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Cefalea: l’assegno d’invalidità

29 Aprile 2019 | Autore:
Cefalea: l’assegno d’invalidità

Il mal di testa dà diritto all’invalidità? Con quale percentuale si percepisce l’assegno? La cefalea è riconosciuta dalle tabelle sull’invalidità?

Tantissimi italiani soffrono di cefalea, termine medico che indica il comune mal di testa. Può sembrare un male di poco conto: in realtà, chi ne è periodicamente soggetto sa bene che una forte cefalea è in grado di incidere pesantemente sul benessere e sullo stile di vita di una persona, tanto da pregiudicarne perfino la sfera lavorativa. Per queste ragioni, è sempre più frequente la richiesta dell’assegno d’invalidità per cefalea. Il problema, però, è che, come ti ho spiegato nel mio articolo dedicato a ticket, esenzioni e permessi per chi soffre di mal di testa ed emicrania, la legge non prevede alcuna invalidità per chi soffre di cefalea. Cosa fare in questi casi? Ebbene, non tutto è perduto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme come ottenere l’assegno d’invalidità per cefalea.

Quando si è invalidi?

Prima di capire se si ha diritto all’assegno di invalidità per cefalea, è bene comprendere quando la legge riconosce l’invalidità civile. Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i 18 e i 65 anni), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età.

Nello specifico, la legge [1] dice che si considerano mutilati ed invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, comprese le patologie psichiche e le insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subìto una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Assegno di invalidità: cos’è?

Non è sufficiente essere dichiarati invalidi per ottenere l’assegno di invalidità: devi sapere, infatti, che tale beneficio economico viene riconosciuto solamente a chi sia invalido per almeno il 74 %. La legge riconosce diversi gradi di invalidità espressi in percentuale a seconda della riduzione della capacità lavorativa oppure dell’incapacità di svolgere le funzioni tipiche della propria età.

Ad ogni grado/percentuale di invalidità corrisponde un tipo di beneficio: ad esempio, un’invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima) conferisce solamente il diritto a prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche; un’invalidità pari o superiore al 67% dà diritto all’esenzione parziale del pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale.

Solamente a partire dal 74 % di invalidità si ha diritto al beneficio economico dell’assegno mensile di invalidità, che diventa pensione di inabilità nel caso di invalidità pari al 100 %.

Chi riconosce l’invalidità civile?

Per essere riconosciuti invalidi civili, occorre fare apposita domanda all’Inps territorialmente competente. Nello specifico, occorre che il medico di base trasmetta telematicamente il certificato medico ove si fa richiesta di riconoscimento dell’invalidità. Una volta fatto questo, occorrerà attendere la convocazione a visita da parte della commissione medica dell’Inps: sarà quest’ultima a valutare il ricorrere o meno dei presupposti per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Cefalea: c’è diritto all’invalidità civile?

La commissione medica che valuta l’invalidità civile deve fare riferimento alle patologie invalidanti racchiuse in un’apposita tabella approvata dalla legge [2]: si tratta di una vera e propria griglia all’interno della quale sono enumerate le malattie più rilevanti e il corrispondente grado di invalidità.

Purtroppo, nessun tipo di cefalea (emicrania, cefalea tensiva oppure a grappolo) è presente nella tabella di cui ti ho parlato e, di conseguenza, sarà ben difficile che, se fai domanda di invalidità per cefalea, questa ti venga riconosciuta. Difficile, ma non impossibile. Prosegui nella lettura.

Quando la cefalea dà diritto all’invalidità?

Sebbene le tabelle sull’invalidità civile tacciano in merito alla cefalea, questo non significa che non sia mai possibile ottenere l’assegno d’invalidità. La cefalea, infatti, può essere solamente il sintomo di una patologia diversa, magari più grave e, pertanto, meritevole di essere considerata dalla commissione medica, ma non solo.

Già da qualche anno, diverse Regioni d’Italia hanno emanato provvedimenti volti ad integrare le tabelle ministeriali approvate dal governo, in modo da fornire alla commissione medica nuovi parametri di valutazione anche per la cefalea.

Ad esempio, la Lombardia, già dal 2007, ha definito delle tabelle di valutazione percentuale delle cefalee, fornendo criteri operativi che sono di riferimento per le commissioni mediche. Il problema è che la percentuale massima riconoscibile è del 46% e, quindi, non si ha diritto all’assegno d’invalidità.

Anche la Valle D’Aosta, nel 2010, ha adottato la stessa politica ed ha emanato un’apposita circolare che detta le indicazioni operative per la valutazione percentuale delle cefalee mediante una sistema tabellare ad hoc, da aggiungere al sistema tabellare nazionale quale strumento utile da far applicare alle commissioni preposte al riconoscimento dell’invalidità civile. Anche in questo caso, però, alla cefalea viene attribuita un’invalidità graduata dal 15 al 46% a seconda della frequenza, durata e risposta al trattamento.

Quando la cefalea dà diritto all’assegno d’invalidità?

Nonostante gli sforzi tesi ad ampliare i rigidi schematismi delle tabelle approvate dalla legge, non si hanno notizie di persone che, solamente perché affette da cefalea, abbiano avuto riconosciuto l’assegno di invalidità e, pertanto, un grado d’invalidità pari o superiore al 74%.

Possiamo quindi dire che la cefalea conferisce il diritto all’assegno d’invalidità solamente se:

  • conseguenza di altra patologia, riconosciuta dalle tabelle come grave;
  • associata ad altre patologie.

note

[1] Legge n. 118/1971 e successive modifiche.

[2] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

Autore immagine: Unsplash.com


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