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Detrazioni durante la Naspi: come recuperarle?

2 Maggio 2019 | Autore:
Detrazioni durante la Naspi: come recuperarle?

Un disoccupato ha diritto al rimborso delle spese di ristrutturazione o sostenute per motivi di salute? Quando viene pagato? Che cos’è la capienza fiscale?

Hai ristrutturato casa ed hai richiesto il recupero delle detrazioni fiscali che ti spettano ma, nel frattempo, hai perso il lavoro. Percepisci la Naspi ma ti chiedi: senza una busta paga da lavoratore dipendente, come recuperare le detrazioni durante la Naspi?

La domanda vale per la ristrutturazione dell’immobile come per il mutuo, per le spese del medico, per quelle della scuola dei figli, ecc. Il punto è capire se il trattamento fiscale di un disoccupato equivale a quello di un lavoratore dipendente. Detrazioni durante la Naspi: come recuperarle? In realtà, la Naspi è soggetta ad una tassazione separata, quindi vuol dire che si calcola una media basata sulle imposte pagate nei due anni precedenti e su questi calcola la relativa aliquota. Di conseguenza, trattandosi di un reddito unico sottoposto ad una tassazione separata, potrebbe succedere che non ci siano delle detrazioni in grado di abbattere l’imposta Irpef. Che succede in questo caso? E se si ha diritto al rimborso, quando arriva?

Vediamo di rispondere a questa e ad altre domande relative alle detrazioni durante la Naspi, come recuperarle e quando se ne ha diritto.

Detrazioni fiscali: cosa sono?

Le detrazioni fiscali sono delle somme contenute nel Testo unico delle imposte sui redditi in grado di ridurre le ritenute sui redditi del lavoro dipendente o assimilati, della pensione o dell’indennità Naspi dei disoccupati. Per il calcolo delle imposte si tiene conto del reddito lordo. Così, ad esempio, per un reddito fino a 25mila euro si paga il 23% di imposte. Ed è su questo 23% che vengono applicate le detrazioni:

  • per lavoro dipendente;
  • per familiari a carico;
  • per spese mediche, mutuo, ristrutturazioni ed altre detrazioni previste dalla legge.

Naspi: che cos’è?

La Naspi, o Nuova assicurazione sociale per l’impiego, è un’indennità di disoccupazione pagata mensilmente dall’Jnps che sostituisce tutte le precedenti prestazioni in materia. Il trattamento viene erogato su richiesta dell’interessato.

Ne hanno diritto i lavoratori con contratto subordinato che hanno perso involontariamente il lavoro, compresi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato;
  • personale artistico con lavoro subordinato;
  • dipendenti della Pubblica amministrazione con contratto a tempo determinato.

Detrazioni fiscali e Naspi

La Naspi, quindi, viene percepita in sostituzione del reddito di lavoro dipendente e, pertanto, costituisce un reddito assimilabile a quest’ultimo. Significa che entrambi appartengono alla stessa categoria.

Il sostituto d’imposta è l’Inps, il quale applica le ritenute Irpef sull’indennità di disoccupazione e riconosce agli aventi diritto che ne hanno fatto richiesta le relative detrazioni fiscali per reddito e per familiari a carico.

In conclusione: al disoccupato che percepisce la Naspi spettano le stesse detrazioni che interessano il lavoratore dipendente.

Per il calcolo di tali detrazioni di considera il reddito Naspi come un tempo determinato con l’applicazione minima di 690 euro.

Ci sono, poi, le detrazioni che spettano per lavori di ristrutturazione edilizia che, in qualche caso, arrivano al 65%, come quelle per il miglioramento dell’efficienza energetica. Si tratta di importi recuperabili di norma in 10 rate annue di pari valore. Ad esempio, chi deve riavere 5.000 euro riceverà ogni anno e per 10 anni un rimborso di 500 euro.

Recupero detrazioni fiscali: quando si ha diritto con la Naspi?

Come accennato, chi percepisce la Naspi ha diritto a recuperare le spese portate in detrazione, ovvero quelle sostenute:

  • per il mutuo della casa;
  • per la ristrutturazione dell’immobile;
  • per motivi di salute (spese sanitarie per esami, visite, farmaci, ecc.);
  • per l’attività sportiva dei figli, ecc.

Le spese, però, possono essere utilizzate per abbassare l’Irpef da pagare. Ma può succedere che l’imposta sia inferiore alle detrazioni a cui si ha diritto. In questo caso, la parte di detrazione che supera l’imposta non viene rimborsata. È quello che si chiama «capienza fiscale». Significa che l’agevolazione fiscale viene definitivamente persa se il reddito è più basso rispetto all’imposta da pagare. Questo può succedere anche per un singolo anno di rimborso, cioè: se in uno dei 10 anni in cui ci spetta il recupero delle spese non hai una capienza sufficiente, la rata viene persa e non la si recupera più.

Recupero detrazioni fiscali: come fare?

Abbiamo appena citato la capienza fiscale. Chi prende la Naspi come fa a verificarla? Basta guardare sulla dichiarazione dei redditi l’imposta lorda dovuta e confrontarla con la rata del rimborso che dovrebbe arrivare quell’anno.

Facciamo qualche esempio. Immagina di avere un’Irpef lorda di 6.000 euro ed una spesa da recuperare di 6.500 euro. Usufruendo di una detrazione del 65% per un lavoro di ristrutturazione mirato all’aumento dell’efficienza energetica, ti spetterebbero 10 rate annue di 422,50 euro ciascuna, cioè un importo totale di 4.225 euro. La cifra è al di sotto dell’imposta da versare, quindi hai diritto al rimborso.

Se, invece, hai un’Irpef lorda di 300 euro, la rata mensile di 422,50 euro è superiore all’imposta da versare e, quindi, la parte eccedente non potrai recuperarla. Se l’anno successivo avrai ancora l’imposta inferiore alla rata, non incasserai più nulla.

Una soluzione ci sarebbe ma bisognerebbe deciderla a monte, vale a dire al momento in cui si paga il lavoro di ristrutturazione e si chiede il recupero della spesa. Basterebbe dividere la detrazione con un familiare convivente (il coniuge, un figlio, ecc.) purché abbia sostenuto anch’egli una parte delle relative spese e su bonifici e fatture siano a lui intestati o riportino la percentuale di spesa da lui pagata.

Recupero detrazioni con Naspi: quando arriva il rimborso?

Il lavoratore disoccupato che percepisce la Naspi riceve il rimborso delle spese soggette a detrazione fiscale nel mese di agosto di ogni anno a cui ha diritto. A patto che lui o il Caf a cui si è appoggiato abbia inviato la dichiarazione dei redditi entro e non oltre il mese di giugno dello stesso anno.



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