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Autotutela contro atti del fisco sbagliati anche se scaduto il termine per il ricorso

23 aprile 2013


Autotutela contro atti del fisco sbagliati anche se scaduto il termine per il ricorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 aprile 2013



Vietato obbligare il contribuente al ricorso: nel caso si accorga di un proprio atto illegittimo, specie se i termini per ricorrere sono scaduti, l’Agenzia delle Entrate deve procedere d’ufficio all’annullamento.

 

Anche se i termini per fare ricorso sono scaduti, l’Agenzia delle Entrate che si accorge di un proprio atto illegittimo deve procedere immediatamente all’annullamento: lo può fare d’ufficio o su richiesta del contribuente, ma non deve mai obbligare quest’ultimo a fare ricorso al giudice, per ottenere tutela.

Bisogna saper ammettere i propri errori: la prima difesa del cittadino deve provenire proprio dall’ufficio che ha emanato l’atto errato.

La legge, infatti, ha previsto uno strumento al fine di consentire all’amministrazione di ritornare sui propri passi, senza dover resistere in cause in cui abbia palesemente torto e pagare poi le spese processuali. Si chiama “autotutela” (leggi l’articolo nel box “approfondimenti” alla fine di questo articolo). Con la richiesta di esercizio dell’autotutela, il cittadino domanda all’ufficio di riesaminare un atto che deve essere corretto o annullato.

La richiesta del contribuente può essere fatta in carta libera, senza forme particolari, e va presentata all’ufficio o spedita con raccomandata a.r. È anche possibile usare il modello reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate.

 

Obbligare il cittadino a ricorrere al giudice, per far annullare un atto palesemente illegittimo, implicherebbe per questi un duplice costo (e anche un danno erariale): quello di dover pagare il ricorso alla giustizia e quello di dover poi, come contribuente, sopportare in parte la condanna alle spese processuali (che, gravando sullo Stato, di fatto è sopportata da tutti i cittadini con le tasse).

Autotutela anche se i termini per il ricorso sono scaduti

L’atto sbagliato è annullabile anche d’ufficio, cioè senza bisogno di attendere la segnalazione dell’interessato.

Ma l’aspetto più importante e interessante dell’autotutela è che ad essa l’ufficio può procedere senza limiti di tempo, ossia anche se i termini per fare ricorso al giudice sono abbondantemente scaduti [1]. In altre parole, se anche l’atto è divenuto definitivo perché il contribuente non ha azionato la giustizia e non può più adire il giudice, l’amministrazione è ugualmente obbligata a cancellare i propri errori.

All’autotutela si può procedere anche se già pende un giudizio sulla regolarità dell’atto.

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