quale «Chiunque pubblicamente vilipende  la nazione italiana è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000».

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. quando uno Stato non garantisce diritti previsti dalla Costituzione….lavoro…salute,,,,come la mettiamo?..si provi a chiedere una visita specialistica che non sia intra moenia,, oppure si provi a lavorare a tempo determinato presso amministrazioni pubbliche,,,,quali espressioni occorre usare? certamente la forma non può avere più valore della sostanza…

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI