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Quanto costa decreto ingiuntivo condominiale

29 Aprile 2019
Quanto costa decreto ingiuntivo condominiale

Recupero crediti condominiali: le spese legali che deve anticipare il condominio per agire contro i morosi.

Da diversi mesi, alcuni condomini del tuo palazzo hanno smesso di pagare le quote ordinarie per come approvate dall’assemblea con l’ultimo piano di riparto. L’amministratore li ha diffidati con una raccomandata dando loro 15 giorni per regolarizzarsi. L’importo non è particolarmente alto, ma al momento nulla fa ritenere che questi vogliano adempiere. Non resta che agire contro di loro con un avvocato; così almeno vi ha riferito l’amministratore. Ma per fare questo bisogna anticipare le spese legali per l’azione giudiziaria. Azione che, comunque, può essere gestita con il più veloce e sicuramente economico decreto ingiuntivo. Il punto però è che l’importo da riscuotere non è molto alto e il gioco potrebbe non valere la candela. In più, i morosi hanno poco da perdere essendo tutti pensionati e nullatenenti.

Così, dopo aver letto il nostro articolo Conviene fare un decreto ingiuntivo per pochi euro? ti chiedi se sia più utile per il condominio agire con il recupero crediti o piuttosto soprassedere. Per farti un’idea dei costi e dei benefici della procedura, hai bisogno di sapere quanto costa un decreto ingiuntivo condominiale. È quanto cercheremo di illustrare nella presente guida. Ma procediamo con ordine.

Recupero crediti condominiali: come funziona?

Quando uno dei condomini non paga le proprie quote, l’amministratore ha il dovere – non solo un potere – di agire contro di lui. L’azione deve essere avviata entro sei mesi dall’approvazione del piano di riparto; diversamente si configura una responsabilità per l’amministratore inerte il quale può anche essere revocato per giusta causa.

Se l’amministratore non agisce entro cinque anni, il debito va in prescrizione e non è più dovuto; se però, nell’arco dei cinque anni, l’amministratore invia delle diffide o prova a recuperare il credito, la prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo per altri cinque anni.

Il recupero dei crediti condominiali può essere effettuato con un procedimento molto più veloce delle normali azioni civili. Infatti, la legge prevede la possibilità di richiedere al giudice competente un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. In pratica, l’amministratore – senza sentire prima l’assemblea – nomina un avvocato di propria fiducia e gli firma il mandato per l’azione. L’avvocato chiede al giudice un decreto ingiuntivo contro il moroso e glielo notifica. Dal giorno dopo la notifica, il debitore è tenuto a regolarizzare il debito oppure a fare opposizione al decreto ingiuntivo, opposizione che va presentata non oltre 40 giorni dalla suddetta notifica. Se l’opposizione non viene presentata, il decreto diventa definitivo e non può più essere contestato.

In ogni caso, già dopo la notifica del decreto ingiuntivo, previa spedizione del cosiddetto «atto di precetto» (ossia un’ultima intimazione a pagare entro 10 giorni), il condominio può avviare il pignoramento nei confronti del moroso.

L’opposizione al decreto ingiuntivo che abbia ad oggetto contestazioni in merito al riparto delle spese condominiali non può essere presentata se prima il condomino non si è opposto alla delibera assembleare nei termini con cui è stata approvata detta ripartizione (30 giorni dalla data della riunione o, se assente, 30 giorni dalla comunicazione del verbale di assemblea). Quindi, il debitore non può sollevare contestazioni in merito al decreto ingiuntivo che ineriscono alla delibera assembleare (ad esempio alle maggioranze, alla regolarità, alla competenza, ecc.) se non ha impugnato la delibera medesima.

Decreto ingiuntivo condominiale: quanto costa?

Gli oneri del decreto ingiuntivo (ad esempio la parcella dovuta all’avvocato, le spese vive, ecc.) devono essere anticipate dal condominio. Né l’assemblea può poi, di propria iniziativa, addebitarle sul moroso in un successivo momento. E difatti, come già avevamo chiarito in Ripartizione spese legali in condominio, è solo il giudice che può addossare sul debitore le spese legali. Solo queste ultime vanno quindi chieste in rimborso e non altre somme.

Veniamo ora ai costi del decreto ingiuntivo condominiale. In realtà, le voci sono le stesse di un normale decreto ingiuntivo. Non è infatti la materia ma l’importo economico a determinare il volume di spesa per l’azione di recupero crediti.

Contributo unificato

Per chiedere un decreto ingiuntivo c’è innanzitutto da pagare il contributo unificato che è una tassa che si versa allo Stato per accedere alla giustizia civile.

Il contributo unificato varia a seconda dell’entità del credito. Gli scaglioni sono attualmente i seguenti (vengono tuttavia periodicamente aggiornati):

  • Valore fino a € 1.100,00: € 21,50;
  • Valore superiore a € 1.100,00 e fino a € 5.200,00: € 49,00;
  • Valore superiore a € 5.200,00 e fino a € 26.000,00: € 118,50;
  • Valore superiore a € 26.000,00 e fino a € 52.000,00: € 259,00;
  • Valore superiore a € 52.000,00 e fino a € 260.000,00: € 379,50;
  • Valore superiore a € 260.000,00 e fino a € 520.000,00: € 607;
  • Valore superiore a € 520.000,00: € 843.

Marca da bollo

Bisogna poi versare una marca da bollo da 27 euro ma solo per i decreti ingiuntivi di valore superiore a 1.100 euro. Per quelli inferiori – che sono peraltro di competenza del giudice di pace – non è dovuta la marca.

Costi di notifica

C’è ovviamente poi il costo della notifica con l’ufficiale giudiziario che è di circa 15 euro (i costi possono variare a seconda che la notifica venga fatta a mani, in città o fuori, oppure attraverso il servizio postale).

Se tuttavia il debitore è una società, un’azienda, un professionista o una ditta individuale, la notifica può essere fatta a mezzo di posta elettronica certificata ed è pertanto gratuita.

Onorario avvocato

Non bisogna dimenticare la parcella dell’avvocato. La legge ha liberalizzato le tariffe per cui l’importo dell’onorario è trattabile. Naturalmente c’è un limite al di sotto del quale difficilmente un legale potrà agire, richiedendo l’attività del tempo e un impegno personale. Di norma, tanto maggiore è il numero di decreti ingiuntivi da proporre o le forme di collaborazione con l’avvocato, tanto più quest’ultimo sarà disposto a prevedere un onorario più contenuto. Difficilmente però si può trovare un professionista disposto a presentare un decreto ingiuntivo per meno di 200-300 euro (condizione che di solito si accetta solo in presenza di una elevata mole di pratiche).

Ci sono avvocati che arrivano a chiedere anche 1.500 euro per un decreto ingiuntivo di importo elevato e chi invece si accontenta di meno.

Se il decreto ingiuntivo non viene opposto

Se il debitore non fa opposizione al decreto ingiuntivo, si devono aggiungere la richiesta di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo e il rilascio della copia autentica. Si consideri non più di altri 50 euro euro per diritti di cancelleria.

C’è poi il costo della notifica del precetto (altri 15 euro circa) e l’avvio dell’azione esecutiva: il pignoramento. I costi del pignoramento variano a seconda del tipo di esecuzione prescelta. Si va dai 3.000 euro circa di un pignoramento immobiliare ai 500 circa per un pignoramento mobiliare. Per un pignoramento presso terzi, di solito, il corrispettivo è di circa 1.000 euro, sempre tenendo conto di un valore medio del credito da recuperare.

Se il decreto ingiuntivo viene opposto

Se invece il moroso presenta opposizione al decreto ingiuntivo, i costi che il condominio dovrà sostenere per la successiva causa sono molto più elevati. C’è innanzitutto la prima udienza di mediazione, a cui si dovrà partecipare con l’avvocato, che prevede una spesa viva di 40 euro. Poi c’è il giudizio vero e proprio: anche qui la parcella dell’avvocato varia a seconda della complessità del giudizio, dell’entità della somma da recuperare e dell’intesa con l’amministratore. Si può arrivare anche a 4.000 euro per un credito di media entità.


note

Autore immagine: casa, atto, soldi. Di Tero Vesalainen


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3 Commenti

  1. Gli importi per gli onorari legali in questo articolo vengono ingiustamente banalizzati senza dare conto che gli avvocati non richiedono compensi in maniera arbitraria come lascia intendere la frase sui compensi di 1.500 euro .. ma esistono dei parametri che variano al variare dell’importo ingiunto. L’articolo lascia una immagine sbagliata dell’avvocatura.

  2. Indubbiamente il messaggio non è stato trasmesso nel pieno delle sue potenzialità.
    Come in ogni realtà professionale l’importo del compenso dipende da molteplici fattori: difficoltà, complessità, assistenza fornita, oltre all’entità del credito: in quest’ultimo caso effettivamente la legge viene in aiuto e fornice al professionista, al giudice ed all’utente un metro di valutazione (con soglie minime, medie e però fungono da riferimento per le liquidazioni che effettua il giudice, mentre negli accordi tra cliente e professionista fa sempre fede il preventivo di spesa accettato e firmato).
    Per chi volesse approfondire i cd parametri sono fissati dal (decreto ministeriale) D.M 55/2014.
    Non dimentichiamo che l’articolo voleva essere una finestra sui costi de i decreti ingiuntivi condominiali e/o eventuali possibili limiti massimi e minimi di difficile individuazione per gli ovvi motivi già indicati.

    1. Purtroppo continua la regola con la quale i professionisti nascondono le proprie tariffe per le consuete ragioni di scuderia convenendo lasciare il cliente al buio nel timore che scoprire i propri prezzi possa generare problemi. Abolire le tariffe voleva aprire il mercato favorire la scelta creare la concorrenza. Senza conoscere i prezzi applicati dai professionisti questo risultato non si ottiene.

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