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Lavoro subordinato permesso di soggiorno

24 Maggio 2019


Lavoro subordinato permesso di soggiorno

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Maggio 2019



La normativa sull’immigrazione consente a chi non è cittadino italiano di entrare nel nostro Paese per motivi di lavoro, cioè se ha un contratto di lavoro subordinato.

L’immigrazione è, ormai da moltissimi anni, uno dei temi più caldi nel dibattito pubblico italiano. Da ciò deriva anche l’approvazione, tempo per tempo, di diverse leggi sull’immigrazione che disciplinano la possibilità degli stranieri non cittadini europei di entrare nel nostro Paese. Uno dei principi che si è affermato è quello secondo cui solo chi lavora in Italia può soggiornarvi regolarmente. Esiste dunque una connessione stringente tra permesso di soggiorno e stipula di un contratto di lavoro subordinato. Il ragionamento posto alla base di questa regola risiede nell’idea che solo se lavora regolarmente l’immigrato potrà condurre una vita dignitosa in Italia e non dedicarsi ad attività criminali. Di contro, è molto difficile per uno straniero trovare dall’estero un lavoro in Italia e procurarsi dunque un contratto di lavoro prima ancora di essere entrato nel nostro Paese.

Che cos’è il lavoro subordinato?

Quando un’azienda decide di assumere un lavoratore per compiere un determinato incarico ha a disposizione diverse tipologie di contratti. La scelta deve avvenire tenendo a mente le caratteristiche sostanziali che avrà il rapporto di lavoro che si intende porre in essere. Se le parti vogliono dare vita ad una collaborazione autonoma e senza particolari vincoli allora potranno scegliere lo schema del contratto d’opera o del contratto di prestazione d’opera intellettuale.

Al contrario, se il rapporto da instaurare prevede l’inserimento stabile del lavoratore nell’organizzazione aziendale, l’assoggettamento del lavoratore alle direttive del datore di lavoro, la personalità della prestazione e la continuità nel tempo siamo nel campo del lavoro subordinato.

Il lavoratore subordinato è, infatti, in base alla legge [1], colui che accetta di collaborare nell’impresa in modo continuativo, eseguendo la prestazione di lavoro per cui viene assunto alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore e previo pagamento di un compenso fisso mensile detto stipendio o retribuzione.

Il contratto di lavoro subordinato viene considerato la forma di lavoro maggiormente stabile e offre al dipendente importanti tutele.

Che cos’è il permesso di soggiorno?

Sappiamo tutti che il mondo è diviso in Stati nazionali i quali hanno piena sovranità sul proprio territorio e il controllo delle frontiere. Ogni Stato disciplina autonomamente le regole da rispettare per fare accesso al proprio Paese. Nel caso dell’Italia, l’adesione all’Unione Europea implica che i cittadini residenti nei Paesi dell’Unione Europea possano circolare liberamente nei Paesi membri. Il diritto alla libera circolazione delle persone nei vari Stati membri è infatti uno dei pilastri dell’Unione Europea stessa.

Per i cittadini di Paesi terzi, invece, le regole sono diverse.

Il permesso di soggiorno è il documento di cui devono munirsi i cittadini stranieri, residenti in Paesi che non aderiscono all’Unione Europea, per potere legittimamente soggiornare in Italia per un lasso di tempo che varia a seconda dei casi previsti dalle disposizioni di legge in materia.

Il permesso di soggiorno deve essere richiesto entro otto giorni dal primo ingresso in Italia da parte dello straniero alla Questura della provincia nella quale si trova il cittadino extracomunitario.

Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato è una particolare tipologia di permesso di soggiorno che viene rilasciato a quei cittadini stranieri che entrano nel nostro Paese per svolgere un’attività lavorativa.

Ogni anno viene emesso dal Governo italiano il cosiddetto decreto Flussi che stabilisce quanti stranieri possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Il decreto mira a consentire l’ingresso solo a quegli stranieri che il mercato del lavoro è in grado di assorbire affinché non vi siano stranieri che entrano e che non trovano un lavoro dignitoso.

Premesso ciò, se lo straniero vuole accedere al nostro Paese per lavoro subordinato, il suo ingresso in Italia ed il consecutivo rilascio del permesso di soggiorno avviene solo dopo che è stato consegnato al datore di lavoro il nulla osta al lavoro in Italia. Tale nulla osta avviene nell’ambito del decreto Flussi: in sostanza, si rilasciano i nulla osta al lavoro nel limite numerico fissato dal decreto Flussi ogni anno.

Esiste una eccezione: in caso di ingresso per “motivi di lavoro in casi particolari[2] il nulla osta è rilasciato indipendentemente dai flussi annuali e lo straniero può farne richiesta in ogni momento.

Per quanto concerne la durata del permesso di soggiorno, in caso di stipula di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il permesso di soggiorno per lavoro subordinato ha una durata di due anni; qualora, al contrario, il contratto di lavoro stipulato dallo straniero fosse a tempo determinato, il permesso di soggiorno può avere una durata massima di un anno.

Permesso di soggiorno per lavoro subordinato: rilascio e rinnovo

Una volta acquisito il visto per lavoro subordinato lo straniero entra in Italia. Nel momento del suo ingresso nel nostro Paese, lo straniero deve presentarsi tempestivamente allo sportello unico per l’immigrazione che ha rilasciato il nulla osta portando con sé il passaporto.

A quel punto dovrà compilare la documentazione necessaria per inoltrare formalmente la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Allo stesso tempo, lo sportello unico per l’immigrazione fisserà una data per un appuntamento presso la Questura al fine di dare luogo al fotosegnalamento.

Una volta compilato il modulo, lo straniero dovrà inoltrare l’istanza per la richiesta del permesso di soggiorno che dovrà essere inviata alla questura competente tramite l’ufficio postale pagando la raccomandata assicurata e il bollettino per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico.

Per quanto concerne la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, lo straniero deve presentarla entro 60 giorni dalla data di scadenza del permesso di soggiorno stesso attraverso l’invio del kit postale. In ogni caso, il cittadino extracomunitario ha la facoltà di procedere al rinnovo nel termine massimo di 60 giorni successivi alla data di scadenza del soggiorno.

Alla domanda di rinnovo vanno allegati:

  • fotocopia del passaporto (in particolare della pagina che contiene i dati anagrafici [3]);
  • modello unificato Lav (non è più necessario allegare il contratto di lavoro).

La richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno è soggetta ad un onere economico a carico dello straniero che dovrà procedere al versamento di un contributo compreso tra euro 80 e 200.

Restano esclusi dall’obbligo di procedere a tale versamento:

  • i rifugiati;
  • i richiedenti asilo;
  • i protetti sussidiari;
  • i titolari di permesso per motivi umanitari.

Inoltre,  contestualmente alla presentazione della richiesta di permesso di soggiorno il cittadino extracomunitario deve sottoscrivere un accordo di integrazione che si articola per crediti.

Se questi crediti giungono ad esaurimento allora il permesso di soggiorno verrà revocato e il cittadino straniero dovrà abbandonare il nostro Paese in quanto ne sarà espulso.

Anche in questo caso sono previste delle eccezioni a favore di:

  • titolari di permesso di soggiorno per asilo, protezione sussidiaria, motivi umanitari, motivi familiari;
  • permesso di soggiorno CE per lungosoggiornanti;
  • carta di soggiorno per parente di cittadino UE;
  • straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto all’unità familiare.

Permesso di soggiorno per attesa occupazione

Qualora nel momento del rinnovo il cittadino extracomunitario fosse privo di un regolare rapporto di lavoro, risultando dunque disoccupato, potrà richiedere, anche in questo caso attraverso l’invio della domanda con il kit postale, un permesso per attesa occupazione che ha una durata annuale e al quale si può accedere allegando l’iscrizione dello straniero al centro per l’impiego. Il permesso per attesa occupazione non può essere rinnovato ma può essere convertito, in caso di occupazione dello straniero, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Permesso di soggiorno per lavoro straordinario: quali diritti offre?

Il possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato attribuisce al suo titolare una serie di diritti che possiamo riassumere nei seguenti:

  • diritto dello straniero titolare del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a recarsi negli Stati dell’Area Schengen per periodi inferiori a tre mesi senza adempiere a nessun obbligo formale e senza la necessità di acquisire il visto di ingresso;
  • diritto dello straniero titolare del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a presentare istanza di concessione della cittadinanza italiana dopo almeno 10 anni di residenza legale ininterrotta in Italia;
  • diritto dello straniero titolare del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a richiedere il ricongiungimento familiare per il coniuge, il figlio minore, il figlio maggiorenne a carico se le sue condizioni di salute lo richiedono e per i genitori a carico che non hanno altri figli nel paese di origine o che sono ultrasessantacinquenni e gli altri figli non possono provvedere al loro sostentamento per gravi motivi di salute;
  • diritto dello straniero titolare del permesso di soggiorno per lavoro subordinato ad iscriversi al servizio sanitario nazionale gratuitamente presso l’Azienda sanitaria locale del luogo dove ha eletto la residenza anagrafica ovvero, in sua mancanza, l’effettiva dimora;
  • diritto dello straniero titolare del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a beneficiare degli interventi di natura previdenziale connessi all’instaurazione di un regolare rapporto di lavoro.
  • diritto dello straniero titolare del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a beneficiare degli interventi di assistenza sociale [4].

note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 27 D. Lgs. 285/98.

[3] Circolare Poste Italiane n. 40 del 8.02.2011.

[4] Corte Costituzionale sent. n. 306/2009.

Autore immagine: lavoro subordinato straniero di fizkes


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