Politica | Articoli

Ritorna la burocrazia: rinascono le Province

27 Aprile 2019
Ritorna la burocrazia: rinascono le Province

Le nuove Linee guida firmate Lega-M5S cancellano la riforma Delrio e mettono in gioco oltre 2.500 poltrone a politici locali.

Sono state criticate per anni. Qualcuno le ha definite il bacino del clientelismo elettorale, un inutile spreco di risorse economiche ai danni dei contribuenti per tenere in vita un’amministrazione inefficiente e burocratizzata. Ci provò innanzitutto Monti a toglierle di torno agli italiani. Le Province dovevano essere eliminate. Ma la sua legge fu dichiarata incostituzionale per un difetto di “forma”: un decreto d’urgenza non poteva cambiare la Costituzione. Il secondo tentativo è stato la riforma Delrio che ha trasformato le Province in enti amministrativi di secondo livello, conservando il personale già assunto e mutando dieci di esse in Città metropolitane. Ma, nel nostro Paese, ciò che esce dalla porta rientra sempre dalla finestra e le riforme, invece di essere perfezionate, vengono puntualmente “controriformate”. Scelte di natura economica finiscono per diventare scelte di politica. Ed è così, che il Governo Lega-M5S ha appena licenziato un testo per riesumare le Province per come erano un tempo. 

Tutto come prima. Rinascono le vecchie Province. È vero: non erano mai scomparse del tutto, ma la riforma aveva iniziato un primo cammino di disgregazione delle funzioni per attribuirle ai Comuni, in attesa che il vecchio personale andasse in pensione. Si legge nelle righe della bozza delle Linee Guida per la riforma degli enti locali che «La Provincia ha un presidente, eletto a suffragio universale dai cittadini dei Comuni che compongono il territorio provinciale, coadiuvato da una giunta da esso nominata». A «coadiuvare» il presidente c’è poi il «Consiglio, avente poteri di indirizzo e controllo, eletto a suffragio universale». 

Nuove elezioni politiche per le Province

Sui contribuenti non solo torneranno a gravare gli stipendi di un personale amministrativo che doveva ormai essere gradatamente rottamato, ma anche i costi delle elezioni provinciali, che erano state abolite nel 2014: come per le normali amministrative, è prevista l’elezione diretta di 2.500 tra presidenti e consiglieri. Altre migliaia di politici insomma, altri burocrati, altre spese per un debito centrale e locale che già tracolla. 

Si riaccenderà quindi la competizione elettorale su un terzo livello: in ballo ci sono circa 2.500 poltrone fra consiglieri, assessori e presidenti.

Saranno comunque aboliti gli «ambiti ottimali (Ato) e gli altri enti e agenzie» che nel frattempo erano sorti sostituendo le funzioni dei vecchi enti locali. 

Nella riunione del Consiglio dei Ministri di mercoledì scorso «c’è stata un’ampia condivisione sul superamento della situazione attuale» spiega il sottosegretario al Viminale Candiani (Lega); né dal M5S sono venute obiezioni.

Il Consiglio provinciale non cancellerebbe l’assemblea dei sindaci, l’organo votato da amministratori locali del territorio e non dai cittadini, creato dalla riforma Delrio. 

I prossimi passaggi 

Come scrive Il Sole 24 Ore di questa mattina: «Il tavolo tecnico deve fissare punto per punto le Linee guida per la legge delega, che a questo punto sarebbe in buona parte pre-confezionata tagliando i tempi dei decreti attuativi».  

«Il consiglio provinciale non cancellerebbe l’assemblea dei sindaci, cioè l’organo di secondo livello (votato dagli amministratori locali del territorio e non dai cittadini) creato dalla riforma Delrio. E le Province tornerebbero a vivere anche nei territori delle Città metropolitane, affiancate dagli organi della Città che si limiterebbero alle zone davvero metropolitane». Un’architettura complessa, che avrà bisogno di parecchie rifiniture per evitare rischi di sovrapposizione di ruoli, di compiti e i classici “doppioni” che spesso sono solo la scusa per rallentare le funzioni amministrative.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Finché qualcuno penserà che le comunità dei cittadini scambiera’ la geografia per la storia. Avremo così con l’uso scriteriato di plurime leggi elettorali Regioni aliene sprechifici autentici del denaro pubblico che con un parlamento svuotato dal proporzionale e della preferenza sono un assurdo esercizio dell’abigerato politico e di un opinionismo senza basi concrete. Le regioni non servono il cittadino. Le provincie e i comuni riveduti e corretti nrlle dimensioni si. La storia la cultura e la partecipazione con esse sono concrete armi di verifica e scelta drl cittadimo. E chi combatte le province impoverisce il paese con le regioni e i premi di maggioranza. Nuovi feudatari alla frutta.

  2. Le province vanno potenziate e rese più autonome, bisogna ricondurre l’operatività regionale nel suo ambito previsto dalla Costituzione, ovvero di non consentire alle Regioni di fare politica attiva, ma soltanto l’azione legislativa e di indirizzo generale, nonché, di verifica e di controllo su tutti gli Enti locali sul cui operato nessuno vigila più. Gli amministratori della Provincia costano molto poco ma vanno eletti dai Cittadini a cui devono rispondere e non dai Consigli co.unali già in carica con elezioni “farlocche” che servono solo ad aumentare il potere dei lider dei partiti politici, con conseguente asservimento del Consiglieri nominati e non eletti dai Cittadini.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube