Diritto e Fisco | Articoli

Come scrivere un testamento di proprio pugno

20 Maggio 2019 | Autore:
Come scrivere un testamento di proprio pugno

Quali regole pratiche bisogna rispettare per scrivere un testamento olografo? Chi sono i legittimari e quanto dovrebbe essere a loro destinato?

Sei ormai in là con gli anni e, per questo motivo, hai deciso di stabilire la sorte del tuo patrimonio per quando non ci sarai più. Ad esempio, hai pensato di voler favorire la tua compagna a scapito dei tuoi parenti: non avendo figli, preferiresti che i tuoi beni vadano a lei piuttosto che ai tuoi fratelli. Magari sei stato sposato con figli, ma hai deciso di favorire uno solo di essi e, senza escludere totalmente gli altri, al primo figlio vorresti lasciargli in via esclusiva la casa al mare.

Insomma, senti il desiderio di fare testamento, ma senza andare dal notaio. Oltre all’aspetto economico (temi che il costo di un testamento pubblico sia eccessivo), per una questione di semplice riservatezza, non vorresti raccontare i fatti tuoi a nessuno e preferiresti esprimere e consolidare le tue ultime volontà da solo, chiuso nella tua camera.

Tuttavia, non vorresti commettere delle sciocchezze. Informandoti un po’ in giro, hai saputo che anche un testamento scritto di proprio pugno potrebbe essere dichiarato invalido oppure contestato da qualche parente stretto per nulla d’accordo con le tue ultime decisioni. Per questa ragione, prima di procedere alla scrittura del testamento, vorresti sapere come scrivere un testamento di proprio pugno. Quali sono le caratteristiche di un testamento scritto a mano? Quali sono le regole che l’autore deve rispettare per evitare che il testamento possa essere impugnato dagli eredi esclusi?

Testamento olografo: cos’è?

Se si vuol scrivere un testamento di proprio pugno, allora si sta parlando di un testamento olografo. Con questo termine, infatti, si identifica proprio il testamento che viene scritto direttamente dall’autore, senza alcun filtro o professionista abilitato (il notaio) a raccogliere le tue ultime volontà (in questo caso si tratterebbe del cosiddetto testamento pubblico).

Detto ciò, devi sapere che la caratteristica essenziale del testamento olografo è sostanzialmente una: è scritto a mano. Carta e penna sono, quindi, gli unici elementi di cui hai bisogno. Non devi usare la stampante del tuo computer e neanche la vecchia macchina da scrivere.

Testamento di proprio pugno: cancellature ed errori

La legge non dice che se il testamento olografo presenta errori o cancellature è invalido; tuttavia, è sempre consigliabile prepararlo in un momento di calma e serenità, avendo cura di scriverlo senza i predetti difetti. In questo modo, le tue ultime volontà saranno chiare ed inequivoche, nessuna contestazione potrà essere sollevata a riguardo. Pertanto, quando scriverai un testamento ricordati di ricopiarlo in bella, rendendolo pienamente leggibile e incontestabile.

Testamento di proprio pugno: data e firma

Dopo aver scritto con carta e penna il tuo testamento e dopo averlo ricopiato in bella per evitare gli errori commessi durante la prima stesura, ricordati di apporvi la data e la firma.

La data sarà essenziale per valutare il momento in cui sono state espresse le tue volontà. Si tratta, ad esempio, di un elemento che potrà consentire di stabilire se un testamento di proprio pugno è stato successivo e revocatorio di un altro; oppure la data apposta rappresenterà la prova che il testamento è stato scritto nel pieno delle proprie capacità e non quando qualche malaugurata demenza senile ti avrebbe potuto cogliere. Potresti metterla anche all’esterno del documento, magari sulla busta e sulla parte che chiude la stessa, ma per evitare questioni successive alla tua morte meglio apporla all’interno del documento.

La firma, invece, sarà ovviamente il sigillo di appartenenza del tuo testamento. Esso va firmato in calce cioè al termine dello scritto e non a margine. Potrai riportare semplicemente il tuo nome e cognome e, in questo modo, non sbaglierai di certo, ma anche un tuo noto pseudonimo, così come l’indicazione del tuo ruolo in famiglia (ad esempio mamma), potrebbero essere degli elementi sufficienti ad identificarti ed a rendere valido il testamento.

Testamento di proprio pugno: quanti fogli?

Generalmente, un testamento olografo si caratterizza per un testo sostanzialmente limitato. Infatti, la nomina dei propri eredi, così come l’indicazione delle disposizioni testamentarie e cioè dei beni che ad essi dovranno essere destinati, non necessita di spazio ulteriore rispetto ad un’unica facciata di un foglio.

Tuttavia, magari perché desideri fare una premessa alle tue ultime volontà oppure semplicemente perché hai bisogno di molto spazio per redigere il testamento, una sola facciata potrebbe non essere sufficiente; pertanto, ricorda di scrivere il testamento olografo su fogli non separati (ad esempio, il cosiddetto foglio uso bollo, composto da quattro facciate, dovrebbe andar bene). Nel caso di scrittura del testamento su fogli distinti, non dimenticare di creare un collegamento materiale tra gli stessi (ad esempio spillandoli, timbrandoli nella congiunzione e firmando i rispettivi fogli).

Testamento di proprio pugno: la descrizione dei beni

Quando scriverai un testamento olografo e quando specificherai quale bene dovrà andare a questo o a quell’altro erede, ricordati di farlo in maniera tale da non creare alcun dubbio sulla sua individuazione. A questo proposito, potresti chiederti se, riguardo i beni immobili, tu sia tenuto a specificarne gli estremi catastali: un po’ come avviene negli atti di compravendita. Ebbene, sembrerebbe che tanto formalismo non sia necessario, ma che sia sufficiente un’indicazione più generica quanto inequivoca del bene oggetto della tua disposizione. Tuttavia, appare chiaro che l’indicazione degli estremi catastali non potrà certo generare alcun dubbio sul bene immobile individuato.

Testamento di proprio pugno: i legittimari

Fino ad ora, ti ho parlato delle regole formali da seguire per scrivere un testamento di proprio pugno. Hai certamente capito che il testamento olografo deve essere scritto con carta e penna, senza alcuna stampante o macchina da scrivere; in modo chiaro e leggibile; senza errori o cancellature e ricordandoti di apporvi la data e la firma.

Detto ciò, devi sapere che le tue ultime volontà, per quanto rispettabili, non possono destinare il tuo patrimonio escludendo totalmente dall’eredità alcuni dei tuoi parenti oppure lasciando loro una quota ereditaria al di sotto del minimo di legge. Si tratta degli eredi legittimari (coniuge, figli ed ascendenti) per i quali la legge italiana non ammette la cosiddetta diseredazione.

In pratica, anche se il tuo testamento è stato impeccabile da un punto di vista formale, potrebbe aver leso la quota minima ereditaria dovuta a questi parenti. Allora, è importante consultare il paragrafo successivo per capire come potresti destinare il tuo patrimonio con un testamento olografo senza ledere i potenziali diritti degli eredi legittimari.

I legittimari: quota minima e quota disponibile

Oltre a rispettare le regole formali per un testamento scritto di proprio pugno, devi anche prendere in considerazione alcuni eredi ai quali il patrimonio deve essere obbligatoriamente destinato (anche se in parte). Dovrai rispettare almeno la quota minima di legge e, a questo proposito, la tabella seguente ti sarà di aiuto:

LegittimariQuota disponibileConiugeUn figlioPiù figliAscendenti
Coniuge1/21/2
Coniuge e un figlio1/31/31/3
Coniuge con più figli1/41/41/2
Coniuge e ascendenti1/41/21/4
Un solo figlio1/21/2
Più figli1/32/3
Ascendenti2/31/3

Nel consultare questa tabella, potrai apprendere che se lasci una moglie e due figli, alla prima dovrai destinare almeno 1/4 del tuo patrimonio, mentre i tuoi figli avranno diritto ad avere e dividersi almeno la metà. Ti resterebbe, pertanto, 1/4 (cosiddetta quota disponibile) da poter lasciare a chiunque (ad un estraneo, ad uno dei tuoi figli in aggiunta alla sua quota, ecc).

Se lasci solo due o più figli, a questi dovrai destinare almeno i 2/3 del tuo patrimonio, mentre il restante 1/3 potresti lasciarlo anche ai tuoi fratelli (quota disponibile).

Se lasci in vita soltanto un genitore, a questo dovrai destinare per testamento almeno 1/3 del tuo patrimonio, mentre i rimanenti 2/3 potranno essere devoluti alla tua cara compagna di vita (quota disponibile), anche se con la stessa non ti sei mai sposato.

Insomma, non dimenticare di rispettare le dette proporzioni per evitare che qualche erede insoddisfatto possa chiedere conto a quello favorito. In questo caso, infatti, il testamento scritto di proprio pugno sarebbe comunque valido, ma nel contempo le sue disposizioni potrebbero essere impugnate per la lesione della cosiddetta quota minima di legittima.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube