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Multa ridotta al 30% anche per il conducente non proprietario

26 Aprile 2019
Multa ridotta al 30% anche per il conducente non proprietario

Multa presa dal conducente non proprietario: per pagare con lo sconto c’è tempo dalla dichiarazione. Ministero Interno circolare n. 300/A/3480/19/109/16 del 16/4/2019.

Immagina di chiedere a un amico la sua auto in prestito per un pomeriggio: devi andare a prendere la tua fidanzata in aeroporto e hai la macchina in assistenza. In quel tragitto ti capita di accelerare per non arrivare tardi. Succede così che incappi in un autovelox che ti fotografa. Un paio di mesi dopo, la multa arriva a casa del proprietario del mezzo; questi inizialmente non ti dice nulla, non ricordando chi fosse alla guida della sua auto e avesse preso la contravvenzione. Solo dopo due settimane, incontrandoti in un bar, ti fa presente il fatto: una volta ricostruito l’accaduto, ha pensato bene di informarti, anche perché dovrà fare la comunicazione alla polizia sui dati dell’effettivo conducente. Tale adempimento servirà per decurtare i punti dalla tua patente e non rischiare una seconda sanzione. Nello stesso tempo, sarai tu a dover pagare – in solido con lui – la multa stradale. 

Il suo ritardo però ha fatto, nel frattempo, scadere i termini per il pagamento in misura ridotta, con lo sconto cioè del 30%, e ora stanno anche per decorrere quelli per fare ricorso (30 giorni al giudice di pace e 60 al Prefetto). Ti senti pregiudicato nei tuoi diritti. Ti chiedi se esista qualche scappatoia. In che modo è possibile riconoscere la multa ridotta al 30% anche per il conducente non proprietario?

La risposta è contenuta in una recente circolare del Ministero degli Interni [1]. In questo documento viene riconosciuto anche all’effettivo conducente il diritto di godere del pagamento in misura ridotta se comunica i propri dati spontaneamente alla polizia. Vediamo allora cosa bisogna fare per “rientrare nei termini” se si usa l’auto di un’altra persona.

La comunicazione dell’effettivo conducente

Quando una multa – che prevede anche la decurtazione dei punti dalla patente – viene notificata a una persona che non è stata fermata sul posto, il verbale contiene l’ordine di comunicare alla polizia i dati dell’effettivo conducente. In questo modo, tutte le volte in cui l’infrazione è stata commessa da un altro soggetto, non titolare del mezzo, si evita che la sanzione accessoria (appunto la sottrazione dei punti) finisca a chi non è l’effettivo responsabile. 

La comunicazione dei dati del conducente è obbligatoria in ogni caso, anche quando si fa ricorso o quando è lo stesso proprietario ad aver violato il codice della strada. Chi non ottempera a quest’obbligo non perde i punti ma subisce un’ulteriore contravvenzione che può arrivare a circa mille euro. Solo nel caso di impossibilità oggettiva a ricordare a chi si è prestato l’auto si può evitare la seconda multa.

La solidarietà e la notifica della multa all’effettivo conducente

Se il proprietario dell’auto, che quindi ha ricevuto la raccomandata con la multa, non comunica i dati dell’effettivo conducente, la patente rimane integra ma è costretto a pagare una seconda multa.

Se invece il proprietario comunica i dati dell’effettivo conducente, la multa viene notificata anche a quest’ultimo.

Si ha quella che viene definita «responsabilità in solido»: sia il proprietario che il conducente sono entrambi tenuti a pagare la contravvenzione. Se ovviamente lo fa uno dei due, l’altro è liberato. Ma se nessuno ottempera, l’amministrazione può agire nei confronti di entrambi o di uno solo dei due, indifferentemente. Quindi, nei rapporti con l’ente che ha accertato la violazione del codice della strada, sono responsabili allo stesso modo sia il titolare del mezzo che il trasgressore. Tra di loro, invece, i rapporti sono regolati diversamente: è quest’ultimo a dover tenere indenne il primo. Per cui, se il proprietario paga l’importo, può poi pretendere la restituzione del conducente.

Il pagamento della multa scontato e in misura ridotta

A questo punto, come noto, la legge consente di ottenere lo sconto del 30% se si paga nei primi 5 giorni. Nei primi 30 giorni si può pagare in misura ridotta; ma si può anche fare ricorso al giudice di pace. Proprio per mantenere intatte tali garanzie, la multa viene notificata sia al proprietario del mezzo (in prima battuta), sia all’effettivo conducente (una volta che il proprietario ne abbia comunicato i dati all’agente accertatore).

Per il proprietario, il termine per pagare o fare ricorso decorre da quando questi ha ricevuto la multa. Per il conducente, invece, il termine decorre da un momento successivo, ossia da quando a sua volta ha ricevuto la notifica della multa presso la propria abitazione. Non rileva quindi che il titolare del veicolo l’abbia già ricevuta in un momento precedente. Ciò non può infatti comprimere i suoi diritti.

Il pagamento anticipato da parte del proprietario non esclude la possibilità, per l’effettivo conducente, di fare ricorso non condividendo la contravvenzione. Se il ricorso viene accolto, il proprietario del mezzo ha diritto al rimborso.

Che succede se l’effettivo trasgressore si reca in polizia?

Secondo la circolare citata in apertura, l’effettivo trasgressore che si presenta spontaneamente alla polizia per compilare la comunicazione dei dati per la decurtazione di punteggio ha la possibilità, da tale momento, di pagare la sanzione in misura ridotta o di proporre eventualmente anche ricorso. 

Per evitare costi inutili all’effettivo conducente (che altrimenti dovrebbe pagare anche la notifica), in questo caso non è opportuno notificare concretamente il verbale al trasgressore che si “auto denuncia”. Basterà usare il nuovo modello di comunicazione dei dati messo a disposizione del Viminale evidenziando che il sottoscrittore della comunicazione volontaria ha preso piena visione della multa. E che dal momento dell’invio della comunicazione dei dati dell’effettivo trasgressore per il delatore volontario adeguatamente informato ripartiranno i termini per il pagamento in misura ridotta e scontata o per il ricorso. Ma solo se il verbale iniziale non è già stato pagato dal proprietario che per primo è stato informato della multa con la notifica e ha voluto assicurarsi che la stessa non aumentasse. In questo caso il primo procedimento si considera chiuso e non può più essere messo in discussione. Ma resta sempre necessaria la comunicazione dei dati dell’effettivo conducente.



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