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Possibilità di vincere in appello

20 Maggio 2019 | Autore:
Possibilità di vincere in appello

Giudizio di appello: cos’è e come funziona? Quante possibilità ci sono di ribaltare la sentenza di primo grado? Sono ammesse nuove prove in appello?

La legge italiana consente alla parte processuale che ne abbia interesse di impugnare la sentenza sfavorevole al fine di sottoporla all’attenzione di un nuovo giudice. In poche parole, se vai in giudizio e perdi, puoi sempre chiedere la “rivincita”, nel senso che potrai ottenere che il tuo caso venga valutato da un altro magistrato. Ciò avviene perché, in Italia, non esiste un unico grado di giudizio: la sentenza resa dopo il primo grado può essere impugnata in appello; addirittura, anche la sentenza resa in appello può essere contestata e portata davanti alla Corte di Cassazione. Spesso capita che, nonostante la legge lo consenta, non si decida di proporre impugnazione per via delle scarse possibilità di vincere in appello.

Si tratta di una questione delicata a cui non è possibile fornire una risposta univoca. Da nessuna parte c’è scritto che in appello non si possa ribaltare la sentenza di primo grado: se così fosse, un secondo grado di giudizio non avrebbe senso. Ciononostante, l’impressione è che l’appello sia come una partita di ritorno da giocare fuori casa: se hai perso all’andata, difficilmente capovolgerai le cose al ritorno. Perché? Da dove deriva questa tendenziale sfiducia nella possibilità di vincere in appello? È ciò che cercherò di spiegarti in questo articolo.

Doppio grado di giudizio: cos’è e come funziona?

Abbia detto che, in linea di massima, ogni sentenza è appellabile. Cosa significa? Vuol dire che contro (quasi) ogni pronuncia sfavorevole è possibile proporre impugnazione davanti ad un giudice diverso, il quale rivaluterà i fatti e sarà libero di giungere ad una conclusione differente dal suo collega precedente.

Detto in altri termini, la legge assicura il doppio grado di giudizio: contro la sentenza che ti dà torto puoi fare appello e chiedere ad altro magistrato che si esprima sul tuo caso. Il sistema è volto a garantire i cittadini da eventuali errori in cui può essere incorso il primo giudice. Proponendo appello, l’intera questione viene rimessa ad un secondo giudicante, il quale rileggerà il fascicolo e deciderà sulla scorta di quello e delle memorie difensive; eccezionalmente, potrebbe essere disposta anche una nuova fase istruttoria.

Giudizio in Cassazione: cos’è?

Dopo i primi due gradi di giudizio, è possibile addirittura arrivare ad un terzo grado, mediante ricorso in Cassazione.

La Corte di Cassazione è un giudice particolare per diverse ragioni: innanzitutto, dal punto di vista territoriale, la sua competenza è estesa a tutta l’Italia, ma la sua sede è unica e si trova a Roma; in secondo luogo, la Cassazione può pronunciarsi soltanto sulla legittimità di una sentenza, non anche sul merito. Cosa significa? Vuol dire che la Corte di Cassazione non analizza i fatti come ricostruiti nei precedenti gradi di giudizio, ma in maniera più semplice verifica che la decisione impugnata sia conforme alle norme di legge.

La Cassazione, quindi, non scende nel merito della causa come fa il giudice d’appello, innanzi al quale viene devoluto l’intero giudizio di primo grado; la Suprema Corte deve solamente accertare che la sentenza impugnata sia priva di vizi che la rendano contraria alla legge.

Infine, va precisato che il ricorso per Cassazione è “a critica vincolata”, nel senso che non si può impugnare la sentenza sfavorevole per tutte le ragioni che si vuole, ma solo per i casi strettamente stabiliti dalla legge.

Giudizio d’appello: come funziona?

Tornando al problema delle possibilità di vincere in appello, per capirne di più dobbiamo spiegare come funziona il giudizio d’appello. L’appello, a differenza del ricorso per Cassazione, è un’impugnazione “devolutiva”, nel senso che l’intera questione viene rimessa ad un secondo giudice, il quale dovrà valutare nuovamente e daccapo la questione sottopostagli.

In poche parole, mentre i giudici della Corte di Cassazione devono solamente valutare che la sentenza impugnata non abbia violato qualche norma di legge senza poter fare considerazioni su quanto stabilito nel merito dal precedente giudice, in appello è invece possibile fare tutto ciò, potendo rimettere tutto quanto in discussione.

Astrattamente, quindi, il luogo per ribaltare completamente quanto stabilito in sentenza di primo grado è proprio il giudizio d’appello: non a caso, si dice che l’impugnazione davanti al giudice di appello è di tipo devolutivo, nel senso che tutto l’incartamento processuale di primo grado passa al nuovo giudice, il quale è pienamente libero di ricostruire la vicenda nella maniera che gli sembra più convincente.

Chi è il giudice d’appello?

Il giudice d’appello non è sempre lo stesso, ma cambia a seconda della sentenza che si impugna. Possiamo quindi dire che:

  • se ad essere impugnata è una sentenza del giudice di pace, il giudice d’appello sarà il tribunale in composizione monocratica;
  • se ad essere impugnata è una sentenza del tribunale, il giudice d’appello sarà la Corte di appello, organo collegiale composto di tre membri;
  • se ad essere impugnata è una sentenza della Corte d’assise, il giudice d’appello sarà la Corte d’assise d’appello.

Appello: quali sono le possibilità di vittoria?

Quali sono le reali possibilità di vincere in appello? Vale la pena proporre impugnazione per cercare di sovvertire il risultato del primo grado di giudizio, sapendo di dover pagare nuovamente l’avvocato e dover sopportare i costi della giustizia? Ricorda, infatti, che l’onorario di un avvocato si riferisce ad un solo grado di giudizio: se proponi appello, dovrai pagare una nuova parcella; inoltre, dovrai nuovamente pagare contributo unificato e marca da bollo per le spese di giustizia. Inutile dirti che il contributo unificato sarà di importo superiore rispetto a quello che hai pagato per il primo grado.

Ebbene, non è possibile fare pronostici che possano essere certi, in quanto le possibilità di vincere in appello cambiano da situazione a situazione, in base al caso concreto. Per valutare in maniera seria quante siano le possibilità di rovesciare la sentenza di primo grado che ti vede soccombente (o condannato, nel caso di giudizio penale) occorrerebbe studiare l’intero fascicolo del primo grado.

Ovviamente, quanto appena detto è una risposta troppo scontata e banale della quale non ti accontenterai. Proviamo allora a capirne un po’ di più e a spiegare perché c’è una sorta di sfiducia intorno alla reale riuscita di un’impugnazione in appello.

Appello: perché le possibilità di vincere sono scarse?

Le possibilità di vincere in appello non sono tantissime per via del modo in cui il giudizio è stato strutturato: il giudizio d’appello, infatti, se estende il suo raggio d’azione all’intera decisione assunta in primo grado, solitamente si esaurisce in un’unica udienza per via dell’assenza di una vera e propria istruttoria.

La legge dice che nel giudizio d’appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili dal giudice. Allo stesso modo, non possono proporsi nuove eccezioni, a meno che non siano rilevabili anche d’ufficio: questo significa che se, ad esempio, non hai eccepito la prescrizione in primo grado, non potrai più farlo in appello. Non sono altresì ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, fatti salvi i casi che vedremo nel prossimo paragrafo [1].

Cosa significa tutto ciò? Vuol dire che in appello non si procederà a raccogliere nuovi elementi di prova oppure a sentire nuovamente i testimoni già interrogati ed escussi in primo grado, né a produrre nuova documentazione. In poche parole, il fascicolo contenente tutto ciò che è stato fatto nel primo giudizio passa integralmente al nuovo giudice, senza che altro (o quasi) venga aggiunto. Non ci sarà, perciò, la possibilità di sentire nuovi testimoni le cui dichiarazioni siano in grado di ribaltare la sentenza impugnata; con le precisazioni che seguono.

Le nuove prove nell’appello civile

Eccezionalmente, è possibile chiedere l’ammissione di nuovi mezzi di prova in appello; si tratta di un’ipotesi particolare, giustificata da ragioni specificamente individuate dalla legge. Per quanto riguarda il processo civile, è possibile chiedere l’ammissione di nuove prove in appello (testimoni, documenti, perizie, ecc.) quando la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile.

Mettiamo il caso che nel processo di primo grado non sia stato possibile depositare un’importante documentazione medica perché, a causa di un incendio divampato nell’ospedale ove era conservata, non si sia riusciti a reperirla in tempo utile. Ebbene, in un caso del genere, poiché il ritardo è imputabile a circostanze straordinarie non dipese dalla parte, il giudice potrebbe accettare il deposito della nuova documentazione.

La legge dice, invece, che può sempre deferirsi il giuramento decisorio e possono sempre domandarsi gli interessi, i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza stessa.

Al di là delle nuove prove, è diritto delle parti ottenere un termine per depositare proprie memorie difensive, al fine di convincere il giudice delle proprie ragioni.

Le nuove prove nell’appello penale

Il processo penale è retto dal medesimo principio esposto nel paragrafo precedente: non è possibile addurre nuovi mezzi di prova, se non in casi eccezionali. Poiché, il processo penale è maggiormente garantista e concede maggiore discrezionalità al giudice, ci sono più spazi di ottenere l’ammissione di nuove prove rispetto al processo civile.

Il codice di procedura penale dice infatti che quando una parte, nell’atto di appello, ha chiesto la riassunzione di prove già acquisite nel dibattimento di primo grado o l’assunzione di nuove prove, il giudice, se ritiene di non essere in grado di decidere allo stato degli atti, dispone la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale. Lo stesso accade se le nuove prove sono sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado.

La rinnovazione dell’istruzione dibattimentale può essere addirittura disposta d’ufficio dal giudice (cioè, senza richiesta delle parti) se egli la ritiene assolutamente necessaria [2].

Appello: quando si hanno possibilità di vincere?

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo dire che ci sono concrete possibilità di vincere in appello quando:

  • la sentenza di primo grado sia assolutamente ed evidentemente sbagliata, perché illogica o assurda nelle conclusioni;
  • quando si sia in grado di poter fornire nuove prove alle condizioni stabilite dalla legge.

In tutti gli altri casi, le possibilità di vincere in appello sono piuttosto ridotte, fermo restando sempre che ogni caso è diverso dall’altro e merita un’attenta valutazione da parte del legale di fiducia.


note

[1] Art. 345 cod. proc. civ.

[2] Art. 603 cod. proc. pen.


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2 Commenti

  1. Buonasera, volevo fare una domanda:
    sono stato condannato in primo grado dal tribunale a pagare 8000 euro di spese processuali alla Regione Toscana e alla Provincia in seguito alla mia richiesta di risarcimento danni carrozzeria auto per aver investito un capriolo su una strada che attraversa dei boschi. La decisione del giudice è dovuta dal fatto che Regione e Provincia non possono controllare ogni singolo animale selvatico, ed essendo residente dovevo essere a conoscenza della presenza di questi animali. Tra le prove c’è il verbale dei vigili che attestano la mancanza di segnaletica, un testimone dell’incidente, un filmato e infine l’animale è stato anche recuperato dopo essersi allontanato. La domanda è: ho qualche possibilità di vincere in appello?
    In attesa di un Vostro gentile riscontro, distinti saluti.

    1. Se desideri sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione dei professionisti del nostro portale di informazione giuridica, affinché i nostri esperti possano valutare nel dettaglio la tua situazione e verificare se c’è o meno la possibilità di vincere in appello, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza Riceverai la risposta entro 5 giorni lavorativi e potrai sempre chiedere eventuali delucidazioni sulla consulenza ricevuta.

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