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La dieta contro il reflusso gastrico

29 Aprile 2019
La dieta contro il reflusso gastrico

Alimentazione per evitare e curare il rigurgito acido gastroesofageo: i dieci alimenti killer.

Sai che la banana calma l’acido nello stomaco e combatte le ulcere? Ti è stato detto che se eviti la cioccolata sarai forse più triste ma almeno eviterai il bruciore gastrico e che i cibi grassi raddoppiano il rischio di reflusso? I rimedi che la natura offre alle comuni patologie gastrointestinali sono numerosissimi. Ne hai già avuto un’idea leggendo le nostre guide sugli alimenti per chi soffre di colon irritabile, aria nella pancia, colesterolo alto, stipsi, ipertensione. Ora ci occuperemo invece della dieta contro il reflusso gastrico. Ecco alcuni suggerimenti che la medicina naturale ti offre per combattere quel fastidioso – e a volte doloroso – disturbo dell’esofago che ti fa sentire come un… drago.

Reflusso gastrico: cos’è?

Ciascuno di noi ha sperimentato, almeno una volta nella propria vita, un rigurgito acido, soprattutto in occasione di pasti troppo abbondanti o dell’assunzione di molto alcol. Il passaggio di succhi gastrici nell’esofago, più propriamente chiamato ­reflusso gastroesofageo, è una condizione molto fastidiosa che si manifesta con bruciori localizzati nella parte centrale del torace, proprio dietro lo sterno.

Arrivando a contatto con la delicata mucosa dell’esofago, i succhi gastrici, che contengono acido cloridrico e pepsina, provocano un’irritazione che viene avvertita come un penoso senso di bruciore: bruciore che può essere tanto intenso da far sospettare la presenza di un infarto.

L’alimentazione può giocare un ruolo di primaria importanza sia nello scatenare il rigurgito, sia nel ridurlo. Alcune persone presentano, sin dalla nascita, una debolezza congenita del meccanismo che segna il passaggio tra esofago e stomaco e che, di solito, impedisce il reflusso. Tuttavia nella maggior parte dei casi alla base di questa condizione ci sono fattori di tipo dietetico.

Stranamente, l’invecchiamo non va considerato un fattore di rischio.

Come avviene il reflusso gastrico?

Sai cos’è il reflusso gastrico? Tutto ha inizio a livello dello sfintere esofageo inferiore, un piccolo anello muscolare che separa l’esofago dallo stomaco. La sua funzione è di impedire il reflusso del contenuto gastrico. La deglutizione innesca una serie di contrazioni che percorrono l’esofago e determinano il rilasciamento dello sfintere, così cibo e bevande possono raggiungere lo stomaco. Però, proprio come un vecchio elastico, l’anello muscolare può sfiancarsi e non riuscire più a svolgere a dovere la sua funzione.

In queste condizioni il contenuto gastrico può “tornare indietro” e irritare la mucosa che riveste l’esofago, molto più sensibile e delicata di quella che tappezza le pareti dello stomaco. Compare così il dolore, spesso accompagnato da una sensazione di acidità in bocca.

Come agiscono gli alimenti sul reflusso gastrico?

Certi alimenti sono in grado di favorire il rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore e quindi di provocare un rigurgito – consentendo il passaggio di succhi gastrici dallo stomaco all’esofago. Questa situazione è resa ancor più facile dalla differenza di pressione esistente tra i due distretti: alta nello stomaco e bassa nell’esofago.

Rigurgiti sporadici non procurano grossi problemi, ma se l’episodio si ripete si crea un’infiammazione tale da rendere difficile e dolorosa anche la deglutizione.

Alcune bevande stimolano la produzione di acido da parte dello stomaco rendendo i reflussi più aggressivi per la mucosa. C’è soprattutto il caffè, anche decaffeinato, e le bibite contenti la cola, la birra e il latte.

Agrumi, pomodori e cibi piccanti possono irritare la mucosa nel corso della deglutizione.

Mangiando in fretta un pasto normale o lentamente uno abbondante si crea un sovraccarico gastrico. La pressione all’interno dello stomaco sale rapidamente fino a provocare l’apertura dello sfintere esofageo inferiore.

Comportamenti rischiosi per il reflusso gastrico

Esistono comportamenti molto rischiosi per i reflussi gastrici come ad esempio sdraiarsi, specie se sul lato destro, subito dopo pranzo. In questa posizione infatti viene a mancare l’effetto della gravità che rende più difficile il rigurgito. Anche i chili di troppo possono favorire questo disturbo.

La dieta contro i reflussi

Stai alla larga dal cioccolato, specie quello al latte: è una delle più comuni cause di reflusso. Esso provoca il rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore. Colpa delle metilxantine, una famiglia di sostanze chimiche a cui appartengono tre importanti rilassanti muscolari: caffeina, teofillina e teobromina.

Attenzione ai cibi ricchi di grassi: raddoppiano il rischio di reflusso. Per questo ti consiglio di mangiare il meno possibile nei locali, nei fast food o in tutti i pub che ti servono panini.

Evita cipolle e cibi piccanti. I cibi molto saporiti possono favorire la comparsa di reflusso. Prendiamo, per esempio, le cipolle crude.

L’alcol è sicuramente il nemico numero uno per chi soffre di reflussi, specie se assunto prima di andare a dormire. Durante la notte l’alcol tende a rilasciare lo sfintere esofageo inferiore provocando così il passaggio di succhi gastrici nell’esofago.

Consigli per evitare il reflusso gastrico

Se soffri di rigurgiti acidi solo occasionalmente, limita i cibi grassi che, a lungo andare, potrebbero aggravare il disturbo. Lo stesso dicasi per i pasti troppo copiosi, l’alcol e l’abitudine di coricarsi subito dopo mangiato.

Se gli episodi di reflusso sono frequenti, puoi mitigarli e ridurli seguendo queste semplici regole:

  • elimina del tutto i cibi grassi; mangia più carboidrati complessi e proteine;
  • evita il cioccolato, la menta piperita, il caffè, l’alcol, le cipolle crude, tutti alimenti che favoriscono il rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore;
  • se sospetti che il tuo esofago sia sensibile al succo di agrumi e ai cibi piccanti, evitali. Se dopo aver mangiato queste sostanze irritanti avverti un senso di bruciore, attenualo bevendo immediatamente acqua;
  • se sei in sovrappeso, cerca di dimagrire. l chili in più possono disturbare il funzionamento dello sfintere esofageo inferiore. Inoltre i sacrifici richiesti per stare meglio non sono poi così drammatici: spesso basta perdere 5-10 chili;
  • non coricarti subito dopo aver mangiato, lascia passare almeno tre ore, poiché stando sdraiati si favorisce il reflusso. Durante il riposo notturno tieni la testa un po’ sollevata dal piano del letto; anche questo accorgimento aiuta a prevenire i reflussi;
  • quando vai a letto cerca di dormire sul fianco sinistro piuttosto che su quello destro. Così facendo eviterai che l’esofago assuma una posizione tale da favorire il reflusso;
  • evita di bere alcol prima di andare a letto; ciò favorisce la comparsa di reflusso anche in soggetti che non hanno mai accusato disturbi.

Reflusso, assenze dal lavoro e invalidità

Veniamo agli aspetti legali del reflusso. È escluso che questa patologia possa comportare una invalidità. Anche la stessa ulcera non dà diritto ad alcun riconoscimento in tal senso. Ci possono essere, però, delle complicanze in grado di aggravare la situazione, come nel caso dell’ulcera perforante. Il paziente può avere una grave emorragia e, nelle forme più acute, accusare una forte anemia o uno stato di shock. In questi casi, ovviamente, l’apposita commissione dell’Asl può valutare la patologia in modo diverso e stabilire una percentuale di invalidità civile più alta.

Quando il reflusso è molto grave può giustificare l’assenza dal lavoro, purché certificata dal medico di famiglia.


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