Diritto e Fisco | Articoli

Lavoro subordinato che significa

25 Maggio 2019
Lavoro subordinato che significa

Il contratto di lavoro subordinato è la forma comune di assunzione dei lavoratori ed è caratterizzata dall’assenza di autonomia del lavoratore nell’eseguire la prestazione di lavoro.

Il lavoro è l’attività umana con cui ogni persona realizza sé stessa e si procura le sostanze necessarie a vivere in modo dignitoso. La nostra Costituzione, definita da alcuni lavoristi, ha una altissima considerazione del lavoro e per questo prevede in una serie di norme delle forti tutele per il lavoratore. In verità queste tutele non riguardano la generalità delle persone che lavorano ma solo i lavoratori subordinati. Lavoro subordinato che significa? In generale, possiamo affermare che un rapporto di collaborazione tra un’azienda ed un lavoratore può essere inquadrato in molte forme diverse dal punto di vista contrattuale. Il contratto di lavoro subordinato è la tipologia contrattuale che le parti devono scegliere quando la collaborazione che intendono avviare prevede un rapporto di dipendenza del lavoratore dal datore di lavoro.

Rapporto di lavoro: la scelta del tipo di contratto

Come abbiamo premesso, quando un’azienda ha bisogno di un collaboratore per svolgere una determinata prestazione di lavoro potrebbe, teoricamente, inquadrare questo rapporto di lavoro in varie forme contrattuali che prevedono, in tutti i casi, uno scambio tra lavoro e retribuzione.

In realtà, questa piena libertà di scegliere il tipo di contratto non esiste a causa del principio di indisponibilità del tipo [1]. In base a questo principio, se il rapporto di lavoro che le parti intendono porre in essere ha le caratteristiche del lavoro subordinato, allora alle parti non è rimessa alcuna discrezionalità nella scelta del tipo contrattuale in quanto il contratto di lavoro subordinato si impone come necessario.

Per capire il perché di questo principio occorre fare un passo indietro.

La Costituzione italiana è stata definita da molti una costituzione lavorista in quanto in essa si esprime un’altissima considerazione del lavoro come attività umana che ha sia una funzione fondamentale per l’individuo, garantendogli la propria affermazione personale ed anche la propria sussistenza, sia per la società, contribuendo al progresso materiale e morale della Nazione.

A partire dalle norme costituzionali [2] in cui viene espressa la necessità di tutelare i lavoratori, si è sviluppata una normativa di tutela dei lavoratori che prevede una vasta gamma di tutele a tutto tondo, tra le quali, a titolo di mero esempio:

  • diritto a ricevere una paga equa e comunque non inferiore ai minimi contrattuali previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro del settore;
  • diritto alla pensione, all’indennità di disoccupazione, alla tutela economica in caso di inabilità al lavoro;
  • diritto ad essere adibiti alle mansioni per le quali si è stati assunti;
  • diritto a non essere trasferiti da una unità produttiva ad un’altra senza comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive;
  • tutela in caso di licenziamento illegittimo: il datore di lavoro può licenziare il dipendente solo a fronte di una giusta causa o di un giustificato motivo, oggettivo o soggettivo;
  • diritto a percepire il trattamento di fine rapporto;
  • diritto ad un orario di lavoro che non ecceda il massimo previsto dalla legge;
  • diritto alle ferie, alle pause ed ai riposi;
  • diritti connessi alla gravidanza, alla maternità ed alla paternità;
  • diritti connessi a infortuni e malattie;
  • tutela della salute e sicurezza del lavoratore.

Tutte queste tutele e molte altre non citate si applicano solo al lavoratore subordinato e non ai lavoratori assunti con altre tipologie di contratto. Per questo nasce il principio di indisponibilità del tipo: sarebbe inutile prevedere queste tutele per i lavoratori subordinati se le parti potessero agevolmente aggirarle usando un altro contratto. Per la stessa ragione occorre chiedersi che significa lavoro subordinato.

Lavoro subordinato: che significa

Il lavoratore subordinato, in base alla definizione di legge [3], è quel prestatore di lavoro che accetta, dietro il pagamento della retribuzione, di collaborare nell’impresa e di prestare le proprie mansioni di lavoro alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.

Il lavoro subordinato è dunque caratterizzato da uno stretto rapporto di dipendenza tra il dipendente e il datore di lavoro che si caratterizza per:

  • etero-direzione: il lavoratore subordinato non è libero di decidere come lavorare, dove lavorare, con quali tempi. Al contrario la sua prestazione di lavoro è diretta dall’alto, dal datore di lavoro, che indica al dipendente come deve svolgere la prestazione di lavoro impartendo ordini, direttive, prescrizioni. Il lavoratore subordinato deve infatti mettere le sue energie di lavoro a disposizione del datore di lavoro per un determinato numero di ore al giorno;
  • stabile inserimento nell’organizzazione di lavoro del datore di lavoro: il lavoratore subordinato non è una presenza estemporanea che, di tanto in tanto, svolge un lavoro a favore del datore di lavoro ma è un pezzo dell’ingranaggio aziendale essendo stabilmente inserito nell’azienda.

Accanto a questi caratteri, che sono le peculiarità fondamentali che caratterizzano il lavoro subordinato, vi sono altre caratteristiche meno importanti, ma comunque utili a qualificare un rapporto di lavoro come subordinato.

Queste ulteriori caratteristiche, dette indici accessori o sussidiari della subordinazione del rapporto di lavoro, sono:

  • svolgimento della prestazione di lavoro all’interno dei locali del datore di lavoro;
  • possesso da parte del lavoratore subordinato di una postazione di lavoro fissa;
  • rispetto da parte del lavoratore subordinato di un orario di lavoro fisso e predeterminato;
  • utilizzo da parte del lavoratore subordinato di strumenti di lavoro messi a disposizione dal datore di lavoro;
  • assenza in capo al lavoratore subordinato di alcun rischio di impresa nello svolgimento della prestazione di lavoro;
  • svolgimento da parte del lavoratore subordinato di mansioni del tutto analoghe a quelle svolte da altri collaboratori del datore di lavoro assunti con contratto di lavoro subordinato;
  • utilizzo da parte del lavoratore subordinato di loghi aziendali, segni distintivi dell’azienda (ad esempio, indumenti aziendali, auto aziendale con il logo del datore di lavoro, carta intestata della società, biglietti da visita della società);
  • obbligo in capo al lavoratore subordinato di chiedere al datore di lavoro l’autorizzazione di assenze e ferie;
  • pagamento del corrispettivo attraverso importi fissi mensili (del tutto equiparabili alla retribuzione mensile del dipendente).

Quelli descritti sono solo alcuni dei possibili indici di subordinazione.

Occorre inoltre chiarire che a caratterizzare il lavoro subordinato è anche la sussistenza, in capo al datore di lavoro, di tre poteri tipici nei confronti dei lavoratori subordinati:

  • potere direttivo: è quello che abbiamo già esaminato: il datore di lavoro ha il potere di conformare la prestazione di lavoro del dipendente dicendo al lavoratore come deve eseguire la prestazione di lavoro;
  • potere di controllo: l datore di lavoro ha il potere di verificare che i propri dipendenti svolgano la prestazione di lavoro attenendosi alle istruzioni ricevute e rispettando gli obblighi che derivano loro dal contratto individuale di lavoro, dal contratto collettivo di lavoro applicato e dalla legge;
  • potere disciplinare: di fronte ad eventuali infrazioni, da parte del dipendente, delle istruzioni ricevute dal datore di lavoro o di obblighi previsti dalla legge o dal contratto, il datore di lavoro ha il potere di infliggere al dipendente inadempiente delle sanzioni disciplinari (che vanno dal mero richiamo verbale al licenziamento disciplinare) all’esito di un procedimento, regolato dalla legge [4], detto procedimento disciplinare.

Lavoro subordinato e lavoro autonomo

Descritte sommariamente le caratteristiche fondamentali del lavoro subordinato è bene chiarire in cosa questa tipologia contrattuale si distingue e differenzia dal lavoro autonomo.

Innanzitutto, quella che si assume il lavoratore subordinato è una obbligazione di mezzi mentre quella che si assume il lavoratore autonomo è una obbligazione di risultato.

Cosa significa? Significa che il lavoratore subordinato si impegna a recarsi al lavoro, nel luogo stabilito nel contratto, per un certo numero di ore definite nel contratto e a mettere a disposizione del datore di lavoro – nell’orario di lavoro –  le proprie energie lavorative. Sarà il datore di lavoro a dire al dipendente cosa deve fare in quel lasso di tempo.

Il lavoratore autonomo, al contrario, si impegna a consegnare, entro una certa data stabilita, una certa opera o un determinato servizio, ma resta libero, fermo restando il rispetto del risultato da raggiungere, di determinare in autonomia le modalità di svolgimento del lavoro da fare per ottenere il risultato che deve essere consegnato al committente.

In particolare, il lavoratore autonomo non deve rispettare passo dopo passo le istruzioni del datore di lavoro, non deve recarsi nel luogo di lavoro a cadenze fisse, non deve usare necessariamente gli strumenti del datore di lavoro, etc.

Qualificazione del lavoro subordinato: a che serve?

Se un lavoratore viene assunto con un contratto diverso dal contratto di lavoro subordinato, ma la prestazione che è chiamato a svolgere ha, nei fatti, tutti i caratteri del lavoro subordinato, il lavoratore può chiedere al giudice la riqualificazione del rapporto da lavoro autonomo a lavoro subordinato. La sostanza, infatti, prevale sempre sulla forma.

Per fare questo deve intraprendere una vera e propria azione giudiziale di fronte al giudice del lavoro e deve dimostrare, attraverso documenti e testimoni, che il rapporto svolto ha quei caratteri tipici del lavoro subordinato che abbiamo visto sopra.

A questo punto, se il giudice ritiene provata la natura subordinata del rapporto, il rapporto viene trasformato in lavoro subordinato con tutte le conseguenze del caso, sia nei confronti del dipendente che avrà, ad esempio, diritto a differenze retributive, ferie, permessi,. sia nei confronti di Inps ed Inail ai quali il datore di lavoro dovrà versare i contributi previdenziali ed assistenziali che non aveva pagato.


note

[1] Corte Cost. sent. n. 121/1993; n. 115/1994; n. 76/2015.

[2] Artt. 1, 4, 35, 36, 37, 38, 39, 40 Cost.

[3] Art. 2094 cod. civ.

[4] Art. 7 L. n. 300/1970.

Autore immagine: lavoro subordinato di fizkes


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube